Un intervento a gamba tesa, tanto atteso quanto dirompente. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi rompe il silenzio e, attraverso una dichiarazione all’ANSA, affronta di petto il polverone sollevato dall’espulsione di Pierre Kalulu nel corso del Derby d’Italia tra Inter e Juventus. Una presa di posizione netta, che non si limita a una semplice ammissione di colpa, ma si allarga a una critica feroce verso un certo tipo di atteggiamento diffuso sui campi di Serie A.
L’AMMISSIONE DELL’ERRORE: “DECISIONE DI LA PENNA CHIARAMENTE ERRATA”
Il primo punto toccato da Rocchi è, come inevitabile, l’analisi dell’operato dell’arbitro Federico La Penna. Senza mezzi termini, il designatore riconosce lo sbaglio del direttore di gara romano. “Siamo molto dispiaciuti dell’episodio: per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla”, ha dichiarato Rocchi. Parole che confermano quanto emerso plasticamente dalle immagini televisive: la seconda ammonizione comminata al difensore della Juventus, Pierre Kalulu, per un presunto fallo su Alessandro Bastoni, è stata frutto di una valutazione sbagliata. Un errore, come sottolineato da Rocchi, che il protocollo VAR attuale non ha permesso di correggere, dato che non è previsto l’intervento sulla seconda ammonizione. L’arbitro La Penna, secondo quanto riportato, è “mortificato” per l’accaduto e riceve la vicinanza del suo designatore.
L’ACCUSA DI SIMULAZIONE: “BASTONI HA SBAGLIATO, ATTEGGIAMENTO CHIARO”
Ma l’analisi di Rocchi non si ferma qui. Anzi, si sposta con altrettanta veemenza sul comportamento del giocatore dell’Inter, Alessandro Bastoni. “La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l’unico ad aver sbagliato: perché ieri c’è stata una simulazione chiara”, ha tuonato il capo degli arbitri. Un’accusa diretta e circostanziata, che individua nel difensore nerazzurro una condotta antisportiva finalizzata a indurre in errore l’arbitro. L’episodio, avvenuto al 42° del primo tempo, ha visto Bastoni cadere a terra dopo un contatto molto lieve con Kalulu, che ha allungato un braccio per poi ritrarlo. La reazione del giocatore interista è stata giudicata da molti, incluso Rocchi, come una simulazione evidente, che ha di fatto condizionato l’andamento della partita, lasciando la Juventus in inferiorità numerica per oltre un tempo di gioco.
L’ALLARME DI ROCCHI: “CERCANO IN TUTTI I MODI DI FREGARCI”
Le parole di Rocchi assumono poi i contorni di un vero e proprio atto d’accusa verso l’intero sistema calcistico. La simulazione di Bastoni viene definita come “l’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci”. Una frase forte, che testimonia un profondo senso di frustrazione e la percezione di un accerchiamento nei confronti della classe arbitrale. Il designatore amplia il suo discorso, chiamando in causa anche gli allenatori e i club, accusati di non aiutare gli arbitri e, anzi, di metterli in difficoltà. “Ci dispiace molto perché noi alla fine siamo l’ultimo sfogo di tutti”, ha aggiunto Rocchi, sottolineando come la categoria sia spesso l’unica a fare mea culpa pubblicamente. “Siamo ben capaci di prendere le nostre responsabilità quando facciamo un errore, nessuno prende le nostre difese. […] Siamo gli unici ad ammettere di avere sbagliato”, ha concluso con amarezza.
LE REAZIONI E LE CONSEGUENZE
L’episodio ha scatenato un’ondata di polemiche immediate. La Juventus, sentitasi pesantemente danneggiata, ha protestato veementemente in campo. Lo stesso Kalulu ha pubblicato sui suoi canali social i video delle due ammonizioni ricevute. Anche la dirigenza bianconera si è mossa: il presidente della holding Exor, John Elkann, ha contattato telefonicamente il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, per esprimere preoccupazione per i ripetuti errori arbitrali. Nel frattempo, si attendono le decisioni del Giudice Sportivo, che potrebbero portare a una lunga squalifica per l’arbitro La Penna e, potenzialmente, anche a provvedimenti per Bastoni per condotta antisportiva. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla necessità di una revisione del protocollo VAR, affinché possa intervenire anche su casi di seconda ammonizione palesemente errata.
