L’aria di Milano, durante la settimana della moda, è sempre carica di un’elettricità palpabile, una miscela di aspettativa e venerazione per i grandi nomi che ne scrivono la storia. Ma l’attesa per il debutto di Sabato De Sarno alla guida creativa di Gucci era diversa, più profonda. Non si trattava solo di una nuova collezione, ma della rivelazione di un’intera nuova era, di una pagina bianca dopo l’epopea massimalista e riccamente decorata di Alessandro Michele, che aveva ridefinito l’estetica del brand e del lusso contemporaneo.
La domanda che aleggiava tra addetti ai lavori, critici e appassionati era una: chi è veramente Sabato De Sarno e quale sarà il futuro di Gucci nelle sue mani? La risposta è arrivata con una parola, potente e programmatica, scelta come titolo della collezione: ‘Ancora’. Un termine che evoca il desiderio, la ripetizione di un’emozione che si vuole rivivere, un innamorarsi di nuovo della moda e, soprattutto, di Gucci.
Un Palcoscenico d’Arte nel Cuore di Brera
La scelta della location non è mai casuale, e De Sarno lo ha dimostrato allestendo il suo palcoscenico nel quartiere di Brera, l’anima artistica e bohémien di Milano. Un gesto che ha immediatamente dichiarato l’intenzione di radicare la sua visione nella cultura e nell’eccellenza italiana. La sfilata, inizialmente prevista all’aperto tra le strade del quartiere, è stata spostata a causa del tempo incerto all’interno di uno spazio industriale, ma non ha perso la sua aura. Un ambiente scuro, essenziale, attraversato da una passerella in cemento, ha permesso ai veri protagonisti di brillare: gli abiti.
Questa scelta scenografica ha rappresentato un netto distacco dalle ambientazioni oniriche e teatrali del suo predecessore. Niente più repliche di sale operatorie o foreste incantate; al loro posto, un realismo urbano che funge da tela neutra per una storia di abiti pensati per la vita reale, seppur una vita intrisa di un lusso eccezionale.
La Collezione ‘Ancora’: Un Manifesto di Lusso Reale
Se dovessimo descrivere la collezione Primavera/Estate 2024 di De Sarno con un solo aggettivo, sarebbe essenziale. Ma un’essenzialità che non è mai sinonimo di banalità. È, piuttosto, una ricerca della forma pura, della perfezione del taglio, della qualità sublime dei materiali. La sfilata si è aperta con una serie di look che sono diventati il manifesto di questo nuovo corso:
- Il cappotto sartoriale: impeccabile, dalle linee pulite, indossato su micro-shorts che rivelano le gambe.
- Il ritorno della vita bassa: un richiamo discreto ma potente alla sensualità dell’era di Tom Ford, spogliata però di ogni aggressività e tradotta in una nuova, rilassata eleganza.
- La maglieria e le felpe: capi quotidiani elevati a status symbol attraverso dettagli preziosi, come colletti ricamati di cristalli.
- Il colore ‘Rosso Ancora’: un punto di bordeaux profondo e verniciato, quasi nero, che ha tinto borse, scarpe e dettagli, diventando il colore simbolo di questa rinascita.
De Sarno ha spogliato Gucci degli eccessi decorativi per concentrarsi su ciò che resta: la silhouette, la materia, la funzione. Ha costruito un guardaroba di pezzi desiderabili e senza tempo, pensati per essere indossati e amati, non solo ammirati. Le iconiche borse, come la Jackie e la Bamboo, sono state reinterpretate con un rigore modernista, mentre nuove icone, come le platform altissime, hanno già iniziato a definire il nuovo lessico estetico della maison.
Un Parterre de Rois per un Nuovo Inizio
A testimoniare l’importanza epocale di questo debutto, il front row era un concentrato di stelle di prima grandezza. Da Julia Roberts e Ryan Gosling, volti globali del cinema, a icone della moda come Daria Werbowy, musa della campagna pubblicitaria, fino a star internazionali come Jessica Chastain e Paul Mescal. La loro presenza non era solo un omaggio al nuovo direttore creativo, ma la conferma che Gucci rimane uno dei poli gravitazionali più potenti dell’universo culturale contemporaneo.
La sfilata ‘Ancora’ non è stata un colpo di teatro urlato, ma un sussurro potente e sicuro. Sabato De Sarno non ha voluto cancellare il passato, ma assorbirlo per poi tracciare una rotta nuova, più personale e forse più adatta ai tempi. Una rotta che parla di un lusso meno ostentato e più intimo, di una sensualità che nasce dalla sicurezza in sé stessi e dalla gioia di indossare un abito che è, prima di tutto, un capolavoro di artigianalità. È l’inizio di un nuovo Rinascimento fiorentino, e il mondo è pronto a innamorarsi, ancora una volta, di Gucci.
