CAGLIARI – “Arriva una partita pesante, la squadra è in campana: questo sarà uno scontro diretto vero. La squadra è convinta di ciò che deve fare”. Non usa mezzi termini Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, per presentare la sfida di domani sera (ore 20:45) alla Unipol Domus contro l’Hellas Verona. Un match che sa di finale anticipata per la corsa alla salvezza, un appuntamento da non fallire per dare continuità a un momento d’oro e allontanare ulteriormente le zone calde della classifica.
Mentalità da battaglia: “Ragioniamo come se avessimo fatto un solo punto”
Nonostante il morale alle stelle per le due prestigiose e consecutive vittorie ottenute contro Juventus e Fiorentina, che hanno proiettato i sardi a +8 sulla zona retrocessione, Pisacane getta acqua sul fuoco e chiede ai suoi uomini di mantenere i piedi per terra. “Sappiamo cosa abbiamo fatto per ottenere le due ultime vittorie, ma ora arriva una squadra ferita che vorrà dare segnali di vitalità”, ha spiegato il tecnico in conferenza stampa. “Sarà una partita fatta di seconde palle e duelli. Dobbiamo ragionare come se negli ultimi due match avessimo fatto un solo punto”. Un monito chiaro per evitare cali di tensione che potrebbero rivelarsi fatali contro un avversario, il Verona di Paolo Zanetti, con l’acqua alla gola e alla disperata ricerca di punti.
Formazione: la tentazione del “squadra che vince non si cambia”
L’ottimo rendimento offerto nelle ultime uscite potrebbe spingere l’allenatore a confermare in blocco la formazione che ha sbancato Torino e Firenze. Una tentazione forte, come ammesso dallo stesso Pisacane: “Chi ha giocato e fatto bene parte avvantaggiato, ci sono probabilità che domani si veda lo stesso undici visto contro Juventus e Fiorentina”. La probabile formazione del Cagliari (4-3-2-1) dovrebbe quindi vedere Caprile tra i pali; Zé Pedro, Mina, Luperto e Obert in difesa; un centrocampo con Adopo, Gaetano e Mazzitelli; e il tandem Palestra-Esposito a supporto dell’unica punta Kilicsoy. Un assetto che ha dato equilibrio e pericolosità, e che il tecnico sembra intenzionato a riproporre per la “finale” di domani.
Il mercato: dentro Raterink e Albarracin, via Prati
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per fare il punto sul mercato di gennaio, che ha visto il club sardo particolarmente attivo. È ufficiale l’addio di Matteo Prati, ceduto al Torino in prestito con diritto di riscatto fissato a 7 milioni di euro. “Mi auguro che in questi mesi possa dimostrare il suo valore”, ha commentato Pisacane, salutando il giovane centrocampista.
In entrata, il Cagliari ha accolto l’attaccante uruguaiano classe 2005 Agustìn Albarracin, che ha già ottenuto la prima convocazione, anche se difficilmente partirà titolare. È inoltre sbarcato in aeroporto il giovane terzino olandese Othniël Raterink, classe 2006, prelevato dal De Graafschap. “Ha qualità, ma mi ha colpito la fame del ragazzo. Vuole sempre migliorare, deve lavorare su alcuni aspetti”, ha sottolineato Pisacane. “Come per altri, bisognerà andare piano e nella direzione giusta, con pazienza e lavoro”. Il tecnico ha poi aggiunto che la società resta vigile: “Non ci faremo trovare impreparati, vedremo se ci sarà la possibilità di aggiungere un altro tassello”.
L’appello al popolo rossoblù: “Dovremo essere un blocco unico”
Per superare l’ostacolo Verona, Pisacane sa che servirà una prestazione di altissimo livello, ma anche il supporto incondizionato del proprio pubblico. Per questo, lancia un appello a tutta la città: “Domani è veramente una finale: mi aspetto la spinta di tutta Cagliari. La loro spinta è fondamentale, dovremo essere un blocco unico”. L’obiettivo è chiaro: continuare a “martellare”, come dice il mister, per conquistare una vittoria che potrebbe dare una spallata decisiva alla classifica e al morale, spingendo il Cagliari sempre più in alto, lontano dalle sabbie mobili della lotta per non retrocedere. “Voglio vedere la rosa al completo per capire dove possiamo spingerci”, ha concluso, fissando l’asticella delle ambizioni per il prosieguo della stagione.
