L’inchiesta che sta travolgendo l’Unione Sportiva Triestina Calcio 1918 si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo. Nella giornata di oggi, gli uomini della Guardia di Finanza di Trieste, su delega della Procura della Repubblica, hanno varcato le porte del municipio cittadino per un’importante acquisizione di atti. Un’operazione mirata, svolta con la piena collaborazione di uffici e dirigenti comunali, che accende i riflettori su due aspetti cruciali della complessa vicenda che vede coinvolto lo storico club alabardato: la consistente esposizione debitoria verso l’ente locale e la necessità di fare chiarezza sulla reale governance societaria.

Debiti per oltre mezzo milione di euro: lo stadio “Nereo Rocco” al centro del ciclone

Il cuore pulsante delle verifiche delle Fiamme Gialle riguarda i rapporti economici tra la Triestina e il Comune di Trieste, con un’attenzione particolare alla gestione dello stadio “Nereo Rocco”. Secondo quanto emerso, il club avrebbe accumulato un debito significativo, stimato in oltre 530 mila euro, una cifra che comprende diversi elementi critici:

  • Canoni di affitto non corrisposti: La società risulta morosa nel pagamento dei canoni per la concessione dell’impianto sportivo. Già a fine luglio scorso, il debito ammontava a circa 234.000 euro, cifra lievitata a oltre 243.000 euro a causa delle more giornaliere di 50 euro. Il ritardo ha superato i 201 giorni, ben oltre la soglia dei 60 giorni definita dal contratto come “ritardo grave”, condizione che potrebbe legittimare la risoluzione della concessione.
  • Costi di gestione del manto erboso: Anche le spese per la manutenzione del terreno di gioco, un bene primario per l’attività sportiva, non sarebbero state saldate. Fino a dicembre, il Comune ha anticipato circa 80.000 euro per questi servizi, per poi sospendere i versamenti.
  • Utenze a carico dell’ente: A gravare ulteriormente sulla situazione, vi sono i costi per le utenze di luce, gas e acqua, che rimangono intestate al Comune. L’ente locale ha sostenuto spese per circa 200.000 euro, che contrattualmente spetterebbero alla società.

Questa situazione ha creato una forte tensione tra il club e l’amministrazione comunale. Un incontro previsto la scorsa settimana per definire un piano di rientro dei debiti è saltato a causa della mancata presentazione dei rappresentanti della società. Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha espresso una posizione ferma, dichiarando di non poter incontrare “degli inquisiti” e di attendere con fiducia l’esito del lavoro della magistratura. Per garantire la priorità d’uso dello stadio alla squadra, il Comune ha inoltre dovuto rinunciare all’organizzazione di eventi e concerti, con conseguenti mancati introiti per la città.

Indagine sulla Governance: chi comanda realmente nella Triestina?

Oltre all’aspetto puramente economico, l’accesso agli atti della Guardia di Finanza mira a dipanare la complessa matassa della governance del club. Gli investigatori intendono identificare con precisione chi siano stati gli effettivi interlocutori societari che hanno intrattenuto rapporti con l’amministrazione comunale negli ultimi anni. L’obiettivo è ricostruire l’organigramma decisionale e comprendere chi avesse il potere di firma e di rappresentanza nei confronti dell’ente pubblico.

Questa esigenza di chiarezza si inserisce in un’indagine ben più ampia coordinata dalla Procura di Trieste, che a inizio febbraio ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone. Le ipotesi di reato sono gravissime e vanno dal riciclaggio al falso in bilancio e reati tributari, coprendo il periodo tra il 2022 e il 2025.

Un quadro investigativo complesso: flussi finanziari sospetti e società offshore

L’inchiesta sulla Triestina si intreccia con scenari finanziari internazionali e complesse operazioni societarie. Gli inquirenti stanno analizzando ingenti flussi di denaro, pari a decine di milioni di euro, transitati sui conti del club. Si ipotizza che parte di questi fondi, provenienti anche da società estere, in particolare una con sede nel Delaware (USA), possano essere frutto di attività di riciclaggio. L’attenzione è rivolta anche all’utilizzo di presunte fatture per operazioni inesistenti per un valore di circa 900.000 euro.

Le indagini, che coinvolgono le procure di Milano e Roma, si sovrappongono a un filone investigativo nazionale legato a finanziamenti concessi da Banca Progetto, istituto poi commissariato, che sarebbero transitati anche verso realtà calcistiche. La situazione finanziaria del club appare critica: l’ultimo bilancio si è chiuso con una perdita di quasi 20 milioni di euro, che si sommano a passivi pregressi per circa 40 milioni. Questo quadro di grave crisi di liquidità ha già portato a pesanti sanzioni da parte della giustizia sportiva, con 26 punti di penalizzazione per il mancato pagamento degli stipendi e l’uso di fideiussioni irregolari.

L’acquisizione di documenti in Comune rappresenta quindi un passo fondamentale per gli inquirenti, che cercano di ricostruire con precisione non solo l’entità del danno per le casse pubbliche, ma anche la catena di comando e le responsabilità all’interno di una società la cui gestione recente è finita sotto la lente della magistratura per operazioni finanziarie opache e presunti illeciti di vasta portata.

Di nike

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