CORTINA D’AMPEZZO – Il brivido della velocità, l’essenza stessa del bob, si è trasformato in paura pura questo pomeriggio sulla storica pista “Eugenio Monti” di Cortina. Durante la seconda e concitata manche della gara di bob a 4 maschile, valida per i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, l’equipaggio austriaco è stato protagonista di un drammatico incidente che ha tenuto con il fiato sospeso atleti e spettatori. Il loro bob, lanciato a una velocità di circa 117 chilometri orari, si è ribaltato in un impatto violento contro il ghiaccio, costringendo la direzione di gara a un’immediata interruzione per consentire i soccorsi.
La dinamica dell’incidente e i soccorsi immediati
L’incidente è avvenuto in un punto critico del tracciato, la curva nove, già rivelatasi insidiosa durante le sessioni di allenamento. L’equipaggio austriaco, composto dal pilota Jakob Mandlbauer e dai frenatori Daniel Bertschler, Sebastian Mitterer e Daiyehan Nichols-Bardi, ha perso il controllo del mezzo che si è inclinato fino a rovesciarsi, strisciando per diversi metri sul budello di ghiaccio. Mentre tre dei quattro componenti della squadra sono riusciti a uscire autonomamente dal bob rovesciato, seppur scossi, il pilota Mandlbauer è rimasto all’interno, richiedendo l’intervento tempestivo dei soccorsi.
La gara è stata sospesa per circa venti minuti, un tempo che è sembrato interminabile, per permettere al personale medico di prestare le prime cure all’atleta. Mandlbauer è stato immobilizzato con cautela, posto su una barella e trasportato fuori dalla pista per essere poi trasferito in ospedale per accertamenti approfonditi. Le prime notizie, fortunatamente, sono state parzialmente rassicuranti: l’atleta è sempre rimasto cosciente, lamentando dolori al collo ma in grado di muovere gli arti. Un portavoce del team austriaco ha successivamente confermato che il ricovero è avvenuto principalmente a scopo precauzionale e che le sue condizioni non destano gravi preoccupazioni.
Una manche costellata di incidenti
La giornata sulla “Eugenio Monti” si è rivelata particolarmente difficile e ha messo a dura prova la tenuta degli atleti e la sicurezza del tracciato. Poco dopo l’incidente austriaco, la gara ha subito ulteriori interruzioni. Anche l’equipaggio francese si è ribaltato, fortunatamente senza conseguenze per gli atleti che si sono rialzati e hanno raggiunto a piedi la zona del traguardo. Successivamente, anche il bob di Trinidad e Tobago non è riuscito a completare la discesa, uscendo di scena prima del traguardo, anche in questo caso senza danni fisici per i componenti della squadra. Questa serie di incidenti ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla difficoltà e le insidie della storica pista ampezzana.
La pista “Eugenio Monti”: storia, controversie e sicurezza
La pista di Cortina, intitolata alla leggenda del bob italiano Eugenio Monti, è un pezzo di storia degli sport invernali. Sede delle gare olimpiche già nel 1956, è stata oggetto di una complessa e discussa ristrutturazione in vista dei Giochi di Milano-Cortina 2026. Il progetto, costato oltre 100 milioni di euro, ha affrontato numerose polemiche legate ai costi, all’impatto ambientale e ai tempi di realizzazione. Considerato tra i più tecnici e veloci al mondo, il nuovo tracciato misura circa 1.730 metri con 16 curve e un dislivello di 100 metri, progettato per raggiungere velocità superiori ai 130 km/h.
Nonostante i test di pre-omologazione svolti con successo nei mesi precedenti, con feedback positivi da parte delle federazioni internazionali, gli incidenti odierni sollevano nuovi interrogativi. Come ha sottolineato il britannico Greg Hackett in un’intervista alla BBC, “è uno sport pericoloso. Siamo qui per competere, ma siamo tutti amici. Nessuno vorrebbe vedere un’esperienza olimpica finire così“. Le sue parole riflettono il sentimento comune nel villaggio olimpico, un misto di sollievo per le condizioni di Mandlbauer e di rinnovata consapevolezza dei rischi intrinseci di una disciplina tanto spettacolare quanto estrema.
La sequenza di ribaltamenti odierna impone una riflessione approfondita sulla sicurezza e sulla preparazione degli atleti su un tracciato che, pur rinnovato, mantiene intatta la sua fama di essere selettivo e di non perdonare il minimo errore. Le prossime manche saranno osservate con ancora maggiore attenzione, nella speranza che lo spettacolo prevalga sulla paura e che l’integrità degli atleti sia sempre garantita.
