JESI (Ancona) – Una serata come tante alla stazione ferroviaria di Jesi si è trasformata nel teatro di un atto di eccezionale coraggio e umanità. Protagonista un giovane di 24 anni, David Adeyola, pugile della Pugilistica Jesina, che con la sua prontezza di spirito ha salvato la vita di una donna, evitando una tragedia annunciata. Per questo suo gesto eroico, è stato insignito di un attestato di riconoscimento dalla Polizia di Stato.
La cronaca di un salvataggio
Era la sera del 16 gennaio quando David, residente a Moie, una frazione in provincia di Ancona, e con genitori di origine nigeriana, si trovava in stazione di ritorno dai suoi allenamenti di pugilato. La sua attenzione è stata catturata da una donna che, scesa dal marciapiede, si è posizionata deliberatamente al centro dei binari. Intuendo l’imminente pericolo e la gravità della situazione, il giovane non ha esitato un istante: ha immediatamente contattato la Polizia Ferroviaria (Polfer).
L’operatrice della Centrale Operativa della Polfer di Ancona ha gestito la chiamata con estrema professionalità, attivando subito le procedure di emergenza. Ha allertato Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per disporre l’immediato blocco della circolazione dei treni su quella linea e, allo stesso tempo, è rimasta in contatto telefonico con David, fornendogli preziose indicazioni su come comportarsi per gestire la delicata situazione in sicurezza.
L’intervento e la messa in sicurezza
Seguendo le direttive della Polfer, David si è avvicinato alla donna. Non era solo: altre persone presenti in stazione, compreso un capotreno di Ferrovie dello Stato in servizio, si sono unite a lui per aiutarlo. Insieme, sono riusciti a dialogare con la donna, a calmarla e a convincerla a lasciare i binari, portandola in una zona sicura. L’intervento ha permesso non solo di salvarla dall’impatto con un treno, ma anche di sventare un ulteriore tentativo di autolesionismo che la donna stava per compiere utilizzando la montatura dei suoi occhiali, rotta volontariamente.
In un’intervista successiva, David ha raccontato di aver percepito la profonda tristezza della donna e di aver cercato di ascoltarla senza giudicarla, un approccio empatico che si è rivelato fondamentale. “Mi sono comportato semplicemente da essere umano che capisce come a volte la vita sia pesante“, ha dichiarato il giovane.
Il riconoscimento della Polizia di Stato
Il gesto di David non è passato inosservato. Nei giorni seguenti, Michele De Tullio, dirigente del Compartimento di Polizia Ferroviaria per le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, ha voluto incontrare personalmente il giovane per consegnargli un attestato di riconoscimento. De Tullio ha lodato “l’altissimo senso civico dimostrato e il coraggio evidenziato nel mettere a repentaglio la propria incolumità per trarre in salvo una vita umana“.
Visibilmente emozionato e sorpreso per l’apprezzamento ricevuto, David ha affermato con modestia di aver semplicemente seguito il suo istinto e il suo cuore, facendo ciò che sentiva giusto in quel momento. Ha poi espresso un desiderio: esporre l’attestato ricevuto dalla Polizia insieme ai trofei che spera di conquistare nella sua futura carriera di pugile, unendo così il valore del coraggio civico a quello sportivo.
Un esempio per la comunità
La storia di David Adeyola è un potente esempio di come la lucidità, la solidarietà e il senso di responsabilità individuale possano fare la differenza tra la vita e la morte. Un gesto che illumina la cronaca e diventa un modello positivo per l’intera comunità, ricordando a tutti l’importanza di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle difficoltà altrui.
