Missione compiuta: la Juve piega il Benfica e vede l’Europa che conta

Una vittoria di carattere, di pazienza e di qualità. La Juventus di Luciano Spalletti doma un Benfica ostico e ben messo in campo da José Mourinho, vincendo per 2-0 e staccando il pass per i play-off di Champions League con una giornata d’anticipo. In un Allianz Stadium vestito a festa, sono state le fiammate di Marcus Thuram e Weston McKennie nella ripresa a decidere un incontro teso e tatticamente complesso. Un successo che non solo garantisce l’obiettivo minimo, ma che lascia aperta la porta del sogno: con una vittoria a Montecarlo contro il Monaco, i bianconeri potrebbero ancora centrare l’accesso diretto ai quarti di finale, evitando le insidie degli spareggi.

Spalletti ha confermato in blocco la squadra che aveva ben figurato a Cagliari, con due sole eccezioni: Di Gregorio tra i pali e, soprattutto, la scelta di Marcus Thuram in mediana al posto di Koopmeiners, una mossa che si rivelerà decisiva. Il tecnico di Certaldo ha disegnato una squadra a trazione anteriore, con il terminale offensivo Jonathan David supportato da un trio di trequartisti dinamici e imprevedibili come McKennie, Miretti e il talentuoso Yildiz. Dall’altra parte, Mourinho, alle prese con numerose assenze, ha risposto con un modulo accorto, affidandosi all’unica punta Pavlidis e alla fantasia del trio Prestianni, Sudakov e Schjelderup per pungere in ripartenza.

Primo tempo bloccato, fischi e un brivido per Locatelli

L’atmosfera dello Stadium, gremito in ogni ordine di posto e colorato unicamente di bianconero a causa del divieto di trasferta imposto ai tifosi portoghesi, ha spinto la Juventus a partire forte. Le prime battute hanno visto un botta e risposta immediato: prima Sudakov ha scaldato i guantoni di Di Gregorio, poi Yildiz, sul fronte opposto, ha costretto Trubin a una respinta non semplice. È stato proprio il giovane talento turco il più vivace dei suoi, sfiorando il gol al 18′ con un destro a giro che ha fatto gridare al gol. Tuttavia, esaurita la spinta iniziale, la manovra bianconera ha perso fluidità e precisione. Il Benfica, sornione, ha iniziato a prendere campo, approfittando di diversi errori tecnici dei padroni di casa. Il più grave è stato un sanguinoso pallone perso da capitan Locatelli al limite della propria area, un errore che ha spalancato la porta a Sudakov; solo un super intervento di Di Gregorio e la successiva scivolata provvidenziale di Kelly hanno evitato il peggio. Il primo tempo si è così concluso tra qualche mugugno del pubblico, con la Juve che rientrava negli spogliatoi dopo un colpo di testa alto di Miretti, apparso sottotono e prontamente sostituito a inizio ripresa da Conceicao.

La ripresa è un’altra musica: Thuram e McKennie scatenano la festa

Al rientro in campo, dopo un ultimo spavento su un tiro di Pavlidis deviato in angolo, la Juventus ha cambiato marcia. La squadra di Spalletti è apparsa trasformata, più aggressiva e determinata. Il preludio al gol è arrivato con una grande occasione per McKennie, neutralizzata da un riflesso felino di Trubin. Ma era solo questione di minuti. Al 55′, la svolta: David ha protetto palla con caparbietà al limite dell’area, favorendo l’inserimento perfetto di Marcus Thuram. Il francese, con una progressione devastante, si è portato la palla sul destro e ha fulminato il portiere avversario con un rasoterra preciso sul primo palo, facendo esplodere lo Stadium.

Il gol ha sbloccato psicologicamente i bianconeri e tramortito il Benfica. Passati appena nove minuti, al 64′, la Juventus ha trovato il raddoppio. L’azione, di pregevole fattura, è stata orchestrata da un doppio uno-due tra Weston McKennie e David, con il texano che, liberato in area, ha mostrato una freddezza glaciale nel battere Trubin con un destro chirurgico all’angolino. Un 2-0 che ha messo in cassaforte il risultato e la qualificazione. Nel finale, il Benfica ha provato a reagire con orgoglio, colpendo un palo con Aursnes sugli sviluppi di un corner e vedendosi negare il tris da un altro legno colpito da uno scatenato McKennie. A dieci minuti dal termine, l’episodio che avrebbe potuto riaprire la partita: Bremer ha commesso un’ingenuità su Barreiro, inducendo l’arbitro Gozubuyuk, dopo consulto al VAR, a concedere il calcio di rigore. Dal dischetto si è presentato Pavlidis che, però, è scivolato goffamente al momento del tiro, calciando alle stelle e provocando il sorriso amaro di Mourinho in panchina. È stato l’ultimo sussulto di una serata di festa, che proietta la Juventus verso il big match di campionato contro il Napoli con rinnovato entusiasmo e la consapevolezza di poter ancora recitare un ruolo da protagonista in Europa.

Di nike

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