TORINO – Rompe il silenzio Pierre Kalulu, e lo fa con la lucidità e la determinazione che lo contraddistinguono in campo. A quasi due settimane di distanza dalla controversa espulsione rimediata nel Derby d’Italia contro l’Inter, il difensore della Juventus ha scelto le colonne del prestigioso quotidiano francese L’Equipe per raccontare le sue sensazioni, chiudere un capitolo spinoso e guardare con decisione ai prossimi, cruciali, impegni.

“Spento il telefono per non alimentare polemiche”

Il 14 febbraio, durante l’infuocata sfida di San Siro, un secondo cartellino giallo per un presunto fallo su Alessandro Bastoni ha costretto Kalulu a lasciare il campo anzitempo. Un episodio che ha scatenato un putiferio di discussioni e moviole, alimentando un dibattito che ha tenuto banco per giorni. La reazione del giocatore, però, è stata netta: “Dopo l’espulsione con l’Inter ho spento il telefono per non alimentare le polemiche“, ha confessato il difensore francese. Una scelta di isolamento volontario per “non alimentare la frustrazione” e la rabbia, come ha spiegato lui stesso. “In tanti hanno parlato ma alla fine la squalifica è rimasta, meglio lasciarmi tutto alle spalle“, ha aggiunto con una punta di amarezza ma con la consapevolezza di dover voltare pagina. La Juventus aveva anche tentato la via del ricorso, chiedendo persino la “grazia” al presidente federale Gravina, ma la squalifica di una giornata è stata confermata dalla Corte Sportiva D’Appello Nazionale, costringendolo a saltare la successiva partita di campionato contro il Como.

Nessun alibi per il Galatasaray: “Abbiamo sbagliato la partita”

Le scorie del Derby d’Italia, secondo alcuni, avrebbero potuto influenzare negativamente la preparazione e la prestazione della Juventus nella successiva e delicata sfida di Champions League contro il Galatasaray. Un’ipotesi che Kalulu respinge con fermezza, dimostrando grande onestà intellettuale. “Non credo che questo abbia influito sulla partita con il Galatasaray, sembrerebbe che cerchiamo scuse“, ha dichiarato senza mezzi termini. “Invece abbiamo sbagliato la partita“. Parole chiare che testimoniano la volontà del gruppo bianconero di assumersi le proprie responsabilità dopo la pesante sconfitta per 5-2 subita a Istanbul nell’andata dei playoff. Nonostante una coraggiosa vittoria per 3-2 nel match di ritorno a Torino, la squadra di Luciano Spalletti è stata eliminata dalla competizione con un risultato aggregato di 7-5.

Il sogno Mondiale: “Mi sento pronto”

Chiuso il capitolo polemiche, l’orizzonte di Pierre Kalulu è ora rivolto al futuro, un futuro che spera possa tingersi d’azzurro, quello della nazionale francese. Con i Mondiali del 2026 che si disputeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico alle porte, il difensore non nasconde le sue ambizioni. “La nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio“, ha affermato con orgoglio. La sua ultima apparizione con i Bleus risale allo scorso giugno, ma la determinazione non manca: “Mi sento pronto per il Mondiale“. Una candidatura forte, sostenuta da una stagione fin qui positiva a livello personale, in cui si è distinto come uno dei migliori interpreti nel suo ruolo sia sotto la gestione di Igor Tudor che con l’attuale tecnico Luciano Spalletti. “Voglio continuare così“, ha proseguito, “solo il campo ti dà legittimità anche agli occhi dei compagni. L’obiettivo è di essere il migliore e non solo difendere bene“. Una mentalità da vincente, affinata studiando gli avversari per “anticiparli di due o tre mosse, un po’ come negli scacchi“, che la Juventus e la Francia sperano possa portarli lontano.

Di nike

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