Un fulmine a ciel sereno, proprio quando la quiete sembrava ritrovata. Alla vigilia della sentitissima trasferta contro il Napoli, in programma domani sera allo stadio Diego Armando Maradona, la Roma perde il suo pezzo più pregiato: Paulo Dybala non farà parte della spedizione giallorossa. La notizia, diffusasi rapidamente nel pomeriggio, ha trovato conferma da fonti vicine al club: l’attaccante argentino, che pure si era allenato in gruppo per l’intera settimana, ha avvertito nuovamente un fastidio al ginocchio sinistro durante la seduta di rifinitura. Lo staff medico, di comune accordo con il giocatore e l’allenatore Daniele De Rossi, ha così optato per la linea della massima prudenza, escludendolo dalla lista dei convocati per non correre rischi inutili in una fase cruciale del campionato.
La cronaca di uno stop inatteso
La settimana a Trigoria era trascorsa sotto segnali incoraggianti. Dybala, reduce da un’infiammazione alla capsula articolare laterale del ginocchio sinistro rimediata nella gara contro il Milan del 25 gennaio, sembrava aver superato il problema. Dopo aver saltato le sfide contro Udinese e Cagliari ed essere rimasto in panchina in Europa League con il Panathinaikos, il suo rientro in gruppo da mercoledì aveva acceso le speranze dei tifosi e dello stesso De Rossi. Tuttavia, il dolore si è ripresentato proprio nell’ultimo e decisivo allenamento, costringendo la Joya ad alzare bandiera bianca. Un contrattempo che non solo priva la Roma del suo leader tecnico, ma che riaccende i riflettori sulla fragilità fisica del campione argentino, già costretto a saltare ben dieci partite in questa stagione.
Le implicazioni tattiche: come cambia la Roma senza la Joya?
L’assenza di Dybala è una tegola pesantissima per De Rossi, che perde qualità, imprevedibilità e leadership tecnica. L’argentino è il fulcro della manovra offensiva giallorossa, l’uomo capace di accendere la luce tra le linee e dialogare con i compagni. Senza di lui, il tecnico dovrà ridisegnare l’attacco. A rendere la situazione più complessa ci sono anche le condizioni non ottimali di Matias Soulé, altro talento argentino reduce da una settimana complicata a causa della pubalgia. Soulé dovrebbe comunque stringere i denti ed essere a disposizione, ma è probabile che parta dalla panchina.
A questo punto, prendono quota soluzioni alternative. Una delle più probabili vede l’avanzamento di Lorenzo Pellegrini sulla trequarti, a supporto dell’unica punta che sarà Donyell Malen. Al loro fianco, potrebbe trovare spazio dal primo minuto il nuovo acquisto Bryan Zaragoza, che avrebbe così una chance importante per mettersi in mostra. In mezzo al campo, invece, sembra certa la fiducia al giovane Niccolò Pisilli, favorito nel ballottaggio con El Aynaoui per affiancare Bryan Cristante in mediana, garantendo dinamismo e intensità.
Un futuro da scrivere: il peso delle assenze e il nodo rinnovo
Questo ennesimo stop fisico riapre inevitabilmente il dibattito sulla gestione di Dybala e sul suo futuro nella Capitale. Il talento purissimo del giocatore non è in discussione, ma la sua discontinuità fisica rappresenta un fattore con cui la società deve fare i conti. Con un contratto in scadenza a giugno, le riflessioni sul rinnovo diventano più complesse. La sua assenza nel big match contro il Napoli, uno scontro diretto fondamentale per la corsa a un posto in Champions League, pesa come un macigno sulle ambizioni della Roma. L’obiettivo, ora, è recuperarlo al meglio per la prossima sfida casalinga contro la Cremonese, sperando che il ginocchio sinistro possa finalmente dargli tregua.
