La musica italiana si prepara a celebrare uno dei suoi più illustri e poliedrici protagonisti. In occasione del suo ottantesimo compleanno, Mauro Pagani, figura iconica che ha attraversato oltre cinquant’anni di storia musicale, ha annunciato l’uscita del suo nuovo album di inediti, intitolato “Tutto è già qui”. L’opera, che segna il suo ritorno sulla scena discografica con brani originali dopo “Domani” del 2003, sarà pubblicata il 16 ottobre dalla prestigiosa etichetta BMG. Questo evento non è solo un traguardo anagrafico, ma la testimonianza vibrante di una creatività inesauribile che continua a dialogare con il presente.
Il nuovo progetto discografico si distingue per una scelta precisa e quasi controcorrente nell’era digitale: sarà disponibile esclusivamente in formato fisico. Gli appassionati potranno scegliere tra un CD digipack e una versione in vinile colorato in edizione limitata e numerata, impreziosita da una copertina alternativa. Una decisione che, come sottolinea lo stesso artista, vuole riaffermare il valore tangibile e artigianale della musica, un’esperienza da custodire e assaporare lontano dalla frenesia dello streaming. È già possibile effettuare il pre-ordine dell’album online.
Un assaggio cinematografico: “Andando dove non so”
L’attesa per “Tutto è già qui” è stata sapientemente alimentata da un’anteprima d’eccezione. Tre brani inediti contenuti nell’album sono infatti parte integrante della colonna sonora del film documentario “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”, diretto da Cristiana Mainardi. La pellicola, presentata nelle sale italiane in un evento speciale dal 16 al 18 febbraio, offre un ritratto intimo e profondo dell’artista, esplorandone la vita, le “fughe” creative e le continue rinascite. Il documentario, che prende il titolo da una frase dello stesso Pagani e il sottotitolo dalla sua autobiografia “Nove vite e dieci blues”, non segue un percorso cronologico, ma un filo sentimentale, arricchito dalle testimonianze di numerosi artisti che hanno incrociato il suo cammino.
Il film racconta un’esistenza votata alla musica, un percorso segnato da scelte coraggiose e da un bisogno costante di esplorare nuovi orizzonti. Un passaggio toccante della narrazione riguarda un’esperienza personale di Pagani che, a causa di un problema neurologico, ha subito una perdita temporanea di memoria, un evento che lo ha costretto a ricostruire la propria vita attraverso la musica e il dialogo con amici e colleghi. Tra le voci presenti nel documentario figurano nomi del calibro di Manuel Agnelli, Giuliano Sangiorgi, Marco Mengoni, Mahmood, Ligabue, Arisa, Ornella Vanoni e Dori Ghezzi, che insieme alla compagna di vita Silvia Posa, tessono una trama di memoria condivisa.
Una carriera leggendaria: dalla PFM a De André e oltre
Definire Mauro Pagani è un’impresa complessa, data la vastità dei suoi contributi. Polistrumentista, compositore, produttore e arrangiatore, la sua carriera è un mosaico di esperienze straordinarie. Fondatore della leggendaria Premiata Forneria Marconi (PFM), con cui ha scritto pagine indelebili del rock progressivo italiano e internazionale, ha dato un contributo fondamentale al suono del gruppo con il suo violino e flauto. Dopo aver lasciato la PFM nel 1976, stanco della vita on the road, ha intrapreso un percorso solista che lo ha portato a esplorare la world music e le sonorità etniche, con una particolare predilezione per le musiche di matrice araba, balcanica e mediorientale.
Un capitolo fondamentale della sua storia è lo storico sodalizio con Fabrizio De André. La loro collaborazione ha dato vita a capolavori assoluti come “Crêuza de mä” (1984) e “Le nuvole” (1990). “Crêuza de mä”, in particolare, è considerato una pietra miliare della musica italiana e della world music a livello globale, un album rivoluzionario cantato interamente in dialetto genovese che ha esplorato le sonorità del Mediterraneo con strumenti esotici e arrangiamenti innovativi. Un’opera talmente condivisa che molti ritengono avrebbe meritato di essere firmata da entrambi gli artisti. Nel 2004, Pagani ha riproposto una sua versione dell’album, intitolata “2004 Creuza de mä”, a testimonianza del legame indissolubile con quel progetto.
Oltre alla sua produzione solista, che include album come “Mauro Pagani” (1978), “Sogno di una notte d’estate” (1981) e “Passa la bellezza” (1991), Pagani ha lavorato come produttore e arrangiatore per innumerevoli artisti italiani e internazionali, tra cui Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Arisa, Nina Zilli e persino i Muse. Ha inoltre composto acclamate colonne sonore per il cinema, in particolare per il regista Gabriele Salvatores (“Sogno di una notte d’estate”, “Puerto Escondido”, “Nirvana”). La sua influenza si estende anche a grandi eventi, avendo ricoperto il ruolo di direttore artistico e musicale per il Festival di Sanremo e La Notte della Taranta. Con “Tutto è già qui”, Mauro Pagani non celebra solo un passato glorioso, ma riafferma la sua voce artistica, ancora potente e necessaria nel panorama musicale contemporaneo.
