PIACENZA – Le strade del centro storico di Piacenza sono state teatro di un episodio che ha dell’incredibile e che riaccende con forza il dibattito sulla micromobilità elettrica e i suoi confini, spesso pericolosamente superati. Un giovane di 18 anni, di nazionalità egiziana, è stato fermato dagli agenti della Polizia Locale mentre sfrecciava su un monopattino elettrico che, per caratteristiche tecniche, assomiglia più a un motociclo da competizione che a un mezzo per la mobilità dolce. Il veicolo, con una potenza dichiarata di ben 2.400 watt, era in grado di raggiungere la velocità massima di 98 km/h. Un dato allarmante, se si considera che il Codice della Strada impone un limite massimo di 20 km/h per questi mezzi.
L’intervento delle forze dell’ordine, avvenuto durante un’attività di pattugliamento mirata proprio a contrastare l’uso improprio di questi veicoli, ha messo in luce una serie di gravi infrazioni. Oltre all’eccessiva velocità e potenza, il diciottenne circolava senza il casco protettivo, il cui uso è obbligatorio per legge, aumentando esponenzialmente i rischi per la propria incolumità e quella altrui.
UN FENOMENO IN CRESCITA E LA RISPOSTA DELLE AUTORITÀ
Questo non è un caso isolato. Solo poche settimane prima, sempre a Piacenza, era stato sequestrato un altro monopattino capace di toccare gli 87 km/h. Questi episodi, sempre più frequenti, evidenziano una tendenza preoccupante: la facile accessibilità sul mercato di veicoli elettrici ad alte prestazioni, spesso acquistati a prezzi contenuti. Il proprietario del mezzo fermato ha infatti esibito una fattura d’acquisto di soli 750 euro, una cifra che rende questi “proiettili” su due ruote alla portata di molti, soprattutto dei più giovani.
La reazione delle autorità è stata immediata e severa. Il monopattino è stato posto sotto sequestro con un provvedimento finalizzato alla confisca. La motivazione è chiara: per potenza e caratteristiche, il veicolo è stato assimilato a un motociclo non omologato, e come tale non può circolare su strada pubblica. Al giovane conducente è stata comminata una pesante sanzione amministrativa.
IL QUADRO NORMATIVO: COSA DICE LA LEGGE
È fondamentale, a questo punto, fare chiarezza sulla normativa vigente in Italia per i monopattini elettrici, per comprendere la gravità dell’infrazione. Il legislatore ha cercato di regolamentare un settore in rapida espansione per bilanciare innovazione e sicurezza. Le regole principali sono:
- Potenza del motore: La potenza nominale continua del motore elettrico non deve superare i 500 watt (0,5 kW). Il mezzo sequestrato a Piacenza superava questo limite di quasi cinque volte.
- Limiti di velocità: La velocità massima consentita è di 20 km/h, che scende a 6 km/h nelle aree pedonali.
- Età e casco: Si possono guidare a partire dai 14 anni. Il casco è obbligatorio per tutti i conducenti, a seguito delle recenti modifiche al Codice della Strada.
- Equipaggiamento obbligatorio: I monopattini devono essere dotati di luci anteriori e posteriori, indicatori di direzione (frecce) e un sistema di frenata efficiente su entrambe le ruote.
- Divieti di circolazione: È vietato circolare sui marciapiedi (dove il mezzo può essere solo condotto a mano), contromano e su strade extraurbane, a meno che non vi siano piste ciclabili dedicate.
Le sanzioni per chi non rispetta queste norme sono severe e vanno da multe pecuniarie, che possono arrivare fino a 400 euro per chi circola con un mezzo “truccato”, fino alla confisca del veicolo nei casi più gravi, come quello di Piacenza.
UN ALLARME PER LA SICUREZZA PUBBLICA
Il Comune di Piacenza ha espresso forte preoccupazione, definendo l’accaduto “un ulteriore segnale di quanto questi veicoli, facilmente accessibili sul mercato, possano rappresentare un serio rischio per la sicurezza pubblica se utilizzati su strada senza i dovuti requisiti”. La facilità con cui è possibile acquistare online monopattini con potenze e velocità da scooter solleva un interrogativo cruciale: è sufficiente l’attuale quadro normativo o servono maggiori controlli sulla filiera di vendita?
Dal punto di vista della fisica, un veicolo da 2.400 watt possiede una capacità di accelerazione notevole. La sua energia cinetica a 98 km/h è paragonabile a quella di un piccolo motociclo, ma con un telaio, un sistema frenante e ruote assolutamente inadeguati a gestire tali prestazioni. In caso di impatto, le conseguenze per il conducente e per eventuali pedoni o altri utenti della strada sarebbero devastanti. La mancanza del casco, in questo scenario, trasforma una guida imprudente in un atto di pura incoscienza.
Questo episodio di Piacenza non è più solo una notizia di cronaca locale, ma diventa un caso di studio emblematico delle sfide che la mobilità del futuro ci pone. La tecnologia corre veloce, a volte troppo. Spetta alle istituzioni, ma anche al senso di responsabilità individuale, far sì che il progresso non si trasformi in una minaccia per la collettività.
