Un verso dantesco, tratto dall’undicesimo canto del Paradiso, “Nacque al mondo un sole”, illumina e dà il titolo alla XXXVII edizione del Ravenna Festival, un omaggio profondo e articolato a San Francesco d’Assisi nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. Dal 21 maggio all’11 luglio, la città bizantina si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, accogliendo oltre cento alzate di sipario e più di mille artisti in un cartellone che intreccia musica, teatro, danza, pensiero e spiritualità. Un evento culturale di respiro internazionale che, come ogni anno, si preannuncia come uno dei momenti culminanti della stagione artistica italiana, sotto la guida del sovrintendente Antonio De Rosa e dei direttori artistici Anna Leonardi e Angelo Nicastro.

Un’inaugurazione nel segno della grande musica sinfonica

Il concerto inaugurale, fissato per il 21 maggio al Pala De André, vedrà protagonista una stella di prima grandezza del concertismo mondiale: la violinista Anne-Sophie Mutter. Accompagnata dalla prestigiosa Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, Mutter affronterà il Concerto per violino e orchestra di Beethoven, un capolavoro assoluto del repertorio violinistico. Il programma della serata inaugurale si completerà con la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, creando un ponte ideale tra il classicismo viennese e le tensioni tardo-romantiche che hanno aperto le porte alla modernità.

Riccardo Muti, anima del Festival, esplora il legame tra Francesco, Dante e Giotto

Figura cardine e nume tutelare del Ravenna Festival, il Maestro Riccardo Muti sarà anche quest’anno protagonista di alcuni degli eventi più attesi. Al centro del suo percorso, il fil rouge francescano che attraversa l’intera manifestazione. Muti dirigerà la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nella suite per orchestra “Nobilissima visione” di Paul Hindemith, un’opera del 1938 ispirata direttamente agli affreschi di Giotto nella Basilica Superiore di Assisi che narrano la vita del Santo. Questo momento musicale sarà arricchito da un prezioso dialogo con il filosofo Massimo Cacciari, intitolato “Doppio ritratto: San Francesco in Dante e Giotto”, un’occasione per approfondire l’immensa influenza culturale e spirituale del Poverello d’Assisi sui due giganti del pensiero e dell’arte italiana.

Il Maestro Muti sarà inoltre impegnato in altri appuntamenti di rilievo, tra cui un concerto il 30 giugno con musiche di Verdi, de Falla e Ravel, e alla guida dei The Philharmonic Brass (ensemble formato da membri dei Wiener e Berliner Philharmoniker) il 2 luglio nella suggestiva cornice della Rocca Brancaleone. Torna anche, dopo il successo della prima edizione, il progetto partecipativo “Cantare amantis est” (1 e 2 giugno), che vedrà Muti guidare lezioni e prove aperte a coristi provenienti da tutta Italia.

Un cartellone eclettico: dai grandi interpreti al jazz, dalla danza al teatro

Il programma della XXXVII edizione si distingue per la sua straordinaria ricchezza e varietà, capace di abbracciare i generi più diversi e di parlare a un pubblico eterogeneo.

  • Musica Classica e Contemporanea: Oltre ai già citati Muti e Mutter, il festival accoglierà direttori e solisti di fama internazionale come Kent Nagano e Enrico Onofri, quest’ultimo alla guida della Münchener Kammerorchester. Spazio anche alla musica d’oggi con la prima assoluta de “Il Santo folle”, opera commissionata a Guido Barbieri e al compositore Marcello Fera sull’incontro tra San Francesco e il Sultano.
  • Jazz e Oltre: La Rocca Brancaleone, restituita al suo antico splendore, sarà la location privilegiata per le grandi serate jazz. Il cartellone vanta nomi del calibro di Stefano Bollani, Pat Metheny, Enrico Rava e Paolo Fresu. A testimoniare l’apertura verso le sonorità più innovative, la presenza di un pioniere della musica elettronica come Jeff Mills e della cantautrice Emma Nolde.
  • Teatro e Danza: Il programma teatrale intreccia il classico e il contemporaneo, con produzioni che vanno da Sofocle a Elena Ferrante. La danza vedrà esibirsi per la prima volta in Italia Sadeck Berrabah con il suo “Murmuration Level 2”, oltre a coreografi come Yoann Bourgeois e la Sergio Bernal Dance Company.
  • Eventi speciali francescani: L’omaggio al Santo di Assisi si declinerà in molteplici forme: l’Ensemble Micrologus proporrà una ricostruzione musicale del Cantico delle Creature; un dittico di appuntamenti ricorderà l’invenzione del presepe; lo storico medievista Franco Cardini dialogherà con l’ensemble laReverdie.

La Trilogia d’Autunno dedicata a Mozart chiude il Festival

Come da tradizione, il Ravenna Festival si concluderà con la Trilogia d’Autunno, in programma dal 13 al 17 novembre al Teatro Alighieri. L’edizione 2026, intitolata “Mozart 1791”, sarà un’immersione nell’ultimo anno di vita del genio salisburghese. Verranno messe in scena una nuova produzione de “La clemenza di Tito” e la creazione originale “L’ultimo incanto” (basata su “Il flauto magico”), entrambe con la regia di Chiara Muti. Il trittico sarà completato dall’esecuzione del monumentale Requiem. Sul podio dell’Orchestra Cherubini salirà il maestro Ottavio Dantone.

Con questo programma vasto e ispirato, il Ravenna Festival si conferma non solo come una delle più importanti manifestazioni culturali d’Europa, ma anche come un laboratorio di idee e un luogo di incontro, capace di attingere alla profondità della tradizione per parlare con urgenza e bellezza al nostro presente, nel segno di una riconciliazione universale di cui San Francesco è stato e rimane luminosissimo testimone.

Di euterpe

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