ROMA – Vigilia carica di attesa e di una palpabile, nuova consapevolezza in casa Italia. A suonare la carica è il capitano, Michele Lamaro, che dal ritiro degli Azzurri presenta la sentitissima sfida del Sei Nazioni contro l’Inghilterra. Le sue parole, misurate ma dense di orgoglio, raccontano di una squadra che non vuole più recitare il ruolo della comparsa e che, pur rispettando un avversario mai battuto in 32 incontri ufficiali, si sente pronta a giocarsi le proprie carte fino all’ultimo secondo.

“Non bisogna dire oggi se ci sarà o meno una prima volta contro l’Inghilterra, ma vi assicuro che ci siamo preparati bene”. Esordisce così il flanker del Benetton Rugby, smorzando i voli pindarici ma allo stesso tempo mettendo in chiaro un concetto fondamentale: questa Italia non parte battuta. Non più. La fiducia del capitano non nasce da un’euforia passeggera, ma da un percorso di crescita strutturato e visibile, iniziato anni fa e che oggi permette agli Azzurri di guardare negli occhi anche le superpotenze della palla ovale.

Un percorso di crescita per colmare il gap

L’analisi di Lamaro è lucida e affonda le radici nel lavoro svolto sotto la guida tecnica di Gonzalo Quesada. “I progressi sono cominciati anni fa, guardando davanti a noi, partita dopo partita. L’ambizione è continuare a migliorare ancora e ancora, perché oggi, al di là di vittorie e sconfitte, siamo competitivi contro chiunque”, ha spiegato il capitano. Una competitività che non è più solo una speranza, ma un dato di fatto. L’Italia ha dimostrato di poter reggere l’urto e di essere performante anche contro squadre più strutturate e fisiche dell’Inghilterra, un segnale inequivocabile del salto di qualità compiuto dal pacchetto di mischia e da tutto il gruppo. Questa nuova solidità permette di affrontare la sfida con una mentalità diversa, con la certezza di poter imporre il proprio gioco e di non subire passivamente la fisicità avversaria.

Il capitano ha sottolineato come la strategia per la partita di domani passi inevitabilmente da una prestazione fisica di altissimo livello. “Domani sarà tassativo portare tanta fisicità in campo. L’Inghilterra lavora tanto nel breakdown con giocatori di qualità, abbiamo preparato la partita cercando di anticipare le ruck in mezzo al campo dove si farà una grande differenza”, ha aggiunto, svelando un frammento del piano tattico studiato per arginare una delle armi principali degli inglesi.

Il tabù Inghilterra: una storia da riscrivere

La parola “storia” aleggia inevitabilmente sulla partita. L’Inghilterra rappresenta l’ultimo, grande tabù per l’Italia nel Sei Nazioni, l’unica squadra che gli Azzurri non sono mai riusciti a sconfiggere. Nei 32 precedenti ufficiali, il bilancio è impietoso: 32 sconfitte. Eppure, la storia è fatta per essere riscritta e diverse volte l’Italia è andata vicinissima all’impresa, specialmente tra le mura amiche.

  • 2008: Al Flaminio, l’Italia di Nick Mallett si arrende solo 19-23, tenendo in bilico il risultato fino alla fine.
  • 2012: In un Olimpico imbiancato dalla neve, gli Azzurri vanno a un passo dal miracolo, portandosi in vantaggio con le mete di Venditti e Benvenuti prima di subire la rimonta inglese per il 15-19 finale.

Questi episodi, seppur amari, testimoniano che l’impresa è possibile. E l’Italia di oggi sembra avere una consapevolezza e una profondità di rosa maggiori rispetto al passato.

Il fattore Olimpico e la spinta del pubblico

Un elemento chiave, su cui Lamaro punta con decisione, sarà il sostegno del pubblico. Lo Stadio Olimpico si preannuncia gremito e pronto a trasformarsi nel sedicesimo uomo in campo. “Sarà una gara difficilissima. Da parte nostra c’è un bellissimo stadio che ci supporterà, con tanti spettatori per noi e questo farà la differenza”, ha affermato con convinzione il capitano. L’energia degli spalti può e deve essere il carburante per spingere gli Azzurri a superare i propri limiti, a trovare quella forza extra nei momenti cruciali del match.

La conclusione di Michele Lamaro è un manifesto di realismo e speranza: “Partite come quelle di domani si giocano su episodi, speriamo siano dalla nostra parte. Vogliamo portare in campo il lavoro fatto”. L’Italia è pronta. Non per fare promesse, ma per lottare, per dimostrare sul campo il proprio valore e per provare a regalare a un intero movimento una giornata da ricordare per sempre.

Di nike

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