Nelle sale della Manica Lunga della prestigiosa Biblioteca Classense di Ravenna, l’arte si fa racconto e memoria. Dal 30 gennaio al 4 aprile 2026, si terrà la mostra “Il Pinocchio di Wolfango”, un evento espositivo di eccezionale valore culturale che celebra il pittore bolognese Wolfango Peretti Poggi (1926-2017) in occasione del centenario della sua nascita. L’inaugurazione, fissata per le 17.30 di venerdì 30 gennaio, darà il via a un percorso che non solo intende valorizzare il ruolo di Wolfango come illustratore del capolavoro di Collodi, ma offre anche uno sguardo intimo e inedito sulla sua ultima, toccante produzione artistica.
Curata con sensibilità e rigore filologico da Sebastiana Nobili e Alighiera Peretti Poggi, figlia dell’artista, la mostra si inserisce nel più ampio contesto della rassegna ‘Wolfango 100-100 Wolfango’. Questo ricco programma di iniziative, che si dipanerà per tutto il 2026, coinvolgerà diverse città dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di esplorare e celebrare i molteplici aspetti della poetica del Maestro, un artista poliedrico che ha attraversato con la sua opera la pittura, il disegno, la scultura e l’illustrazione.
Un legame lungo una vita: Wolfango e il suo Pinocchio
L’esposizione ravennate si concentra su un tema caro a Wolfango fin dall’infanzia: Pinocchio. La figura del burattino, archetipo universale della trasformazione e della ricerca di sé, trova nell’interpretazione dell’artista bolognese una profondità e un’intensità uniche. Il suo non è un Pinocchio edulcorato, ma una creatura dalla presenza fisica intensa e irrequieta, resa viva da cromie accese, violenti contrasti luminosi e deformazioni cariche di una tensione quasi espressionista. Ogni tavola, come sottolineano i critici, si trasforma in una vera e propria scena di un teatro interiore, dove le peripezie del burattino diventano metafora delle inquietudini dell’animo umano.
Il cuore della mostra è costituito da una selezione di tavole originali realizzate da Wolfango tra il 1961 e il 1980. Questi lavori confluirono in una prestigiosa edizione fuori commercio de ‘Le avventure di Pinocchio’, pubblicata nel 1980 dalla Banca Popolare dell’Etruria. Per firmare queste illustrazioni, il Maestro scelse lo pseudonimo di Golpe, un nome che evoca astuzia e arguzia, forse un riflesso dello stesso spirito del personaggio che andava a illustrare. A corredo delle tavole, i visitatori potranno ammirare anche disegni preparatori e bozzetti, preziosi documenti che svelano il meticoloso processo creativo dietro ogni immagine.
“Il Pinocchio che la sa lunga”: l’ultima, inedita produzione
La mostra riserva una sorpresa di grande impatto emotivo e artistico. Per la prima volta, infatti, escono dalla casa-studio di Bologna, oggi riconosciuta tra le Case e Studi delle Persone Illustri della Regione Emilia-Romagna, le opere dell’ultimo ciclo creativo di Wolfango. Si tratta di un Pinocchio del tutto originale, che l’artista stesso definì “il Pinocchio che la sa lunga”. In queste creazioni, eseguite su umile carta da macellaio tra il 2014 e il 2016, il burattino dialoga in modo sorprendente con personaggi della letteratura, della mitologia e persino del fumetto, in un cortocircuito culturale che testimonia la vastità degli orizzonti intellettuali del pittore.
Queste opere portano una sigla particolare: “post ictum”. Furono infatti realizzate dopo l’ictus che colpì il Maestro nel 2014, all’età di 88 anni. Un evento che, pur segnando il suo corpo, non riuscì a intaccare minimamente le sue straordinarie facoltà intellettuali e la sua inesauribile vena artistica. Anzi, sembra quasi che da questa prova sia scaturita una nuova urgenza espressiva, una libertà creativa che lo ha portato a esplorare territori iconografici inaspettati. Questi lavori inediti rappresentano il suo testamento spirituale, l’ultimo, potente capitolo di una vita interamente dedicata all’arte.
Un evento di rilievo culturale
La mostra “Il Pinocchio di Wolfango” ha ricevuto il prestigioso patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, a testimonianza del suo valore culturale e della sua importanza nel contesto delle celebrazioni collodiane. L’evento è inoltre realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, un sodalizio che sottolinea l’approccio scientifico e di ricerca che anima il progetto.
L’esposizione sarà visitabile a ingresso libero con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:30, e il sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:30. Un’occasione imperdibile per immergersi nell’universo visionario di un grande maestro del Novecento e per riscoprire, attraverso i suoi occhi, la forza intramontabile di una delle storie più amate della letteratura mondiale.
