Quale immagine emerge di una terra quando a descriverla non sono solo le mappe o i trattati di storia, ma le parole vibranti di poeti, romanzieri e viaggiatori? Come si trasfigura un paesaggio, un edificio, una città, quando viene filtrato dalla sensibilità di un artista? A queste domande, tanto affascinanti quanto complesse, risponde con straordinaria dovizia di particolari e profondità analitica il nuovo, imponente lavoro di Raffaele Giannantonio, professore ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il suo libro, “Viaggio in Abruzzo: immagini di architettura negli scrittori/viaggiatori del Novecento”, pubblicato dalla casa editrice aquilana Textus, è un’opera destinata a lasciare un segno indelebile negli studi dedicati a questa regione così ricca di storia e contrasti.

Con le sue 856 pagine, arricchite da immagini in bianco e nero e a colori, il volume si presenta come un vero e proprio monumento cartaceo, un viaggio colto e controcorrente che intreccia con maestria due discipline solo apparentemente distanti: l’architettura e la letteratura. Come sottolinea acutamente Sergio Pace, docente al Politecnico di Torino, nella sua presentazione, “pensare che un romanzo, un racconto, una poesia, persino il testo di una canzone possano essere fonti di minore importanza rispetto al disegno architettonico o al piano urbanistico, alla relazione di cantiere o ai libri di conti è un’ingenuità bell’e buona”. Ed è proprio da questa premessa che muove l’intera ricerca di Giannantonio: la letteratura come lente d’ingrandimento, come strumento euristico per svelare l’anima dei luoghi, per cogliere quelle sfumature che un’analisi puramente tecnica rischierebbe di tralasciare.

Un Coro di Voci Illustri per Raccontare l’Abruzzo

L’opera è meticolosamente articolata in tre parti principali, che guidano il lettore in un percorso di scoperta progressiva. La prima sezione è dedicata a delineare le figure degli scrittori/viaggiatori che, nel corso del Novecento, hanno attraversato l’Abruzzo, lasciandone testimonianze preziose e immagini indelebili. Il parterre di autori convocato da Giannantonio è vasto ed eterogeneo, a testimonianza del fascino che questa terra “oscura e misteriosa” ha esercitato su intellettuali di diversa provenienza e sensibilità.

Troviamo così i resoconti di viaggiatori stranieri come Thomas Ashby, Heinrich Federer, Anne MacDonell, Estella Canziani ed Ernest Hemingway, i cui sguardi, talvolta esotici, talvolta analitici, hanno contribuito a costruire un immaginario potente della regione. Accanto a loro, sfilano alcuni dei più grandi nomi della letteratura italiana del XX secolo: Luigi Pirandello, Natalia Ginzburg, Carlo Emilio Gadda, Ugo Ojetti, Alberto Savinio, Pier Paolo Pasolini e persino un “testimone assente” come John Fante. L’approccio di Giannantonio non è meramente compilativo; al contrario, il linguaggio caratteristico di ciascun autore viene posto in un serrato e fecondo confronto con i dati oggettivi e le analisi scientifiche, permettendo così una lettura ‘integrale’ e multidimensionale delle opere e dei luoghi.

Le Città, i Paesi, i Monumenti: un Atlante Narrativo

La seconda parte del volume sposta il focus dai narratori agli oggetti della narrazione: le città, i borghi e i monumenti urbani. Questa sezione si trasforma in un grandioso mosaico, un atlante narrativo in cui l’Abruzzo si svela in tutta la sua complessità. Non è un’immagine statica, da cartolina, quella che emerge, bensì un ritratto dinamico di una regione in perenne trasformazione, segnata dagli appuntamenti cruciali con la storia: le guerre, i devastanti terremoti, le faticose ricostruzioni e il controverso, talvolta violento, sviluppo economico del secondo dopoguerra, che ha ridisegnato il volto dei centri maggiori e della fascia costiera.

Attraverso le cronache di viaggio, i soggiorni e i reportage di questi giornalisti d’eccezione, vediamo le architetture abruzzesi animarsi, diventare specchio delle vicende umane, simbolo di resilienza o di contraddizioni. L’architettura, in questa prospettiva, cessa di essere semplice forma per diventare racconto, memoria, talvolta persino pregiudizio o inaspettata scoperta.

Le Emergenze Architettoniche: una Classifica del Cuore

Infine, la terza parte del libro si concentra sulle emergenze architettoniche situate al di fuori dei principali nuclei urbani, quegli elementi del paesaggio che più hanno catturato l’attenzione e l’immaginazione di scrittori e viaggiatori. Si delinea così una sorta di “classifica di gradimento” che, con risultati forse sorprendenti, rivela la natura storica e culturale più genuina e profonda della regione. È qui che il dialogo tra parola scritta e pietra costruita raggiunge il suo acme, svelando connessioni inattese e offrendo nuove chiavi di lettura per comprendere l’identità plurale dell’Abruzzo.

L’opera, impreziosita dalla curata grafica di Andrea Padovani (Zoe Design) e dalle suggestive fotografie di Luca Del Monaco, si avvale anche della prefazione di Mario Cimini, professore dell’Università “d’Annunzio”. “Viaggio in Abruzzo” non è dunque un semplice saggio di storia dell’architettura, né una mera antologia letteraria. È un’operazione culturale ambiziosa e complessa, un ponte gettato tra discipline, un invito a guardare l’Abruzzo con occhi nuovi, più consapevoli e profondi, riconoscendo nel racconto letterario una fonte insostituibile per la comprensione del patrimonio costruito e del suo indissolubile legame con la storia e l’identità di un popolo.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *