Sakhir, Bahrain – Il rombo dei motori torna a scuotere il deserto del Bahrain. Da oggi, mercoledì 18 febbraio, il Bahrain International Circuit ospita la seconda e ultima sessione di test pre-stagionali della Formula 1 2026. Un appuntamento cruciale per team e piloti, chiamati a decifrare i segreti delle nuove monoposto, nate sotto il segno di una delle più grandi rivoluzioni tecniche della storia recente di questo sport. Al centro di questa evoluzione, un elemento tanto fondamentale quanto complesso: lo pneumatico. Pirelli, Global Tyre Partner del Circus iridato, si trova di fronte a una sfida ingegneristica di prim’ordine, con una gamma di coperture completamente riprogettata per adattarsi alle nuove vetture.
Una nuova era per gli pneumatici: più piccoli, più leggeri, più strategici
Le monoposto 2026 sono figlie di un nuovo regolamento che ha imposto vetture più compatte e leggere. Di conseguenza, anche gli pneumatici hanno subito una “dieta” significativa. Pur mantenendo il diametro del cerchio da 18 pollici, introdotto con successo nel 2022, la larghezza del battistrada è stata ridotta: 25 millimetri in meno per le gomme anteriori e 30 per quelle posteriori. Anche il diametro complessivo è diminuito, seppur di poco (15 mm all’anteriore e 10 mm al posteriore), contribuendo a un alleggerimento totale di circa 1,6 kg per ogni set di quattro gomme. Queste modifiche, apparentemente minime, hanno un impatto profondo sull’equilibrio dinamico delle vetture, influenzando il carico aerodinamico, la trazione e il comportamento in curva.
Per questi test in Bahrain, Pirelli mette a disposizione delle scuderie l’intera gamma di mescole da asciutto, dalla C1 (la più dura) alla C5 (la più morbida). Ogni team avrà a disposizione 24 set di pneumatici per affinare gli assetti e raccogliere dati vitali. L’obiettivo dichiarato di Pirelli per il 2026 è ampliare il ventaglio strategico, creando differenze prestazionali più marcate e costanti tra le varie mescole per incentivare scelte più audaci durante i Gran Premi.
Il banco di prova del Bahrain: temperature e dati
I test di Sakhir sono un vero e proprio esame per le nuove coperture. Le temperature dell’asfalto, che in questa regione possono raggiungere picchi elevati, metteranno a dura prova la gestione termica e il degrado degli pneumatici. Le squadre si concentreranno sull’analisi del comportamento delle gomme su long run e giri veloci, cercando di comprendere come estrarre il massimo potenziale in ogni condizione. Un lavoro meticoloso che, come sottolineato dagli ingegneri Pirelli, è fondamentale per arrivare preparati al primo appuntamento stagionale in Australia.
Nella prima sessione di test, sempre in Bahrain, le squadre hanno potuto utilizzare solo le tre mescole più dure (C1, C2, C3). Ora, con l’accesso all’intera gamma, i team potranno simulare in modo più completo le condizioni di qualifica e gara, testando le mescole più morbide e performanti come la C4 e la C5. Questo permetterà di avere un quadro più chiaro dei valori in campo e delle possibili strategie per l’inizio del campionato.
Pirelli guarda al futuro: rinnovo in F1 e sbarco in MotoGP
Mentre in pista si lavora sul presente, fuori dal circuito si delinea il futuro. Pirelli ha manifestato un concreto interesse a prolungare la sua partnership con la Formula 1. L’attuale accordo scadrà al termine della stagione 2027, ma l’intenzione è quella di estenderlo almeno fino al 2028. Questa mossa garantirebbe stabilità in un periodo di grande trasformazione tecnica per la F1, permettendo a Pirelli di continuare il suo lavoro di sviluppo in simbiosi con l’evoluzione delle monoposto. Dal suo ritorno nel 2011, Pirelli ha accompagnato tutte le fasi evolutive della Formula 1, dai V8 aspirati alle attuali power unit ibride, dimostrando affidabilità e capacità di innovazione.
Ma le ambizioni del colosso milanese non si fermano alle quattro ruote. Con una mossa strategica di grande impatto, Pirelli si prepara a diventare fornitore unico di pneumatici per la classe regina del Motomondiale, la MotoGP, a partire dal 2027. L’accordo, che si estenderà fino al 2031, vedrà Pirelli sostituire Michelin e completare la sua presenza nel paddock, essendo già fornitore per Moto2 e Moto3 dal 2024. Questo “monopolio” sulle classi del Motomondiale rappresenta una sfida tecnologica e logistica imponente, ma anche un’enorme opportunità per trasferire l’immenso know-how accumulato in decenni di competizioni, a partire dalla ventennale esperienza nel Mondiale Superbike.
Dalla F1 alla MotoGP: una filosofia vincente
L’approccio di Pirelli al motorsport si basa sulla filosofia “We sell what we race, we race what we sell“, ovvero trasferire direttamente la tecnologia sviluppata in pista ai prodotti stradali. Questo principio, già applicato con successo in Superbike, sarà il faro anche per l’avventura in MotoGP. L’ingresso coinciderà con un altro cambio regolamentare per le moto, che nel 2027 vedranno una riduzione della cilindrata a 850cc. Una coincidenza che permetterà a Pirelli di sviluppare un prodotto su misura per la nuova generazione di prototipi, partendo dalla solida base dei pneumatici Diablo Superbike.
Con l’impegno su due fronti così prestigiosi e tecnologicamente avanzati, Pirelli si conferma come un attore centrale e imprescindibile nel panorama del motorsport globale, un ponte tra l’innovazione tecnologica più spinta e la passione di milioni di appassionati in tutto il mondo.
