UDINE – Una serata da dimenticare per la Fiorentina, una notte di festa per l’Udinese. Il posticipo della 27ª giornata di Serie A si conclude con un netto e meritato 3-0 per i padroni di casa, che annichiliscono una squadra viola apparsa senza idee, senza grinta e tecnicamente fallosa. Una prestazione gagliarda quella dei bianconeri di Kosta Runjaic, che ritrovano la vittoria dopo tre sconfitte consecutive e salgono a 35 punti in classifica, mettendo probabilmente una seria ipoteca sulla salvezza. Per la Fiorentina di Paolo Vanoli, invece, è notte fonda: la squadra resta terzultima a 24 punti, in piena zona retrocessione, e la prestazione offerta al Bluenergy Stadium lancia un allarme pesantissimo.
La cronaca di una disfatta annunciata
L’approccio alla gara delle due squadre è emblematico. L’Udinese scende in campo “con la bava alla bocca”, come sottolineato dal tecnico Runjaic, desiderosa di riscattare il periodo negativo e la sconfitta dell’andata. La Fiorentina, al contrario, appare molle e tatticamente confusa. Vanoli, orfano dello squalificato Dodò, opta per un 3-5-2 con l’esordio dal primo minuto di Rugani in difesa e la coppia Kean-Gudmundsson in attacco. Una scelta che si rivelerà disastrosa.
Bastano dieci minuti all’Udinese per sbloccare il risultato. Su un calcio d’angolo calciato alla perfezione da Zaniolo, Christian Kabasele svetta indisturbato a due passi dalla porta e insacca di testa. L’ex Juventus Rugani, protagonista in negativo della serata, scivola nel momento clou, lasciando via libera al difensore belga. La reazione della Fiorentina è sterile e confusa. L’unica vera occasione per i viola nel primo tempo capita sui piedi di Mandragora, ex di turno, che prima calcia alta una punizione dal limite e poi, servito splendidamente in area, spreca malamente calciando alle stelle. L’Udinese, invece, in contropiede è sempre pericolosa, e solo un intervento di piede di De Gea nega il gol a un ispirato Keinan Davis.
Davis incontenibile, la Fiorentina non pervenuta
Nella ripresa, Vanoli prova a cambiare le carte in tavola inserendo Comuzzo e Ndour per Pongracic e Brescianini, ma l’inerzia del match non cambia. È sempre l’Udinese a rendersi pericolosa, trascinata da un Keinan Davis in stato di grazia. L’attaccante inglese, al rientro da un infortunio, è una spina nel fianco costante per la difesa viola: prima impegna De Gea con un bolide dalla sinistra, poi serve a Zaniolo un pallone che viene deviato in angolo. Al 64′ arriva l’episodio che chiude virtualmente la partita: Davis, incontenibile, viene travolto in area da Rugani. Per l’arbitro Pairetto è calcio di rigore, che lo stesso Davis trasforma con freddezza per il 2-0.
La Fiorentina non riesce a reagire, palesando limiti tecnici e caratteriali preoccupanti. I cambi di Vanoli, che inserisce anche Piccoli e Fabbian, non sortiscono alcun effetto. L’unico dato statistico che fotografa la prestazione offensiva dei viola è lo zero alla voce tiri in porta: il portiere bianconero Okoye non deve compiere nemmeno un intervento in tutta la partita. Nel finale, c’è gloria anche per il neo-entrato Adam Buksa, che in pieno recupero, servito da Miller, supera in velocità un ancora incerto Rugani e con un pregevole sinistro a giro fissa il risultato sul definitivo 3-0.
Le note a margine: infortuni ed esordi
La serata, oltre alla pesante sconfitta, porta in dote alla Fiorentina anche la preoccupazione per le condizioni di Moise Kean, uscito per un fastidio alla tibia che si porta dietro da tempo. In casa Udinese, invece, si registra l’infortunio alla caviglia per il difensore Nicolò Bertola, costretto a lasciare il campo dopo un salvataggio provvidenziale proprio su Kean. Al suo posto ha fatto il suo esordio in Serie A il giovane difensore croato classe 2007 Branimir Mlacic, arrivato a gennaio e strappato alla concorrenza dell’Inter. Lo stesso Mlacic si è detto felice per l’esordio e per l’importante vittoria della squadra.
Le dichiarazioni post-partita
Nel dopo gara, il tecnico dell’Udinese Kosta Runjaic ha espresso tutta la sua soddisfazione: “Vittoria veramente importante dopo tre sconfitte di fila, c’era pressione su di noi. Volevamo una rivincita dopo la gara d’andata. È andata molto bene”. Di umore opposto, ovviamente, Paolo Vanoli: “Non siamo scesi in campo. Dobbiamo chiedere scusa ai tifosi”. L’allenatore viola ha poi aggiunto: “I giocatori devono farsi un esame di coscienza, perché arriviamo a costruire qualcosa per distruggerlo in un attimo”. Nonostante la pesante sconfitta, la panchina di Vanoli non sembra essere a rischio.
