Bologna si prepara a risuonare delle note immortali di Franz Liszt. Dal 3 al 6 marzo prossimi, il prestigioso Conservatorio di Musica “Giovan Battista Martini” ospiterà la quinta edizione del Convegno Internazionale, Giornata di studi e Masterclass di interpretazione strumentale, un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale italiano, quest’anno interamente dedicato alla monumentale figura del compositore, pianista e innovatore austro-ungherese.
Dopo aver esplorato con successo le opere di giganti come Domenico Scarlatti, Fryderyk Chopin, Johann Sebastian Bach e Ludwig van Beethoven, il progetto, ideato e curato con passione dalla professoressa Patrizia Prati, docente di pianoforte presso il conservatorio felsineo, volge ora lo sguardo a Liszt. L’obiettivo, ambizioso e affascinante, è quello di scandagliare in modo interdisciplinare la vita, l’opera e il pensiero di un artista che ha rivoluzionato la tecnica pianistica e la concezione stessa del concerto moderno.
Un’immersione totale nel mondo di Liszt
Il programma delle quattro giornate, intitolato “Franz Liszt tra virtuosismo, mistica e missione pedagogica”, è stato concepito per offrire un’esperienza immersiva e polifonica. L’evento si articola in diversi momenti chiave, pensati per coinvolgere studenti, docenti, musicologi e il vasto pubblico di appassionati, fornendo nuove chiavi di lettura e prospettive di studio sull’eredità lisztiana. La manifestazione è frutto di una sinergia tra importanti istituzioni culturali: il Conservatorio di Bologna, la Fondazione Istituto Liszt di Bologna, il Museo Liszt di Budapest e la rivista Il Saggiatore Musicale, a testimonianza del calibro internazionale dell’iniziativa.
L’evento si aprirà con due intense giornate di masterclass di pianoforte. Il 3 e 4 marzo, la pianista Cinzia Falco guiderà gli studenti nell’approfondimento del repertorio lisztiano presso la Sala Respighi. Il 5 marzo, sarà la volta del pianista ungherese István Lajkó a tenere la sua masterclass nella Sala Bossi, un’occasione preziosa per attingere direttamente alla grande tradizione pianistica ungherese, di cui Liszt è stato capostipite.
Concerti e approfondimenti musicologici
La musica dal vivo sarà una componente fondamentale della manifestazione. Mercoledì 4 marzo alle ore 18:00, la Sala Bossi del Conservatorio ospiterà il concerto del pianista István Lajkó. Il programma della serata si preannuncia di grande impatto, con l’esecuzione di capolavori quali la monumentale Sonata in Si minore, S.178, i Tre sonetti del Petrarca, S.161/4-6 e le virtuosistiche Réminiscences de Lucia di Lammermoor, S.397, parafrasi sull’opera di Gaetano Donizetti.
Il culmine dell’analisi musicologica sarà raggiunto venerdì 6 marzo, con la giornata di studi che si terrà dalle 9:00 alle 18:00 nella Sala della Biblioteca del Conservatorio. Un parterre di studiosi e interpreti di caratura internazionale si confronterà su molteplici aspetti della figura di Liszt. Dopo i saluti istituzionali del Direttore del Conservatorio, Aurelio Zarrelli, del Presidente della Fondazione Liszt, Luigi Verdi, e della Vice Presidente del Saggiatore Musicale, Giuseppina La Face, la giornata sarà aperta da un discorso della professoressa Patrizia Prati.
Tra gli interventi in programma, spiccano quelli di:
- László Stachó (Accademia Liszt Budapest) su “Heirs of Liszt: Dohnányi and Bartók and the Emergence of a Hungarian Pianistic Tradition”.
- Mariateresa Storino (Conservatorio di Pesaro) che analizzerà il “Totentanz” tra visioni di morte, spiritualità cristiana e unità delle arti.
- Daniele Carnini (Fondazione Rossini di Pesaro) con un intervento dal titolo “Da Pio IX a Rossini (passando per Liszt)”.
- Piero Mioli (Accademia Filarmonica di Bologna) che esplorerà il canto nella liederistica lisztiana.
- Luciano Scarpaci (Conservatorio di Bologna) e Pasquale Fornaro (Università degli Studi di Messina) sugli “Historische ungarische Bildnisse”.
- La stessa Patrizia Prati, che discuterà la prospettiva intertestuale nell’opera del compositore.
La giornata di studi vedrà anche il contributo degli studenti, con un intervento di Matteo Rubini su “Der Todesengel” e le suggestioni bibliche nell’ultimo Liszt.
A conclusione dei lavori, venerdì 6 marzo alle ore 18:00, la Sala Bossi sarà nuovamente teatro di un concerto, questa volta con protagonisti gli studenti del Conservatorio, che avranno modo di mostrare il frutto del lavoro svolto durante le masterclass. Un momento significativo che incarna la missione pedagogica dell’evento, volta a valorizzare i giovani talenti e a promuovere una continuità nella ricerca e nell’interpretazione musicale.
Un progetto che guarda al futuro
La quinta edizione di questo convegno si conferma come un’iniziativa di altissimo profilo, capace di coniugare la didattica, la ricerca musicologica e l’esecuzione concertistica. L’approfondimento interdisciplinare e l’apertura a nuove prospettive critiche sono i pilastri di un progetto che non si limita a celebrare un grande del passato, ma che intende rendere la sua opera viva e dialogante con il presente, offrendo a tutti, studiosi e semplici appassionati, preziosi strumenti di comprensione e di arricchimento culturale.
