Un’alba tragica ha squarciato il cuore culturale di Napoli. Un violento incendio, divampato nelle prime ore del mattino di martedì 17 febbraio 2026, ha devastato lo storico Teatro Sannazaro, la “bomboniera di via Chiaia”, lasciando dietro di sé una scia di distruzione e un profondo senso di perdita. Le fiamme, visibili a grande distanza, hanno divorato la struttura, causando il crollo della cupola sulla platea e compromettendo l’intero edificio, un luogo che per quasi due secoli è stato il palcoscenico di innumerevoli spettacoli e il custode della più autentica tradizione teatrale napoletana.

Lo sgomento e il dolore del mondo artistico

La notizia ha scosso l’intera comunità artistica, nazionale e non solo. Tra le voci più accorate, quella dell’attrice Marisa Laurito, che si è detta “sgomenta e piena di dolore”. Legata al Sannazaro da un profondo affetto e da recenti esperienze professionali, come la messa in scena di “Persone naturali e strafottenti” di Giuseppe Patroni Griffi, l’attrice ha lanciato un appello forte e chiaro: “La parola d’ordine è una sola per tutti: ricostruzione immediata, non perdete tempo”. La sua preoccupazione è che la solidarietà iniziale, espressa a gran voce sui social, possa affievolirsi con il passare del tempo, rallentando un processo che deve essere invece celere e deciso. “Voglio, e parlo a nome di tanti artisti e lavoratori dello spettacolo, una presa di posizione chiara delle istituzioni e degli enti preposti”, ha dichiarato all’ANSA, esortando a unire le forze per non lasciare che un simbolo così prezioso della città cada nell’oblio.

La mobilitazione per la rinascita: l’iniziativa di Maurizio De Giovanni

A farsi eco delle parole della Laurito è stato lo scrittore Maurizio De Giovanni, che non ha perso tempo e ha immediatamente lanciato una campagna di raccolta fondi. Attraverso l’organizzazione di letture, incontri e spettacoli, De Giovanni si propone di devolvere l’intero ricavato alla ricostruzione del teatro. “Io ci sono, sin da subito. Sono pronto a partecipare, organizzare e sostenere iniziative”, ha dichiarato, sottolineando come la cultura sia un bene comune e il Sannazaro una delle sue case più amate. L’appello dello scrittore, presidente della Fondazione Premio Napoli, è stato raccolto da numerosi artisti e intellettuali, tra cui Edoardo De Angelis, Lino Guanciale e Piero Pelù, e ha dato il via a una vera e propria mobilitazione collettiva.

La solidarietà ha superato i confini cittadini, con messaggi di vicinanza giunti da tutta Italia, incluso un toccante messaggio dal Teatro La Fenice di Venezia, che nel 1996 visse una simile tragedia: “Quando un teatro viene ferito, non bruciano solo legno e velluti”.

Un pezzo di storia in fumo: la “Bomboniera di Via Chiaia”

Inaugurato il 26 dicembre 1874, il Teatro Sannazaro è da sempre uno dei luoghi simbolo della vita culturale napoletana. Soprannominato “la bomboniera di via Chiaia” per la sua eleganza e le sue decorazioni, ha ospitato sul suo palco i più grandi nomi del teatro italiano, da Eleonora Duse ai fratelli De Filippo. Nel 1888 fu il primo teatro della città a essere illuminato con la luce elettrica e l’anno successivo vide il trionfo di “Na santarella” di Eduardo Scarpetta. Riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali come centro di produzione teatrale, il Sannazaro, sotto la direzione artistica di Lara Sansone, nipote dell’indimenticata Luisa Conte, ha continuato a essere un punto di riferimento per il teatro di tradizione, aprendosi al contempo a collaborazioni nazionali e internazionali. L’ultima rappresentazione prima del devastante incendio è stata proprio il “Cafè Chantant” con Lara Sansone.

La risposta delle istituzioni e le prospettive future

Di fronte a una ferita così profonda per la città, le istituzioni si sono mosse. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, giunto a Napoli all’indomani del rogo, ha assicurato il “massimo sforzo del Governo” per il restauro e la rigenerazione del teatro, parlando di un percorso di cooperazione tra istituzioni locali, nazionali e la proprietà del teatro. Si è tenuto un vertice in Prefettura per definire i prossimi passi, con la promessa che la questione economica non rappresenterà un ostacolo. Anche la Regione Campania e il Comune di Napoli hanno avviato un percorso per la ricostruzione. Tuttavia, la strada si preannuncia lunga. Oltre ai danni ingenti alla struttura, stimati intorno ai 70 milioni di euro, l’incendio ha provocato l’evacuazione di circa 60 residenti degli edifici adiacenti. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per incendio colposo per accertare le cause del rogo, che al momento sembrano essere di natura accidentale.

Mentre si attende la messa in sicurezza dell’area e la stima definitiva dei danni, la città si stringe attorno al suo teatro. Sono state avviate raccolte fondi online e iniziative solidali, come l’edizione straordinaria di “Napoli Crea – Made in Italy” promossa dall’associazione “Le Mani di Napoli”. L’obiettivo comune, come sottolineato da Marisa Laurito, è uno solo: far rialzare il sipario del Sannazaro il prima possibile, perché come ha scritto Maurizio De Giovanni, “la Cultura è interesse di tutti”.

Di euterpe

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