Verona – Il calcio, nella sua essenza più crudele e meravigliosa, si è manifestato in tutta la sua potenza nei 96 minuti di un’infuocata sfida al Bentegodi. Un lampo di Romelu Lukaku, un graffio da centravanti vero quando la partita sembrava ormai destinata a un pareggio, ha regalato al Napoli una vittoria per 2-1 che pesa come un macigno sulle ambizioni Champions degli azzurri e che, al contempo, condanna un Hellas Verona indomito a una delusione cocente. Una rete arrivata all’ultimo respiro, al sesto minuto di recupero, che ha scatenato la gioia incontenibile della panchina partenopea e ha lasciato attoniti i giocatori e i tifosi gialloblù.

Conte e la gestione di Lukaku: “Questo gol deve dargli fiducia”

Nel dopo gara, la gioia di Antonio Conte è palpabile, ma è una gioia lucida, che si concentra subito sull’uomo del momento: Romelu Lukaku. Il gigante belga, tornato al gol dopo un lungo digiuno di 281 giorni in Serie A, è stato il fulcro delle parole del tecnico salentino. “Questo gol deve dargli fiducia”, ha esordito Conte, sottolineando il percorso difficile del suo attaccante. “Romelu era fuori da agosto, ha avuto un infortunio grave e sta facendo ancora fatica. So benissimo quanto soffre, perché vorrebbe aiutare me e il Napoli per il rapporto che abbiamo. Sto cercando di gestirlo nel migliore dei modi. Non è ancora il Romelu che io conosco, ma sta mostrando dei miglioramenti”.

Le parole di Conte rivelano un rapporto che va oltre il campo, una gestione quasi paterna di un campione in un momento delicato. L’allenatore ha anche evidenziato come questa stagione, ricca di difficoltà e situazioni inedite, lo stia forgiando: “Me la porterò dentro come esperienza di carriera. Questa stagione mi sta dando tanto e mi sta insegnando molte cose. Mi sento un allenatore molto più forte”. Una dichiarazione che testimonia la volontà di lottare fino alla fine per l’obiettivo, raschiando il fondo del barile pur di portare a casa il risultato.

La delusione di Sammarco: “Meritavamo una piccola gioia”

Sul fronte opposto, il volto di Paolo Sammarco è la fotografia della delusione. Il suo Verona ha giocato una partita di grande sacrificio, tatticamente quasi perfetta, sfiorando un’impresa che avrebbe dato ossigeno puro alla classifica e al morale. “Abbiamo fatto la partita che volevamo fare e che abbiamo preparato in settimana”, ha commentato a caldo il tecnico. “Peccato per il risultato: meritavamo una piccola gioia, almeno un punto contro un grande Napoli che ci avrebbe dato tanto anche sul piano dell’autostima”.

La beffa subita all’ultimo secondo fa male, ma Sammarco vuole ripartire dalla prestazione e dall’atteggiamento dei suoi ragazzi, applauditi a fine gara dai propri tifosi. “Abbiamo lottato ed è stato riconosciuto dai tifosi che ci hanno voluto sotto la curva. Purtroppo questo è il calcio e può capitare di subire un gol all’ultima azione. Ho visto grande voglia di restare in partita. I ragazzi hanno provato a giocarsela e la gente lo ha apprezzato. Dobbiamo rispondere onorando maglia e città. Sempre”.

Cronaca di una battaglia: Hojlund illude, Akpa Akpro pareggia, Lukaku decide

La partita è stata un’altalena di emozioni. Il Napoli aveva trovato il vantaggio quasi subito, al 2′ minuto, con Rasmus Højlund, bravo a capitalizzare una delle prime offensive azzurre. Ma il Verona non si è scomposto, ha serrato le fila e con una prestazione di grande orgoglio ha trovato la rete del pareggio al 64′ con Jean-Daniel Akpa Akpro, la cui conclusione deviata non ha lasciato scampo al portiere. Quando il pareggio sembrava ormai scritto, sugli sviluppi di un calcio d’angolo in extremis, è arrivata la zampata di sinistro di Lukaku, che ha trasformato i fischi di un Bentegodi deluso in un silenzio assordante, interrotto solo dal boato del settore ospiti.

Di nike

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