MILANO – In una serata che profuma di scudetto, l’Inter di Cristian Chivu non fallisce l’appuntamento con la vittoria, superando un Genoa coriaceo con un netto 2-0. A San Siro, nell’anticipo della 27ª giornata di Serie A, i nerazzurri rispondono presente dopo la delusione europea, inanellando l’ottavo successo consecutivo in campionato e allungando a +13 sul Milan, in attesa della risposta dei rossoneri. A decidere il match sono state una perla di rara bellezza di Federico Dimarco nel primo tempo e la consueta infallibilità di Hakan Calhanoglu su calcio di rigore nella ripresa.
La cronaca della partita: un primo tempo a tinte nerazzurre
L’Inter parte forte, decisa a mettere subito in chiaro le proprie intenzioni. La squadra di Chivu prende in mano il pallino del gioco, ma il Genoa di Daniele De Rossi si dimostra un avversario ben organizzato, bravo a chiudere gli spazi e a ripartire. Le prime occasioni sono di marca interista: al 7′ De Vrij impegna di testa Bijlow, mentre al 16′ è Bonny a chiamare il portiere olandese a una grande parata. La pressione dei padroni di casa si fa sempre più insistente e al 26′ Mkhitaryan fa tremare la traversa con una conclusione potente da fuori area. Il gol è nell’aria e arriva puntuale al 31′ con un capolavoro assoluto di Federico Dimarco. L’esterno nerazzurro, servito da un lancio illuminante di Mkhitaryan, si coordina alla perfezione e con un sinistro al volo da posizione defilata insacca la palla all’angolino lontano, facendo esplodere San Siro. Un gol “brevettato”, come ormai ci ha abituato il talentuoso giocatore. L’Inter, galvanizzata dal vantaggio, sfiora il raddoppio poco dopo con un colpo di testa di Barella che termina alto.
La ripresa: il Genoa ci prova, Calhanoglu chiude i conti
Nella seconda frazione di gioco, il Genoa prova a reagire. De Rossi inserisce Amorim per l’ammonito Malinovskyi, cercando di dare più spinta alla sua squadra. I rossoblù crescono e si fanno vedere dalle parti di Sommer, senza però creare veri e propri pericoli. L’Inter, dal canto suo, controlla il match con maturità, pur mostrando meno brillantezza rispetto al primo tempo. La svolta arriva al 68′: Luis Henrique, dopo una bella azione personale, colpisce il palo con un destro deviato da Bijlow. Sugli sviluppi dell’azione, lo stesso Luis Henrique crossa in mezzo e trova il tocco di mano di Amorim. L’arbitro Fabbri non ha dubbi e concede il calcio di rigore. Dal dischetto si presenta il rientrante Hakan Calhanoglu che, con la sua solita freddezza, spiazza Bijlow e sigla il 2-0, chiudendo di fatto la partita. Nel finale, il Genoa ha un’occasione per accorciare le distanze con un colpo di testa di Ellertsson che finisce di poco a lato, e un brivido per l’Inter all’82’ con una deviazione di Akanji verso la propria porta, ma Sommer è attento e sventa il pericolo.
Analisi e prospettive: una fuga per lo scudetto
Con questa vittoria, l’Inter lancia un segnale fortissimo al campionato. L’ottavo successo consecutivo, il quattordicesimo nelle ultime quindici giornate, testimonia la solidità e la continuità di una squadra che sembra non avere rivali. Il vantaggio di +13 sul Milan, a una settimana dal derby, è un margine rassicurante che permette ai nerazzurri di guardare con grande fiducia al futuro. Per il Genoa, invece, arriva una sconfitta che interrompe la striscia di due risultati utili consecutivi, ma la prestazione offerta a San Siro lascia ben sperare per il prosieguo della stagione.
Le pagelle: Dimarco MVP, Calhanoglu glaciale
- Dimarco 7.5: Il suo gol è un’opera d’arte che sblocca una partita complicata. Una prestazione da leader, a conferma di una stagione straordinaria.
- Mkhitaryan 7: L’assist per il gol di Dimarco è una perla di rara intelligenza. Sempre nel vivo del gioco, colpisce anche una traversa.
- Calhanoglu 7: Entra e chiude la partita con la consueta freddezza dal dischetto. Il suo ritorno è fondamentale per il centrocampo nerazzurro.
- Bijlow 6.5: Incolpevole sui gol, si rende protagonista di alcuni interventi importanti che tengono a galla il Genoa.
- Amorim 5: Il suo ingenuo fallo di mano costa il rigore che chiude la partita. Una serata da dimenticare.
