Un tributo che risuona come le note vibranti della sua fisarmonica, un sigillo accademico su una vita dedicata alla musica e all’innovazione. Il Maestro Gianni Coscia, orgoglio di Alessandria e pioniere del jazz italiano, ha ricevuto il Diploma Accademico di Secondo Livello “ad honorem” in Composizione Jazz dal Conservatorio “Antonio Vivaldi” della sua città. La cerimonia di consegna della pergamena, rilasciata dal Ministero dell’Università e della Ricerca, è fissata per il 14 marzo, una data non casuale, che si inserisce nelle manifestazioni per il decennale della scomparsa di un altro illustre alessandrino, lo scrittore e semiologo Umberto Eco, con cui Coscia condivise i banchi di scuola e un’amicizia fraterna durata tutta la vita.

Questo prestigioso riconoscimento, il primo del suo genere conferito dall’istituzione alessandrina grazie a una recente normativa, celebra una carriera eccezionale e un percorso artistico che ha saputo elevare la fisarmonica da strumento tradizionalmente legato al folklore a protagonista inusitato e rispettato della scena jazzistica internazionale. Una proposta avanzata con convinzione dalla Scuola di Jazz e Musiche tradizionali e ratificata all’unanimità dal Consiglio Accademico del Conservatorio.

Un Pioniere della Scuola Jazzistica Italiana

Nato ad Alessandria il 23 gennaio 1931, Gianni Coscia appartiene a quella generazione di musicisti che, nel secondo dopoguerra, ha dato vita a una via italiana al jazz, originale e riconoscibile. Insieme a figure del calibro di Giorgio Gaslini, Gianni Basso, Oscar Valdambrini e Dino Piana, ha contribuito a fondare una scuola che ha saputo dialogare con la tradizione afroamericana, innestandovi elementi di cultura popolare e classica europea. La sua è la storia di un musicista autodidatta, laureato in Giurisprudenza, che ha scelto di dedicarsi interamente alla sua passione, trasformando il suono mantice della sua fisarmonica in una voce unica e inconfondibile nel panorama musicale.

“Ricevo questo diploma con la gioia del musicista autodidatta, quale sono io, che vede riconosciuto il proprio percorso artistico da un’Istituzione verso la quale ho sempre provato grande rispetto e un po’ di soggezione”, ha dichiarato il Maestro. Un percorso iniziato simbolicamente proprio all’Auditorium Pittaluga del Conservatorio nel lontano 1954, e che oggi, a 95 anni, lo vede ancora protagonista instancabile della scena musicale.

Una Carriera Poliedrica tra Jazz, Cinema e Letteratura

Il curriculum artistico di Gianni Coscia è un mosaico di collaborazioni prestigiose e incursioni in ambiti diversi. Ha calcato i palchi dei più importanti festival jazz del mondo, ha composto colonne sonore per il cinema e ha dialogato con la musica contemporanea, collaborando con un gigante come Luciano Berio. La sua versatilità lo ha portato a essere richiesto anche da grandi nomi della musica pop come Milva, Francesco Guccini e Adriano Celentano.

Un capitolo fondamentale della sua vita e della sua arte è rappresentato dal sodalizio con il clarinettista Gianluigi Trovesi, con cui ha inciso album memorabili per la prestigiosa etichetta tedesca ECM, come “In cerca di cibo” e “Radici”. Progetti che esplorano le connessioni tra musica popolare, jazz e ricerca sonora, testimoniando una curiosità intellettuale inesauribile.

Impossibile, poi, non menzionare il legame profondo con Umberto Eco. Un’amicizia nata al liceo e nutrita di complicità intellettuale e artistica. Insieme scrissero spettacoli di rivista in gioventù e la loro amicizia ha trovato eco anche nella musica, come nel disco “La misteriosa musica della Regina Loana”, ispirato all’omonimo romanzo di Eco. Questo diploma ad honorem diventa, quindi, anche un omaggio a questo legame indissolubile, celebrato nel decennale della scomparsa dello scrittore.

Un Maestro Ancora in Piena Attività

Nonostante l’età, l’energia creativa di Gianni Coscia non accenna a diminuire. Negli ultimi tre anni ha inciso ben tre dischi, dimostrando una vitalità artistica straordinaria. E il futuro è già scritto: a luglio è atteso a Umbria Jazz, uno degli appuntamenti più importanti del settore, mentre a novembre terrà un incontro alla prestigiosa Scuola Normale di Pisa. Segnali di un percorso che non si arresta, di una passione che continua a generare bellezza e a ispirare nuove generazioni di musicisti.

Il diploma del Conservatorio Vivaldi non è solo un premio alla carriera, ma il giusto riconoscimento per un artista che ha saputo abbattere le barriere tra i generi, portando la sua fisarmonica in territori inesplorati e dimostrando che la musica, quando nasce dal talento e dalla passione, non conosce confini.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *