Come una melodia che cresce d’intensità, l’impatto economico del Festival di Sanremo 2026 si preannuncia travolgente, raggiungendo la cifra record di 201 milioni di euro. Un’autentica sinfonia di benefici per il territorio ligure, orchestrata da un imponente afflusso turistico e da una vitalità rinnovata per numerosi settori. Tuttavia, come in ogni composizione complessa, non mancano le note dissonanti: a fronte di un’esplosione di vitalità per alberghi e ristoranti, il commercio al dettaglio vive una sorprendente e preoccupante battuta d’arresto. Questo è il quadro che emerge da un dettagliato studio della società di consulenza Jfc, pubblicato in anteprima da Il Sole 24 Ore, che dipinge un affresco economico ricco di luci e ombre.
Il Trionfo del Turismo: Numeri da Record per la Riviera dei Fiori
La 76ª edizione della kermesse canora si appresta a battere ogni record in termini di accoglienza. Si stimano infatti 39.611 presenze turistiche complessive, con un incremento del 14,3% rispetto all’anno precedente, generate da 7.248 arrivi (+7,3%). Un dato che testimonia non solo l’immutato fascino dell’evento, ma anche una crescente capacità di attrazione che si estende oltre i confini nazionali. La permanenza media si allunga, passando dalle 5,1 notti del 2025 alle 5,5 notti previste per il 2026, un segnale inequivocabile di come il Festival sia sempre più percepito come un’occasione per una vera e propria vacanza culturale.
L’analisi delinea anche le preferenze di soggiorno dei visitatori:
- Il 62,8% opterà per strutture alberghiere, sebbene si registri una lieve flessione di due punti percentuali.
- Il restante 37,2% si orienterà verso il settore extra-alberghiero, che include B&B, alloggi turistici e appartamenti in affitto, confermando un trend di diversificazione delle scelte abitative.
Geograficamente, Sanremo si conferma il cuore pulsante dell’evento, assorbendo l’80,8% delle presenze. Tuttavia, è interessante notare come il 19,2% dei turisti scelga di alloggiare nei comuni limitrofi, distribuendo così i benefici economici su un’area più vasta della Riviera.
Ospitalità e Ristorazione: Un Brindisi alla Crescita Esponenziale
I settori che più beneficiano di questa ondata di visitatori sono, senza dubbio, quelli dell’ospitalità e della ristorazione. Le stime parlano chiaro: si prevede un incremento dei fatturati del +52,9% per il food & beverage e del +27,3% per il settore hospitality. Cifre che superano di gran lunga l’incremento complessivo dei benefici generati dall’evento (+9,2%) e che raccontano di bar, ristoranti e hotel che vivono la settimana del Festival come il periodo più florido dell’anno. A questi si aggiunge il settore dei trasporti interni (pubblici e privati), che segna una crescita notevole del +44,6%.
I benefici diretti per le imprese della filiera turistica ammontano a circa 25 milioni di euro, a cui si sommano altri 19 milioni che ricadono immediatamente sulle imprese locali e sul personale impiegato per la realizzazione dell’evento. Una cascata di valore che irriga l’economia del territorio, come sottolineato da Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc.
La Nota Stonata: Il Commercio al Dettaglio in Contrazione
In questo scenario di euforia economica, stona il dato relativo al commercio. Incredibilmente, a fronte di un aumento delle presenze del 14,3%, si prevede una riduzione del fatturato del -14,9% per gli esercenti locali. Un paradosso che, secondo gli analisti, indica come i visitatori e gli spettatori del Festival, pur presenti in gran numero, non traducano la loro permanenza in acquisti nei negozi della città. La spesa sembra concentrarsi sull’esperienza legata all’evento (alloggio, cibo, trasporti), lasciando ai margini lo shopping.
L’Eredità Immateriale: il Valore Inestimabile del Brand Sanremo
Oltre ai numeri tangibili, lo studio di Jfc mette in luce un altro aspetto fondamentale: il valore immateriale generato dal Festival. Ben 149 milioni di euro derivano dalla copertura mediatica e dalla valorizzazione del brand “Sanremo”. A questi si aggiungono 7,7 milioni di valore “lasciato in eredità” al territorio. Si tratta di un patrimonio di immagine e prestigio che proietta la città e l’intero Paese su un palcoscenico mondiale, con ricadute positive che si estendono ben oltre la settimana della kermesse. Un’eredità che, come una canzone di successo, continua a risuonare nel tempo, attirando interesse e investimenti.
Luci e Ombre sull’Occupazione
Il Festival si conferma un volano anche per l’occupazione, con un incremento del valore della forza lavoro stimato al +17%. Tuttavia, emerge un altro dato controintuitivo: i maggiori guadagni percepiti dai lavoratori durante l’evento non si traducono in un aumento della spesa sul territorio. Anzi, le loro spese si riducono di un sorprendente -17,4%. Un fenomeno che merita un’analisi più approfondita, forse legato a una maggiore propensione al risparmio o a modelli di consumo che privilegiano canali esterni al commercio locale.
In conclusione, il Festival di Sanremo 2026 si presenta come un Giano bifronte: da un lato, un potentissimo catalizzatore di ricchezza per il turismo e i settori collegati; dall’altro, un evento che pone nuove sfide al tessuto commerciale della città. Una melodia complessa, dove le note trionfali si intrecciano a passaggi più malinconici, che invita a una riflessione strategica per rendere la crescita generata dalla kermesse più armonica e inclusiva per tutte le componenti dell’economia locale.
