Amburgo, Germania – In un intervento di grande peso politico tenutosi durante il tradizionale banchetto “Matthiae Mahl” ad Amburgo il 6 marzo 2026, il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha affrontato con lucidità e fermezza la complessa e preoccupante situazione in Medio Oriente. Le sue parole, pronunciate di fronte a una platea di illustri ospiti, tra cui l’ex Cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno tracciato una linea chiara per la politica estera dell’Unione Europea in uno degli scenari geopolitici più tesi del pianeta.
L’Iran al centro delle preoccupazioni europee
Il cuore del discorso di Costa ha riguardato il ruolo dell’Iran nella regione. “La guerra in Medio Oriente è motivo di estrema preoccupazione. L’Iran è responsabile delle cause profonde di questa situazione”, ha dichiarato senza mezzi termini il Presidente del Consiglio Europeo. Questa affermazione diretta attribuisce a Teheran una responsabilità primaria nell’alimentare le tensioni che infiammano l’area. Tuttavia, Costa ha immediatamente bilanciato questa dura accusa con un principio cardine della diplomazia europea: il rifiuto dell’azione solitaria. “Ma l’unilateralismo non può mai essere la via da seguire”, ha ammonito, sottolineando come le risposte impulsive e non coordinate rischino di aggravare ulteriormente la crisi.
In particolare, il Presidente ha puntato il dito contro le azioni di ritorsione condotte dall’Iran e dai suoi gruppi affiliati (i cosiddetti “proxy”) in diverse aree della regione. Queste azioni, ha spiegato, “minano la pace e la sicurezza internazionali”, creando un circolo vizioso di violenza che allontana ogni prospettiva di stabilità. L’UE, quindi, pur riconoscendo le colpe iraniane, mette in guardia contro reazioni che potrebbero avere conseguenze imprevedibili e devastanti, anche sul piano economico, come dimostra la potenziale minaccia al blocco dello Stretto di Hormuz.
Il multilateralismo come unica via percorribile
Il fulcro del messaggio di Antonio Costa è stato un appassionato appello in difesa dell’ordine internazionale basato sulle regole. “L’Ue difenderà sempre un ordine internazionale basato su regole ancorato al diritto internazionale, al multilateralismo e ai principi sanciti dalla Carta dell’Onu”, ha affermato con vigore. Per il leader europeo, non esistono alternative valide a questo approccio. “L’alternativa è il caos e la violenza”, ha aggiunto, dipingendo un quadro fosco delle conseguenze di un mondo governato dalla “legge del più forte”.
Questa posizione si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione europea per l’erosione delle istituzioni e delle norme internazionali. In un’era definita da Costa come di “instabilità”, l’Unione Europea si propone come baluardo di un sistema che, seppur imperfetto, garantisce un quadro di riferimento per la risoluzione pacifica delle controversie. L’invito alla moderazione è rivolto a tutte le parti in causa, con l’obiettivo primario di proteggere i civili e garantire il rispetto del diritto internazionale.
Un contesto geopolitico in ebollizione
Le dichiarazioni di Costa arrivano in un momento di altissima tensione, segnato da attacchi e rappresaglie che hanno coinvolto direttamente anche potenze come Stati Uniti e Israele. L’Europa si trova a navigare in acque agitate, cercando di mantenere una posizione coesa e di esercitare la propria influenza per una de-escalation. La sfida è complessa: da un lato, condannare le azioni destabilizzanti dell’Iran e sostenere la sicurezza dei partner regionali; dall’altro, evitare di essere trascinati in una logica di scontro militare, promuovendo invece il dialogo e la diplomazia.
La crisi in Medio Oriente, come sottolineato da Costa in altre sedi, ha anche profonde implicazioni economiche per l’Europa, mettendo “sotto pressione” la sua prosperità. L’instabilità minaccia le catene di approvvigionamento energetico e commerciale, rafforzando l’urgenza per l’UE di perseguire una maggiore autonomia strategica, soprattutto in campo energetico. In questo senso, la difesa del multilateralismo non è solo una questione di principi, ma anche una necessità pragmatica per salvaguardare gli interessi economici e la sicurezza dei cittadini europei.
Il “Matthiae Mahl”: una cornice storica per un messaggio attuale
La scelta del “Matthiae Mahl” di Amburgo come palcoscenico per queste importanti dichiarazioni non è casuale. Si tratta del banchetto più antico del mondo, una tradizione che risale al 1356 e che simboleggia il dialogo e l’apertura della città anseatica verso il mondo. In questa cornice storica, le parole di Costa hanno assunto un valore ancora più simbolico, collegando la tradizione di dialogo di Amburgo alla necessità odierna di un multilateralismo forte e funzionante per affrontare le crisi globali. La sovranità europea in un’epoca di svolta geopolitica è stato infatti uno dei temi centrali dell’evento.
