Il sipario si alza su un fine settimana di intensa attività teatrale in tutta Italia, un invito a immergersi in storie che esplorano le profondità dell’animo umano, dai legami familiari più tormentati ai ritratti di figure storiche controverse, fino a coraggiose riscritture di capolavori senza tempo. Un viaggio culturale che tocca le città di Roma, Napoli, Torino e Treviso, confermando la vitalità di un’arte capace di parlare al presente con linguaggi sempre nuovi e potenti.
Roma: Lo specchio oscuro della famiglia tra O’Neill e Muccino
Nella capitale, il dramma familiare si prende la scena con due produzioni di straordinario impatto. Al Teatro Argentina, il maestro Gabriele Lavia dirige e interpreta “Lungo viaggio verso la notte”, capolavoro del drammaturgo statunitense Eugene O’Neill, insignito del Premio Pulitzer postumo nel 1957. L’opera, dal forte carattere autobiografico, si consuma nell’arco di una sola, tesissima notte, all’interno delle mura di una casa borghese che diventa prigione per i suoi abitanti. Accanto a Lavia, nel ruolo del patriarca James Tyrone, recita Federica Di Martino nei panni della moglie Mary, una donna fragile consumata dalla dipendenza. Insieme a loro, Jacopo Venturiero, Ian Gualdani e Beatrice Ceccherini completano il cast di una famiglia che si lacera tra accuse, rimpianti e un amore disperato, in un’impietosa discesa negli abissi del fallimento. Lo spettacolo, in scena dal 4 al 15 febbraio, si preannuncia come un’esperienza potente e struggente, un viaggio nella memoria e nel dolore che solo i legami di sangue sanno generare.
Poco distante, al Teatro Ambra Jovinelli, è ancora la famiglia il fulcro narrativo di “A Casa tutti bene”, l’atteso debutto alla regia teatrale di Gabriele Muccino. Il regista porta sul palcoscenico l’adattamento del suo omonimo film del 2018, trasformando la vicenda in un microcosmo di tensioni emotive amplificate dalla dimensione teatrale. La riunione della grande famiglia Ristuccia per festeggiare un compleanno diventa il pretesto per far deflagrare conflitti sopiti e segreti inconfessabili. Un cast corale di grande talento, che include Giuseppe Zeno e Anna Galiena, dà vita a un affresco di relazioni complesse, tradimenti e speranze, accompagnato dalle musiche del maestro Nicola Piovani. Fino al 15 febbraio, il pubblico potrà specchiarsi in un racconto universale sui legami familiari, capace di passare dalla commedia alla tragedia con la maestria che contraddistingue lo stile di Muccino.
Sempre a Roma, il Teatro Quirino Gassman ospita fino all’8 febbraio “L’amore non lo vede nessuno”, tratto dall’ultimo romanzo di Giovanni Grasso. Con la regia di Piero Maccarinelli, lo spettacolo vede protagonisti Stefania Rocca, Giovanni Crippa e Franca Penone in un thriller morale che intreccia mistero e sentimenti. La storia ruota attorno a Silvia, che dopo la morte della sorella in un incidente stradale, incontra uno sconosciuto che promette di svelarle i segreti della defunta, in un crescendo di colpi di scena e rivelazioni.
Napoli: Il ritratto fiammeggiante de “La principessa di Lampedusa”
Al Teatro San Ferdinando di Napoli, va in scena il ritratto di una donna straordinaria: Sonia Bergamasco dirige e interpreta “La principessa di Lampedusa”, un testo di Ruggero Cappuccio dedicato a Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre dell’autore de “Il Gattopardo”, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. In scena dal 4 all’8 febbraio, lo spettacolo è un monologo che, attraverso la voce intensa della Bergamasco, fa rivivere una personalità fiammeggiante, colta e anticonformista, sullo sfondo di una Palermo devastata dai bombardamenti del 1943. L’attrice, con una presenza scenica magnetica, dà corpo e voce ai ricordi, alle passioni e ai segreti di una donna che attraversa le rovine della guerra e della sua stessa vita, in un “teatro delle emozioni e del pensiero” arricchito dalle musiche di Marco Betta e Ivo Parlati.
Torino: Ettore Bassi dà voce a un Giuda inedito
Le Fonderie Moncalieri a Torino ospitano, dal 5 all’8 febbraio, “Stan Up for Giuda”, un monologo scritto e diretto da Leonardo Petrillo e interpretato da un intenso Ettore Bassi. Lo spettacolo offre un ritratto inedito e umanissimo dell’apostolo traditore, ricostruendone la vita dall’incontro con Gesù fino al tragico epilogo. Lungi dall’essere solo il simbolo del tradimento, il Giuda di Petrillo e Bassi è un uomo che si ribella alla “coscienza collettiva” che lo ha condannato per secoli. Un uomo che ha amato, dubitato e che infine torna per raccontare la sua versione dei fatti, in una rivendicazione che spinge a riflettere sui concetti di colpa, pregiudizio e redenzione.
Treviso: La “Mirandolina” contemporanea che parla di violenza di genere
Al Teatro Del Monaco di Treviso debutta in prima europea una rilettura audace e necessaria di un classico goldoniano: la “Mirandolina” firmata dalla drammaturga irlandese Marina Carr. Questa coproduzione internazionale, inserita nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026, traspone la vicenda a tre secoli di distanza, trasformando la celebre locandiera in un simbolo di resistenza contro la sopraffazione e la violenza di genere. Diretta da Caitríona McLaughlin, direttrice artistica dell’Abbey Theatre, la pièce esplora con lucidità la condizione di una giovane donna circondata da ammiratori che si rivelano predatori, in un mondo che la vorrebbe sottomessa. Un grido potente e attuale per tutte le donne che non hanno voce, in scena dal 5 all’8 febbraio.
