Niente da fare per la Juventus e per Pierre Kalulu. La speranza di vedere annullata la squalifica di una giornata, inflitta al difensore francese dopo la controversa espulsione rimediata a San Siro contro l’Inter, si è spenta definitivamente. Sia la Corte Sportiva d’Appello Nazionale a Sezioni Unite sia, in un secondo momento, il presidente della FIGC Gabriele Gravina hanno respinto le istanze del club bianconero, confermando lo stop per il giocatore che dunque non potrà prendere parte alla prossima sfida di campionato contro il Como.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI: UN’ESPULSIONE CHE FA DISCUTERE

Tutto ha origine al 42° minuto del primo tempo del Derby d’Italia, disputato lo scorso 14 febbraio e valido per la 25ª giornata di Serie A. Pierre Kalulu, già ammonito, interviene sul difensore dell’Inter Alessandro Bastoni. L’arbitro dell’incontro, il signor La Penna, ravvisa gli estremi per un secondo cartellino giallo e, di conseguenza, espelle il giocatore della Juventus. Una decisione che fin da subito scatena veementi proteste da parte della panchina e della dirigenza juventina. Le immagini televisive, infatti, sembrano mostrare un contatto minimo o addirittura inesistente, con il giocatore nerazzurro che accentua la caduta. L’episodio ha avuto un peso specifico notevole sull’andamento della gara, vinta poi dall’Inter per 3-2 nei minuti finali.

La controversia è stata alimentata anche dalle successive ammissioni di “errore” da parte del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e dalle scuse pubbliche dello stesso Bastoni, che ha ammesso come il contatto non fosse da sanzionare. Elementi che hanno spinto la Juventus a intraprendere la via legale per ottenere la cancellazione della squalifica.

IL DOPPIO “NO” DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA

La strategia della Juventus si è articolata in due fasi. Inizialmente, la società ha presentato un reclamo formale alla Corte Sportiva d’Appello, che però è stato respinto con una nota ufficiale che confermava la sanzione del giudice sportivo.

Non dandosi per vinta, la dirigenza bianconera ha deciso di percorrere una strada meno consueta, appellandosi direttamente al Presidente Federale Gabriele Gravina e chiedendo la concessione della grazia. La motivazione alla base della richiesta era forte e chiara: riparare a quella che il club ha definito una “acclarata ingiustizia”. Anche questo tentativo, tuttavia, è andato a vuoto. La FIGC ha comunicato alla Juventus la decisione di non accogliere l’istanza, chiudendo di fatto la questione.

IL PRECEDENTE LUKAKU E LE DIFFERENZE SOSTANZIALI

Nel perorare la propria causa, la Juventus ha fatto leva su un precedente noto: la grazia concessa a Romelu Lukaku nell’aprile del 2023. All’epoca attaccante dell’Inter, il belga fu espulso per doppia ammonizione proprio contro la Juventus in una semifinale di Coppa Italia. La seconda sanzione scaturì da un’esultanza polemica in risposta a gravi insulti razzisti provenienti dagli spalti. In quel caso, il presidente Gravina concesse la grazia in via “eccezionale e straordinaria”, sottolineando come il principio della lotta a ogni forma di razzismo costituisca uno dei pilastri dell’ordinamento sportivo.

Tuttavia, la FIGC ha ritenuto i due casi non assimilabili. Mentre l’episodio di Lukaku toccava una sfera etica e di discriminazione, quello di Kalulu, pur viziato da un evidente errore tecnico arbitrale, rientra nell’ambito delle valutazioni di campo. Annullare la squalifica avrebbe potuto creare un precedente “pericoloso”, aprendo la porta a innumerevoli ricorsi per errori di valutazione degli arbitri, minando la discrezionalità e l’autorità della classe arbitrale.

LE CONSEGUENZE PER LA JUVENTUS

La decisione della FIGC ha immediate ripercussioni pratiche per la Juventus. L’allenatore Luciano Spalletti non potrà contare su Kalulu per l’importante partita casalinga contro il Como. Un’assenza pesante, soprattutto considerando che la squadra è reduce da una settimana difficile, segnata dalla sconfitta nel derby e da quella in Champions League contro il Galatasaray. Lo stesso Spalletti, in conferenza stampa, aveva definito la richiesta di grazia un “atto dovuto” da parte della società di fronte a “due ingiustizie evidenti”. Ora dovrà ridisegnare la difesa in un momento cruciale della stagione per la corsa a un posto nella prossima Champions League.

Di nike

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