Torino – Un’importante operazione interforze ha posto fine a una lunga fase di occupazione e degrado nell’area dell’ex piscina Sempione, situata in via Gottardo nel quartiere Barriera di Milano. L’intervento, scattato nelle prime ore di ieri mattina, ha portato all’identificazione di 28 persone e all’avvio delle procedure di messa in sicurezza e parziale demolizione del complesso, da tempo in stato di abbandono e al centro di numerose segnalazioni da parte dei residenti.

I dettagli dell’operazione di sgombero

L’azione, promossa e coordinata dall’amministrazione comunale, ha visto un dispiegamento significativo di personale. Tecnici della Città, assistenti dei servizi sociali e agenti della Polizia Locale hanno operato con il supporto di un robusto dispositivo di forze dell’ordine che includeva Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Presenti sul posto anche operatori di Amiat, per le operazioni di pulizia e rimozione dei rifiuti, e personale dell’Asl per garantire l’assistenza sanitaria necessaria.

Durante il blitz, le forze dell’ordine hanno proceduto al censimento e all’identificazione delle persone che avevano trovato rifugio all’interno delle strutture fatiscenti. Il bilancio finale è di:

  • 28 persone identificate complessivamente.
  • 20 persone denunciate in stato di libertà con l’accusa di invasione di terreni ed edifici, secondo l’articolo 633 del codice penale.
  • 2 cittadini stranieri la cui posizione sul territorio nazionale è attualmente al vaglio delle autorità competenti.

Un aspetto cruciale dell’intervento ha riguardato l’approccio sociale. A tutti gli occupanti è stata offerta una presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune. Quattro persone hanno accettato volontariamente l’aiuto, intraprendendo un percorso di assistenza sociale o sanitaria. L’assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda, presente durante le prime fasi, ha sottolineato come a ciascuna persona sia stato proposto un piano di assistenza personalizzato, che include, su base volontaria, soluzioni abitative o percorsi di cura.

La messa in sicurezza e l’avvio delle demolizioni

Conclusa la fase di sgombero, l’attenzione si è spostata sulla messa in sicurezza strutturale dell’area per impedirne nuove occupazioni. I mezzi di cantiere hanno immediatamente iniziato i lavori:

  • Demolizione di alcune strutture prefabbricate ormai inagibili e pericolanti.
  • Chiusura di una terza costruzione in muratura con l’apposizione di lastre di acciaio rinforzate per sigillare ogni accesso.
  • Rafforzamento delle recinzioni interne per delimitare e proteggere il perimetro.

Parallelamente, gli operatori di Amiat hanno avviato una massiccia opera di pulizia e rimozione dei rifiuti accumulati nel tempo, un passo fondamentale per bonificare l’area e prepararla per il futuro.

Il futuro dell’area: un nuovo centro sportivo polifunzionale

Questo intervento non è un’azione isolata, ma rappresenta il primo, necessario passo verso una completa riqualificazione dell’ex piscina Sempione. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha definito l’operazione “un passaggio necessario per restituire sicurezza, dignità e legalità a un luogo che per generazioni è stato uno spazio di sport e socialità e che da troppo tempo rappresenta un simbolo di degrado e spaccio per il quartiere”. L’amministrazione comunale sta già lavorando attivamente al futuro dell’area di 23.000 metri quadrati. Recentemente si è chiusa la prima fase di una manifestazione di interesse per la concessione dell’area, e gli uffici stanno valutando una proposta per la realizzazione di un moderno centro sportivo polifunzionale. L’obiettivo, come dichiarato dal sindaco, è di predisporre il bando di gara nelle prossime settimane per arrivare all’affidamento dei lavori entro l’estate. Sul tavolo c’è la proposta del gruppo spagnolo Supera, che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro tramite un partenariato pubblico-privato. Questo progetto si inserisce in un piano più ampio di rigenerazione urbana per il quadrante nord di Torino, che include anche la trasformazione delle ex aree Gondrand e Carlini.

Di veritas

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