Un misto di gioia, commozione e liberazione. Le lacrime di Amos Mosaner al termine della finale per il bronzo nel doppio misto di curling alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 raccontano una storia che va ben oltre il risultato sportivo. Una medaglia vinta con tenacia insieme alla compagna Stefania Constantini, superando la quotata coppia britannica formata da Jennifer Dodds e Bruce Mouat con il punteggio di 5-3, che assume un valore inestimabile per il carico emotivo che si porta dietro.
Al termine di un match tiratissimo, giocato con grande intelligenza tattica dagli azzurri, l’atleta trentino delle Fiamme Oro non è riuscito a trattenere l’emozione, lasciandosi andare a un pianto liberatorio e a una dedica che ha toccato il cuore di tutti. “Dedico questa medaglia alla mia famiglia, alla mia ragazza e anche alla mamma della mia ragazza, che purtroppo è mancata lo scorso anno e ci teneva tantissimo a essere qua”, ha dichiarato Mosaner con la voce rotta dalla commozione. Un pensiero speciale, un omaggio a una persona cara che avrebbe voluto condividere con lui la gioia di questo traguardo, a testimonianza di come le vittorie più belle siano quelle che si intrecciano con gli affetti più profondi.
Un percorso a ostacoli e il supporto fondamentale del preparatore
Ma le dediche di Mosaner non si sono fermate qui. L’atleta azzurro ha voluto ringraziare pubblicamente un’altra figura chiave nel suo percorso di avvicinamento ai Giochi, il suo preparatore atletico Andrea Cardone. “La vorrei dedicare al mio preparatore, che mi è stato vicino in questo ultimo anno e mezzo, dove mi ha fatto affrontare queste cose anche un po’ spensierato, perché è stato un periodo molto difficile, soprattutto gli ultimi 6 mesi”, ha aggiunto Mosaner, sottolineando le difficoltà personali affrontate di recente.
Parole che svelano il lato umano dell’atleta, spesso nascosto dietro la freddezza e la concentrazione richieste da una disciplina come il curling. Mosaner ha elogiato il suo preparatore non solo per l’aspetto tecnico, ma soprattutto per il sostegno psicologico ricevuto. “Mi ha fatto arrivare qua performante e pronto, non è facile quando succedono cose così. Auguro a tutti di avere un preparatore come lui, è al top sia della preparazione atletica, ma soprattutto per la parte mentale: mi ha fatto arrivare qua al giusto momento e alla giusta carica”. Un riconoscimento che evidenzia l’importanza cruciale della preparazione mentale nello sport di altissimo livello, un aspetto tanto fondamentale quanto quello fisico per raggiungere l’eccellenza.
Una medaglia che conferma l’Italia nell’Olimpo del curling
Questo bronzo olimpico, il secondo consecutivo per la coppia Mosaner-Constantini dopo lo storico oro di Pechino 2022, conferma l’Italia ai vertici mondiali del curling. Un risultato per nulla scontato, arrivato al termine di un torneo impegnativo e dopo la delusione della sconfitta in semifinale contro gli Stati Uniti. La capacità di reazione e la determinazione mostrate nella finale per il terzo posto contro la Gran Bretagna sono il segno di una maturità e di una solidità mentale fuori dal comune. La vittoria rappresenta anche una piccola rivincita contro la coppia britannica, che aveva sconfitto gli azzurri durante il round robin.
Un successo che è anche il frutto di un’intesa perfetta tra i due atleti, capaci di supportarsi a vicenda nei momenti di difficoltà e di esaltare le rispettive qualità sul ghiaccio. Un bronzo che, per il modo in cui è arrivato e per le emozioni che ha scatenato, brilla più di qualsiasi altro metallo, a testimonianza del fatto che nello sport, come nella vita, le vittorie più significative sono quelle che nascono dalla resilienza, dalla passione e dal cuore.
