BORMIO – Una giornata da incorniciare, di quelle destinate a rimanere impresse negli annali dello sport. Sulla mitica pista Stelvio di Bormio, sotto una fitta nevicata che ha reso il paesaggio ancora più suggestivo, lo sci alpinismo ha fatto il suo trionfale ingresso nel programma dei Giochi Olimpici Invernali. Una prima storica che ha regalato spettacolo, adrenalina e un mix di emozioni contrastanti per i colori azzurri, con l’attesa protagonista Giulia Murada che ha chiuso al quinto posto una finale sprint combattutissima.
L’amarezza per un podio sognato e sfiorato si mescola all’orgoglio per aver vissuto da protagonista un momento epocale. È questo il sentimento che emerge dalle parole del direttore tecnico della Nazionale, Fabio Maraldi, e della stessa atleta valtellinese. “La mia delusione è per Giulia che ha lavorato, ci credeva e si aspettava il risultato”, ha commentato a caldo Maraldi, sottolineando l’impegno e le aspettative dell’atleta di Albosaggia. Ma lo sguardo del DT si è subito allargato, cogliendo l’aspetto più significativo della giornata: “Questi format olimpici sono bellissimi perché possono avvicinare il grande pubblico. Oggi era una giornata memorabile, sarebbe stato bello onorarlo con una medaglia. La medaglia è mancata, non abbiamo il ‘sorriso da medaglia’, ma abbiamo comunque un sorriso perché la gente ha visto il nostro sport su una platea globale”.
Una Gara Intensa e il Dominio Svizzero
La finale della sprint femminile, disputata il 19 febbraio 2026, ha visto trionfare la svizzera Marianne Fatton, che si è laureata prima campionessa olimpica della storia di questa disciplina con il tempo di 2:59.77. L’elvetica ha preceduto la grande favorita della vigilia, la francese Emily Harrop, argento a 2″38, e la sorprendente spagnola Ana Alonso Rodriguez, bronzo a 10″45. Per Giulia Murada, il distacco dalla vincitrice è stato di 15″7, a poco più di cinque secondi da un podio che è rimasto nel mirino fino alle fasi cruciali della gara.
La competizione è stata un concentrato di tecnica, fatica e rapidità. Il format sprint, pensato appositamente per essere spettacolare e televisivo, si sviluppa su un percorso di circa 610 metri con un dislivello di 70 metri. Gli atleti affrontano una salita con le pelli di foca, un tratto a piedi con gli sci nello zaino (bootpack) su una ripida scalinata, per poi lanciarsi in una discesa tecnica tra le porte. Proprio le transizioni, ovvero i rapidi cambi di assetto, si sono rivelate decisive, come ha dimostrato la Fatton, impeccabile nel togliere le pelli e guadagnare secondi preziosi.
Le Emozioni di Giulia Murada: Delusione e Orgoglio
Per l’azzurra, profeta in patria sulle nevi di casa, la gara non è andata come sperato. “Non so bene cosa sia successo – ha confessato a fine gara – non ho sentito le indicazioni prima della partenza, solo lo sparo. Sono partita un po’ spiazzata e poi mi sono mancate le gambe e mi dispiace moltissimo per questo epilogo”. Parole che tradiscono la tensione e l’emozione di un appuntamento così importante.
Nonostante la delusione personale, anche Murada ha voluto sottolineare il valore storico dell’evento: “Per natura tendo a sdramatizzare, ma dentro di me sento un mix di emozioni diversissime. Delusa da una parte, entusiasta dall’altra per questa giornata importante per il mio sport”, ha aggiunto. Un sentimento amplificato dalla presenza di amici e familiari, e in particolare del padre, che ha contribuito alla preparazione del percorso. Ora, per lei e per l’Italia, l’attenzione si sposta sulla staffetta mista, dove gareggerà insieme al marito Michele Boscacci, con la speranza di un pronto riscatto.
Lo Sci Alpinismo: Una Nuova Frontiera Olimpica
Il debutto dello “skimo” (così viene affettuosamente chiamato) a Cinque Cerchi è il culmine di un lungo percorso, iniziato con il riconoscimento da parte del CIO nel 2016 e passato per i Giochi Olimpici Giovanili di Losanna 2020. L’inclusione nel programma di Milano Cortina 2026 rappresenta una vetrina mondiale senza precedenti per una disciplina che unisce la fatica dell’alpinismo alla velocità dello sci.
Il format sprint, con la sua durata contenuta (circa 3 minuti) e la sua intensità, si è dimostrato perfetto per catturare l’attenzione degli spettatori, anche di quelli meno avvezzi alle discipline della montagna. Come evidenziato dal DT Maraldi, l’obiettivo è proprio quello di “avvicinare i giovani” e mostrare l’essenza di uno sport completo e affascinante. La strada è tracciata: la prima, storica giornata olimpica dello sci alpinismo a Bormio ha acceso una fiamma. Anche senza una medaglia al collo, l’Italia dello “skimo” ha vinto la sua scommessa, mostrando al mondo intero la bellezza e il potenziale di questo sport.
