Milano – Il ghiaccio del Forum di Assago è stato testimone di un capitolo indimenticabile, forse il più clamoroso, nella storia del pattinaggio di figura maschile ai Giochi Olimpici Invernali. In una serata che prometteva l’incoronazione annunciata del fuoriclasse statunitense Ilia Malinin, il destino ha scritto una sceneggiatura completamente diversa, fatta di crolli inattesi, rimonte impensabili e un nuovo, sorprendente eroe olimpico: il kazako Mikhail Shaidorov.
IL CROLLO DEL “QUAD GOD”
Tutti gli occhi erano puntati su Ilia Malinin, il “Quad God”, il ragazzo prodigio che ha ridefinito i limiti tecnici di questo sport. Partito in testa dopo un programma corto dominante, la sua medaglia d’oro sembrava una pura formalità. Invece, il programma libero si è trasformato in un incubo sportivo. Visibilmente teso, lo statunitense ha commesso una serie di errori fatali: un quadruplo Axel non eseguito, un loop declassato a doppio e, soprattutto, due cadute pesanti nella seconda metà del programma su un quadruplo Lutz e un quadruplo Salchow. Il punteggio del suo libero, un modesto 156.33, lo ha fatto precipitare incredibilmente all’ottavo posto finale con un totale di 264.49, lasciando il pubblico del Forum ammutolito e l’atleta in lacrime. “La pressione delle Olimpiadi ti travolge”, ha commentato a caldo, confermando come la tenuta mentale sia un fattore cruciale tanto quanto la prodezza tecnica.
LA NOTTE MAGICA DI MIKHAIL SHAIDOROV
Mentre il favorito crollava, emergeva la stella di Mikhail Shaidorov. Partito dalla quinta posizione dopo il corto, il kazako classe 2004 ha pattinato il programma della vita. Con una performance quasi impeccabile, impreziosita da quattro salti quadrupli di eccezionale fattura, ha messo insieme un programma libero da 198.64 punti, raggiungendo un totale di 291.58. La sua è stata una prova di grande solidità e qualità artistica, che gli ha permesso di scavalcare uno ad uno tutti i suoi avversari, compresi i più quotati. Per il Kazakistan si tratta di un oro storico, il primo in assoluto nel pattinaggio di figura olimpico.
DOPPIETTA GIAPPONESE SUL PODIO
A completare un podio rivoluzionato, sono saliti due atleti del Sol Levante. La medaglia d’argento è andata a Yuma Kagiyama, già vice-campione olimpico in carica, che nonostante qualche imprecisione nel suo libero è riuscito a confermarsi ai vertici mondiali con un punteggio totale di 280.06. La vera sorpresa è stata però la medaglia di bronzo di Shun Sato. Nono dopo il programma corto, ha compiuto una rimonta spettacolare grazie a un libero di altissimo livello, totalizzando 274.90 punti e beffando per una manciata di centesimi il coreano Junhwan Cha.
LA PROVA SFORTUNATA DI DANIEL GRASSL
Serata amara anche per i colori azzurri. Daniel Grassl, splendido quarto dopo il programma corto, nutriva legittime speranze di medaglia. Purtroppo, l’altoatesino ha dovuto fare i conti con una brutta intossicazione alimentare che lo ha debilitato proprio prima della gara decisiva. Nonostante le condizioni fisiche precarie, Grassl è sceso sul ghiaccio con coraggio, ma non è riuscito a esprimersi ai suoi massimi livelli, commettendo diversi errori che lo hanno relegato al nono posto finale con 263.71 punti. L’atleta azzurro ha chiuso la sua prova in lacrime, visibilmente provato e deluso, ma la sua tenacia merita comunque un grande applauso. Più indietro l’altro italiano in gara, Matteo Rizzo, che ha concluso in quindicesima posizione.
CLASSIFICA FINALE SINGOLO MASCHILE
- 1. Mikhail Shaidorov (KAZ) – 291.58
- 2. Yuma Kagiyama (JPN) – 280.06
- 3. Shun Sato (JPN) – 274.90
- 4. Junhwan Cha (KOR) – 273.92
- 5. Stephen Gogolev (CAN) – 273.78
- 6. Petr Gumennik (AIN) – 271.21
- 7. Adam Siao Him Fa (FRA) – 269.27
- 8. Ilia Malinin (USA) – 264.49
- 9. Daniel Grassl (ITA) – 263.71
- 10. Nika Egadze (GEO) – 260.27
Quella di Assago resterà nella memoria come la notte in cui l’imprevedibilità dello sport ha trionfato su ogni pronostico, ricordandoci che nessuna vittoria è scontata e che sul palcoscenico olimpico, anche i giganti possono cadere.
