Il Napoli si avvicina alla cruciale sfida contro il Torino, in programma dopodomani allo Stadio Diego Armando Maradona, con un misto di preoccupazione e ritrovato ottimismo. Se da un lato l’infermeria continua a essere un fattore determinante nelle scelte di Antonio Conte, dall’altro si accendono due fari di speranza che potrebbero illuminare il finale di stagione partenopeo. L’allenatore dovrà infatti fare a meno di due pilastri del suo centrocampo, Stanislav Lobotka e Scott McTominay, entrambi fermati da problemi muscolari. Tuttavia, la notizia del giorno è il ritorno tra i convocati, dopo lunghissime assenze, di Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa.

Infermeria affollata: Lobotka e McTominay out

L’emergenza a centrocampo per il Napoli è tutt’altro che rientrata. Stanislav Lobotka, il metronomo slovacco, è stato fermato da un sovraccarico muscolare che, sebbene non desti eccessive preoccupazioni per il futuro, lo costringe a saltare la gara con i granata. Una scelta dettata anche dalla prudenza, considerando gli imminenti impegni della sua nazionale. Ancora più complessa la situazione di Scott McTominay. Il centrocampista scozzese, assente dalla partita contro il Genoa, continua a convivere con un’infiammazione al tendine del gluteo che non gli dà tregua. Nonostante si alleni, non è ancora al 100% e lo staff medico predica cautela, rinviandone il rientro. A queste assenze si aggiungono quelle di altri giocatori importanti come Di Lorenzo, Rrahmani e Neres, che hanno costretto Conte a continue modifiche tattiche nel corso della stagione.

Il ritorno dei big: De Bruyne e Anguissa pronti a subentrare

Le note liete, però, non mancano e portano nomi pesantissimi. Dopo 128 giorni di assenza, Kevin De Bruyne è finalmente tornato ad allenarsi con il gruppo. Il fantasista belga era fermo dal 25 ottobre, quando un gravissimo infortunio al bicipite femorale della coscia destra, procuratosi calciando un rigore contro l’Inter, lo aveva costretto a un intervento chirurgico. La riabilitazione, svolta interamente ad Anversa, ha dato i suoi frutti: De Bruyne è rientrato a Napoli in condizioni atletiche definite “ottimali”, tanto da aggregarsi subito alla squadra senza necessità di lavoro differenziato. Un recupero a sorpresa, per certi versi, che regala a Conte un’arma tattica di valore inestimabile per la volata Champions.

Altrettanto importante è il recupero di Zambo Anguissa. Il centrocampista camerunense, bloccato da un infortunio muscolare rimediato a inizio novembre con la sua nazionale e da successivi problemi alla schiena, era vicino al rientro già per la trasferta di Verona, ma si è preferito non correre rischi. Ora è pronto per tornare a disposizione e, come De Bruyne, partirà dalla panchina contro il Torino, con l’obiettivo di accumulare minuti e ritrovare il ritmo partita.

Le scelte di Conte: Gilmour in regia, Lukaku l’arma in più

Con Lobotka fuori causa, le chiavi della regia saranno affidate a Billy Gilmour, che torna titolare dopo un lungo periodo. Al suo fianco, a meno di sorprese, ci sarà Elmas. La formazione che scenderà in campo dal primo minuto dovrebbe ricalcare quella vittoriosa a Verona, con il modulo 3-4-2-1. In attacco, confermato Hojlund come punta centrale.

Dalla panchina, oltre ai due illustri rientranti, è pronto a dare il suo contributo anche Romelu Lukaku. L’attaccante belga, eroe del match del Bentegodi con un gol decisivo allo scadere, sta crescendo di condizione e rappresenta una soluzione di grande peso offensivo. Conte potrebbe utilizzarlo a partita in corso, magari in coppia con lo stesso Hojlund, per una soluzione a due punte che promette scintille.

Verso la rivoluzione tattica? L’ipotesi 4-3-3

I rientri di De Bruyne e Anguissa, uniti a quello prossimo di McTominay, aprono scenari tattici nuovi e affascinanti. Conte, che ha dovuto adattarsi all’emergenza utilizzando prevalentemente il 3-4-2-1, potrebbe presto tornare al suo modulo prediletto, il 4-3-3, pensato fin dal ritiro estivo. Questo sistema di gioco permetterebbe di sfruttare al meglio le caratteristiche dei centrocampisti a disposizione, garantendo maggiore equilibrio e qualità alla manovra.

Un’altra opzione al vaglio del tecnico è il 3-5-2, che consentirebbe di schierare una mediana più fisica e di affiancare Lukaku a Hojlund in attacco. Qualunque sia la scelta finale, una cosa è certa: con il recupero dei suoi uomini chiave, il Napoli ha tutte le carte in regola per essere una delle grandi protagoniste di questo finale di stagione, con l’obiettivo di blindare un posto nella prossima Champions League.

Di nike

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