Bologna si conferma crocevia dell’arte contemporanea con l’inaugurazione, il 1° febbraio, della mostra personale “Screen Life” di Flavio de Marco, un evento di punta inserito nel programma istituzionale di Art City Bologna. Allestita nelle suggestive sale di Villa delle Rose, l’esposizione, visitabile fino al 29 marzo, offre uno sguardo approfondito e stratificato su oltre un quarto di secolo della produzione artistica di de Marco, sancendo il passaggio epocale dalla vita analogica a quella digitale. L’evento è promosso dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e curato con acume critico da Lorenzo Balbi, direttore del museo, in stretta collaborazione con la Galleria Studio G7.

Lo Schermo Come Nuovo Paesaggio Contemporaneo

Nato a Lecce nel 1975 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Flavio de Marco ha incentrato la sua ricerca artistica sull’analisi dello schermo come elemento cardine del paesaggio contemporaneo. Le sue opere, in un dialogo costante tra figurazione e astrazione, esplorano come la nostra esperienza dello spazio e la percezione stessa della realtà siano state riconfigurate dall’avvento della società digitale. Fin dalle sue prime tele, dedicate alle schermate dei computer di fine anni ’90, de Marco ha intuito e rappresentato questo nuovo orizzonte visivo, trasformando l’interfaccia digitale in un soggetto pittorico denso di significati. Come afferma lo stesso artista, all’epoca lo schermo era ancora un oggetto fisico, una “scatola luminosa”, una sorta di natura morta tecnologica che fungeva da finestra sul mondo, non ancora il luogo in cui il mondo stesso si manifestava.

Un Percorso Espositivo Attraverso Ventisei Anni di Ricerca

Il progetto espositivo, concepito appositamente per gli spazi di Villa delle Rose, si articola in nove nuclei tematici che ripercorrono l’evoluzione della poetica dell’artista. Attraverso circa settanta opere, i visitatori potranno immergersi in un viaggio che tocca generi pittorici tradizionali come la natura morta, il ritratto e il paesaggio, reinterpretati alla luce della smaterializzazione digitale. Le sezioni tematiche, che includono Autoritratto, Paesaggio, Orizzonte, Souvenir, Vedute, Fiction, Xenia, Virtual Reality e Avatar, mostrano come lo spazio dello schermo sia diventato per de Marco un campo di indagine privilegiato. È in questo spazio immateriale che l’esperienza del reale si trasforma in proiezione, in un continuo aggiornamento di file visivi, simile alla pratica dell’artista di ritornare su opere passate per modificarle nel tempo.

Questa retrospettiva non si limita a una successione cronologica, ma crea un dialogo serrato tra opere di periodi diversi, evidenziando la coerenza e la profondità di una ricerca che ha anticipato molte delle riflessioni attuali sul rapporto tra uomo e tecnologia. La mostra documenta una transizione cruciale: dal monitor come oggetto fisico alla sua attuale onnipresenza come portale quasi invisibile attraverso cui viviamo gran parte delle nostre esistenze.

Un Catalogo d’Autore e Collaborazioni Prestigiose

Ad arricchire ulteriormente il valore della mostra contribuisce un prestigioso catalogo, prodotto dalla Collezione Maramotti e pubblicato da Quodlibet. La pubblicazione raccoglie i contributi testuali di un parterre di intellettuali di spicco, tra cui Franco ‘Bifo’ Berardi, Luca Bertolo, Mauro Covacich, Giorgio Falco, Federico Ferrari, Aldo Nove, Maria Luisa Pacelli, Nicola Samorì e Sandro Sproccati, con un’introduzione del curatore Lorenzo Balbi. Questa collaborazione sottolinea l’importanza dell’evento nel panorama culturale nazionale e internazionale, confermando il ruolo della Collezione Maramotti come istituzione attenta alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea italiana.

Art City Bologna: un Palcoscenico per l’Arte

“Screen Life” si inserisce in Art City Bologna, la manifestazione che, sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, trasforma la città in un museo diffuso in occasione di Arte Fiera. Questo evento annuale, promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, offre un programma ricco e articolato che coinvolge musei, gallerie e spazi insoliti, creando un’esperienza culturale immersiva per cittadini e visitatori. La scelta di dedicare una personale a Flavio de Marco a Villa delle Rose, sede del MAMbo dedicata a esposizioni temporanee, testimonia l’attenzione dell’istituzione verso artisti che sanno interpretare le complessità del presente.

La mostra di Flavio de Marco non è solo un’occasione per ammirare l’opera di un importante artista italiano, ma anche un invito a riflettere su come le nostre vite siano state modellate e continuino a essere influenzate dalla “vita sullo schermo”. Un’analisi pittorica che diventa specchio della nostra condizione contemporanea, sospesa tra la tangibilità del mondo fisico e l’immaterialità dell’universo digitale.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *