Dalle ceneri di una ferita ancora aperta nel cuore culturale di Napoli, si leva un canto di speranza e resilienza. A pochi giorni dal tragico incendio che ha devastato lo storico Teatro Sannazaro, soprannominato “la bomboniera di via Chiaia”, la musica torna a risuonare, più forte del dolore e della distruzione. L’Associazione Alessandro Scarlatti, una delle più antiche e prestigiose istituzioni musicali napoletane, riprende la sua stagione concertistica grazie alla solidarietà e alla prontezza del Conservatorio di San Pietro a Maiella, che ha messo a disposizione la sua magnifica Sala Scarlatti.
Un gesto di “responsabilità culturale”, come lo ha definito il maestro Gaetano Panariello, direttore del Conservatorio, che in un momento di profonda difficoltà per la città ha aperto le porte di un altro tempio della musica per non interrompere la missione ultracentenaria dell’associazione presieduta da Oreste de Divitiis. Un segnale potente che testimonia la forza di una comunità che si stringe attorno ai suoi presidi culturali, consapevole che l’arte è linfa vitale, soprattutto nelle ore più buie.
Una “casa” perduta, una speranza ritrovata
Le parole di Tommaso Rossi, direttore artistico dell’Associazione Scarlatti, restituiscono l’immagine di un dolore profondo per la perdita del Sannazaro, definito “non solo un teatro, ma una casa ricca di ricordi costruiti in dieci anni di attività”. Un legame affettivo e professionale spezzato dalle fiamme che hanno compromesso gravemente la struttura, lasciando un vuoto incolmabile. Eppure, proprio davanti a quelle macerie, è nata una nuova speranza. “Guardiamo al futuro con speranza”, ha affermato Rossi, “grazie al supporto del Conservatorio di San Pietro a Maiella e del maestro Panariello che, in questa ora buia, ci consentono di non fermare la nostra ultracentenaria missione al servizio della musica”.
L’Associazione Scarlatti, fondata nel 1918, rappresenta un pilastro della vita musicale del Mezzogiorno, avendo formato intere generazioni all’ascolto e promosso la cultura musicale in ogni sua forma. La continuità della sua programmazione è dunque un atto dovuto non solo verso gli artisti e il pubblico, ma verso l’intera eredità culturale della città.
Il Trio Kobalt: un viaggio musicale attraverso i secoli
La ripartenza è stata affidata al talento del Trio Kobalt, un ensemble d’eccellenza composto da Irenè Fiorito al violino, Lorenzo Guida al violoncello e Riccardo Ronda al pianoforte. Il concerto, tenutosi giovedì 26 febbraio, ha proposto un itinerario musicale tanto affascinante quanto simbolico, un ponte sonoro che unisce epoche e sensibilità diverse.
Il programma ha preso il via dalla chiarezza e dall’equilibrio formale del “Trio n. 45 in mi bemolle maggiore Hob. XV:29” di Franz Joseph Haydn, un caposaldo del classicismo viennese. A questo ha fatto da contrappunto il lirismo introspettivo e la malinconia romantica del “Trio élégiaque n. 1 in sol minore” di Sergej Rachmaninov.
La conclusione è stata affidata a una delle opere più intense e drammatiche del Novecento, il “Trio n. 2 in mi minore op. 67” di Dmitrij Šostakovič. Composto nel 1944, questo brano è un “monumento sonoro”, come lo ha definito lo stesso direttore artistico Rossi, in cui convivono il requiem per la morte dell’amico Ivan Sollertinsky e un grido straziante contro gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto. Una scelta che, in questo preciso momento storico per la cultura napoletana, assume un significato ancora più profondo, trasformando la musica in un veicolo di memoria, catarsi e rinascita.
La Sala Scarlatti: un palcoscenico di storia e prestigio
La Sala Scarlatti del Conservatorio di San Pietro a Maiella non è solo una soluzione temporanea, ma un luogo carico di storia e significato. Inaugurata nel 1925, è da sempre un punto di riferimento per la vita musicale della città, ospitando concerti ed eventi di rilievo. Distrutta da un incendio nel 1973 e successivamente ricostruita, questa sala conosce bene il significato della rinascita, diventando così il palcoscenico ideale per questo nuovo inizio dell’Associazione Scarlatti. La sua acustica e la sua atmosfera solenne hanno offerto la cornice perfetta per un concerto che ha celebrato la tenacia dell’arte di fronte alle avversità.
La collaborazione tra due istituzioni così importanti come l’Associazione Scarlatti e il Conservatorio di Napoli è un esempio virtuoso di come la cultura possa e debba fare rete, creando sinergie preziose per superare le crisi e garantire la continuità della propria offerta. Un messaggio di unità e di amore per la musica che da Napoli si irradia a tutto il Paese.
