ROMA – Un amore che sembrava destinato a rimanere confinato nell’album dei ricordi, un filo spezzato quasi sette anni fa, potrebbe presto riannodarsi. Francesco Totti e la Roma, un binomio che per 25 anni ha infiammato il cuore dei tifosi, potrebbero ritrovarsi. A scuotere l’ambiente giallorosso, con parole dal peso specifico enorme, è stato Claudio Ranieri, attuale senior advisor della proprietà Friedkin. “I Friedkin ci stanno pensando, mi auguro che lui possa essere utile alla Roma perché è una parte della Roma”, ha dichiarato Ranieri in un’intervista a Sky Sport, aprendo ufficialmente uno scenario finora relegato al campo delle ipotesi e dei sogni di mezza città.
Dialoghi in corso: non un ritorno di facciata
Le dichiarazioni di Ranieri non sono un fulmine a ciel sereno, ma la conferma di contatti e riflessioni che vanno avanti da tempo. Secondo indiscrezioni, le diplomazie sono al lavoro sotto traccia da mesi per ricucire lo strappo del 17 giugno 2019, quando Totti annunciò in una dolorosa conferenza stampa le sue dimissioni da dirigente, sentendosi “un peso” e “tenuto fuori da tutto” dalla precedente gestione di James Pallotta. Oggi, con la proprietà texana, lo scenario appare radicalmente diverso. I dialoghi, favoriti dalla mediazione dello stesso Ranieri, sarebbero in una fase avanzata, con il nodo cruciale da sciogliere che riguarda il ruolo da affidare all’ex numero 10.
Una cosa è certa: Francesco Totti non ha alcuna intenzione di tornare a Trigoria come semplice uomo immagine o ambasciatore. L’ex capitano desidera un incarico operativo, con responsabilità concrete e potere decisionale, in particolare nell’area tecnica. L’obiettivo è mettere a disposizione la sua immensa conoscenza del calcio e dell’ambiente romanista, per incidere realmente sulle scelte strategiche del club, dal mercato alla gestione della squadra.
Le ipotesi sul tavolo: un ruolo “alla Maldini”?
Definire il perimetro del nuovo incarico è fondamentale per evitare di ripetere gli errori del passato. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un ruolo di collegamento tra la squadra e la società, una figura di riferimento per lo spogliatoio ma anche un supporto strategico per la direzione sportiva. Si è parlato di un modello simile a quello ricoperto con successo da Paolo Maldini al Milan, che al fianco del ds Ricky Massara (oggi proprio alla Roma) ha costruito la squadra campione d’Italia.
Un’altra possibilità è quella di un incarico più istituzionale, come quello di vicepresidente, sulla falsariga di Javier Zanetti all’Inter. In ogni caso, la volontà di Totti è chiara: essere parte integrante del progetto tecnico e non una semplice bandiera da sventolare. La sua esperienza, maturata anche con la sua agenzia di scouting, la CT10 Management, potrebbe rivelarsi preziosa per scoprire nuovi talenti.
Un segnale strategico dei Friedkin
L’apertura dei Friedkin al ritorno di Totti non è solo una mossa romantica, ma una precisa scelta strategica. Inserire una figura così iconica e identitaria potrebbe rafforzare enormemente il legame tra il club, i tifosi e la città. Sarebbe un segnale di voler costruire una Roma che non dimentica la sua storia, ma che anzi la valorizza per proiettarsi nel futuro. La presenza di Totti a Trigoria avrebbe un impatto mediatico e di immagine incalcolabile, ma soprattutto rappresenterebbe un punto di riferimento carismatico per tutto l’ambiente.
Le parole di Ranieri, uomo di fiducia della proprietà, hanno il sapore di un test per preparare il terreno e misurare le reazioni. La strada per il grande ritorno è ancora da definire nei dettagli, ma l’intenzione sembra essere comune. I tifosi della Roma, dopo anni di attesa, possono tornare a sognare. Quella tra Francesco Totti e la maglia giallorossa è una di quelle storie che, come ha detto Ranieri, non possono davvero finire.
