NOVE MESTO (REPUBBLICA CECA) – Una giornata destinata a rimanere impressa nella memoria degli appassionati di biathlon italiani. Lukas Hofer, con una prova di carattere, precisione e grande intelligenza tattica, ha conquistato un magnifico terzo posto nella short individual che ha inaugurato la tappa di Coppa del Mondo a Nove Mesto na Morave. Un ritorno sul podio individuale atteso quasi quattro anni, precisamente dalla sprint di Kontiolahti del marzo 2022, che assume i contorni dell’impresa per il veterano azzurro. La sua prestazione, immacolata al tiro con un perentorio 20/20, ha permesso al trentaseienne di San Lorenzo di Sebato di inserirsi sul terzo gradino di un podio dominato dalla Francia, con Eric Perrot vincitore davanti al connazionale Emilien Jacquelin.
UNA GARA PERFETTA AL POLIGONO: LA CHIAVE DEL SUCCESSO DI HOFER
In una disciplina dove la precisione al tiro è tanto cruciale quanto la potenza sugli sci, Lukas Hofer ha disputato la gara perfetta. Nelle quattro sessioni di tiro previste dal format della short individual, l’azzurro non ha commesso neanche una sbavatura, abbattendo tutti e venti i bersagli. Una solidità ritrovata che gli ha consentito di costruire, poligono dopo poligono, un risultato di prestigio. Proprio come lui, anche i due francesi che lo hanno preceduto sono stati impeccabili al tiro. La differenza si è misurata nel passo sugli sci, dove Perrot ha fatto segnare il tempo di 36’30″6, staccando Jacquelin di 41″8 e il nostro Hofer di 54″1. Un distacco che non scalfisce minimamente la portata del risultato dell’italiano, che a 36 anni dimostra una longevità e una classe cristallina.
“Una gara che è andata più che bene”, ha dichiarato a caldo un visibilmente emozionato Hofer. “Sono riuscito a tenere alta la concentrazione al tiro e sono davvero più che contento. È il mio primo podio in una individuale, quello che mi mancava in 16 anni di Coppa del Mondo ed è la cosa più preziosa di tutto il resto”. Parole che testimoniano il valore speciale di questo piazzamento, il tredicesimo podio individuale in carriera nel massimo circuito, che si aggiunge a un palmarès già ricco di soddisfazioni, tra cui due vittorie e l’argento iridato del 2011 a Khanty-Mansiysk.
GIACOMEL, UN DECIMO POSTO CHE VALE ORO: PETTORALE GIALLO CONFERMATO
Se Hofer festeggia il ritorno sul podio, Tommaso Giacomel può sorridere per aver difeso con i denti la leadership nella classifica generale di Coppa del Mondo. Il giovane trentino ha chiuso la sua prova al decimo posto, un risultato condizionato pesantemente dai quattro errori commessi al poligono, di cui ben tre nell’ultima e decisiva sessione in piedi (0-1-0-3). Nonostante le penalità, che nel biathlon pesano come macigni, Giacomel ha dimostrato ancora una volta un’eccellente condizione sugli sci, che gli ha permesso di limitare i danni e di chiudere a 2’33” dal vincitore Perrot.
Un piazzamento fondamentale in ottica classifica generale. Giacomel, con 767 punti, mantiene il pettorale giallo di leader, ma vede assottigliarsi il suo vantaggio proprio sul francese Eric Perrot, ora secondo a sole 23 lunghezze di distanza (744 punti). La lotta per la sfera di cristallo si preannuncia più avvincente che mai nelle prossime gare.
“Avevo un bel piano in testa e fino all’ultima serie l’ho eseguito anche molto bene”, ha commentato Giacomel a fine gara. “Purtroppo nell’ultima serie in piedi sul primo colpo mi sono un po’ scoordinato e poi mi è entrata una folata d’aria. Il tiro a terra è la parte dove di solito faccio più fatica e oggi quella è andata bene, peccato che il tiro in piedi mi ha lasciato a terra”. Parole di rammarico ma anche di consapevolezza della propria forza, con lo sguardo già rivolto ai prossimi appuntamenti per difendere il primato.
LA SITUAZIONE DEGLI ALTRI AZZURRI IN GARA
La tappa di Nove Mesto, che precede l’attesissimo appuntamento con i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, ha visto al via altri due atleti italiani. Patrick Braunhofer ha concluso al 34° posto con tre errori al tiro (0-0-1-2), a 4’19” dal vincitore. Più attardato Elia Zeni, scivolato nelle retrovie a causa di cinque errori complessivi (0-0-3-2). La squadra azzurra, comunque, può festeggiare una giornata memorabile, trainata dall’esperienza del suo veterano e dalla solidità del suo giovane leader.
Il programma della tappa ceca prosegue domani con l’analoga prova femminile, dove le biatlete italiane cercheranno di emulare le gesta dei loro compagni di squadra.
