La strada verso la salvezza del Cagliari passa per una delle tappe più impervie del campionato: il fortino dello stadio Tardini, casa di un Parma in stato di grazia. Per i rossoblù di Fabio Pisacane, la missione è chiara e non più procrastinabile: fare punti, a ogni costo. Con un margine di soli cinque punti sulla zona retrocessione, ogni partita assume il peso di una finale e il tecnico, nella consueta conferenza stampa della vigilia, ha voluto subito mettere in chiaro il mantra che guiderà la sua squadra: “Per la corsa salvezza non dobbiamo guardare il percorso degli altri, ma solo in casa nostra. E a noi serve conquistare punti”.

Un concetto semplice ma potentissimo, che mira a isolare la squadra dalle pressioni esterne per concentrare ogni energia sul rettangolo verde. Un compito, tuttavia, reso tremendamente più complesso da una vera e propria emergenza assenze che continua a flagellare la rosa sarda.

Infermeria piena, difesa da reinventare

Le buone notizie, per Pisacane, si contano sulle dita di una mano e si limitano al recupero di Folorunsho, che torna a disposizione ma la cui condizione andrà valutata. Per il resto, è un bollettino di guerra. Mancherà un pilastro difensivo come Mina, fermato dal giudice sportivo, e l’ultimo ad alzare bandiera bianca è stato il centrocampista Mazzitelli, un’assenza pesante in termini di geometrie e dinamismo. A loro si aggiunge Deiola, che sta provando a forzare i tempi ma il cui rientro è previsto per i prossimi impegni. Per far fronte alla penuria di uomini, l’allenatore ha convocato anche i giovani Malfitano e Sulev dalla panchina, segno di una coperta diventata cortissima.

L’emergenza ridisegna inevitabilmente l’assetto tattico. L’ipotesi più probabile è una conferma del modulo visto dopo l’uscita forzata di Mazzitelli nell’ultima gara contro il Lecce. La retroguardia a tre dovrebbe essere guidata da Dossena, con Zè Pedro e Rodriguez a completare il pacchetto arretrato. Un reparto che dovrà dimostrare solidità e concentrazione massime contro la velocità delle transizioni offensive del Parma.

I dubbi di Pisacane: 3-5-2 o 4-4-2 a sorpresa?

Se la difesa sembra quasi obbligata, maggiori dubbi aleggiano sugli altri reparti. Il 3-5-2 vedrebbe Palestra e Idrissi agire come esterni a tutta fascia, con il compito fondamentale di supportare entrambe le fasi di gioco. In mediana, la coppia formata da Sulemana e Adopo pare intoccabile, garantendo muscoli e corsa. Attenzione però alla possibile sorpresa, con il nome di Liteta che potrebbe inserirsi per aggiungere un tocco di imprevedibilità.

Tuttavia, lo stesso Pisacane non ha escluso un cambio di spartito. “Il 4-4-2 può essere un’alternativa”, ha ammesso il tecnico, una mossa che vedrebbe l’inserimento di Obert sulla corsia di sinistra in una linea a quattro. Una soluzione più prudente, forse, ma che potrebbe garantire maggiore copertura contro le folate offensive dei ducali. Davanti, poche incertezze: fiducia totale al tandem composto da Kilicsoy ed Esposito, chiamati a un grande sacrificio per tenere alta la squadra e pungere al momento giusto.

Rispetto e stima per Cuesta: “Le nostre squadre hanno un’identità”

L’avversario di domani, il Parma allenato da Cuesta, è una squadra che Pisacane conosce e rispetta profondamente. “Anche all’andata ci hanno messo in difficoltà, sono un’ottima squadra nelle transizioni, dobbiamo stare molto attenti”, ha sottolineato l’allenatore rossoblù. Al di là della rivalità sul campo, tra i due tecnici esiste un legame di forte stima reciproca, nato da percorsi simili. “Ci siamo sentiti spesso. Siamo partiti tra lo scetticismo generale, ma oggi le nostre squadre si fanno riconoscere per avere una precisa identità. Avanti così”. Una chiusura che sa di investitura, il riconoscimento di un lavoro che, al di là dei risultati, sta lasciando un’impronta. Ma domani, al Tardini, l’amicizia lascerà spazio per 90 minuti a una battaglia sportiva da cui dipenderà un pezzo importante del futuro del Cagliari.

Di nike

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