BODØ, NORVEGIA – Il calcio, nella sua essenza più pura, è il regno dell’impossibile che diventa realtà. E in una fredda serata di gennaio, ben oltre il Circolo Polare Artico, questa massima ha trovato la sua ennesima, gloriosa conferma. L’Aspmyra Stadion di Bodø, una fortezza incastonata tra i fiordi norvegesi, è diventato il palcoscenico di un’impresa memorabile: il Bodø/Glimt, alla sua prima vittoria in questa edizione della Champions League, ha impartito una lezione di calcio, cuore e intensità al Manchester City di Pep Guardiola, travolgendolo per 3-1. Una sconfitta clamorosa che non solo frena la corsa dei campioni d’Europa ma che resterà impressa nella memoria collettiva di questo sport.
LA CRONACA DI UNA NOTTE INDIMENTICABILE
Fin dai primi minuti si è capito che non sarebbe stata una serata qualunque per i Citizens. Il Bodø/Glimt, guidato dal suo stratega Kjetil Knutsen, ha approcciato la gara con una sfrontatezza e un’organizzazione tattica che hanno immediatamente messo in crisi il palleggio ospite. Il pressing asfissiante e le ripartenze fulminee dei norvegesi hanno mandato in tilt la retroguardia inglese, che si è sgretolata sotto i colpi di un uomo su tutti: Kasper Hogh. L’attaccante danese, classe 2000, è stato il protagonista assoluto del primo tempo, un vero e proprio incubo per la difesa di Guardiola.
Tra il 22′ e il 24′ minuto, l’Aspmyra Stadion è esploso per due volte in 119 secondi. In entrambe le occasioni, l’azione si è sviluppata sulla fascia destra, con Ole Didrik Blomberg a vestire i panni dell’assist-man e Hogh quelli del finalizzatore implacabile. Prima un colpo di testa in tuffo su un cross preciso, poi un destro al volo a coronamento di una ripartenza letale. Un uno-due micidiale che ha lasciato il Manchester City alle corde, incapace di reagire e visibilmente sorpreso dalla veemenza dei padroni di casa.
LA RIPRESA: L’ILLUSIONE DI CHERKI E IL CROLLO DI RODRI
Se qualcuno si aspettava una reazione veemente del City nella ripresa, è stato presto smentito. Dopo un gol annullato per fuorigioco a Evjen al 52′, che aveva fatto tremare ancora una volta gli inglesi, il Bodø/Glimt ha calato il tris. Al 58′, l’ex conoscenza del calcio italiano, Jens Petter Hauge, ha raccolto palla sulla trequarti, si è involato verso la porta e ha lasciato partire un destro a giro magnifico che si è insaccato all’incrocio dei pali, rendendo vano il tuffo di Donnarumma. Un gol da cineteca che ha sancito il 3-0 e ha fatto sprofondare il City in un incubo.
La rete della speranza per gli ospiti è arrivata quasi subito, al 60′, con una conclusione da fuori area di Rayan Cherki, deviata, che ha accorciato le distanze. Un gol che sembrava poter riaprire la partita, dando al City mezz’ora di tempo per tentare una rimonta che avrebbe avuto del clamoroso. Ma le speranze si sono infrante appena due minuti dopo. Rodri, il metronomo e leader emotivo della squadra, ha perso la testa: due ammonizioni rimediate nel giro di 53 secondi lo hanno spedito anzitempo sotto la doccia, lasciando i suoi compagni in dieci uomini. L’ingenuità del centrocampista spagnolo ha di fatto chiuso ogni discorso, consegnando la vittoria ai norvegesi e trasformando l’ultima parte di gara in una pura formalità.
ANALISI DI UN CROLLO: SOTTOVALUTAZIONE O MERITO ASSOLUTO?
Questa sconfitta, la seconda in questa fase a gironi per il Manchester City, lascia aperti molti interrogativi. La squadra di Guardiola, pur rimanendo a 13 punti in classifica, ha mostrato una fragilità inaspettata. Dall’altra parte, non si può non celebrare l’impresa del Bodø/Glimt, che sale a 6 punti e si regala una notte da sogno. Questa non è una vittoria casuale, ma il frutto di una programmazione e di un’identità di gioco ben precisa, che già in passato aveva mietuto vittime illustri in campo europeo, come la Roma di Mourinho, travolta 6-1 in Conference League nel 2021.
Il club del nord della Norvegia si conferma una realtà solida e temibile, soprattutto tra le mura amiche, dove il campo sintetico e il clima rigido diventano alleati preziosi. Per il Manchester City, questo ko è un campanello d’allarme in vista della fase a eliminazione diretta e una macchia su un percorso fin qui quasi perfetto. In un gesto di grande responsabilità, i giocatori del City hanno deciso di rimborsare le spese di viaggio ai 374 tifosi che li hanno seguiti nella gelida trasferta artica, un modo per scusarsi di una prestazione definita “imbarazzante” dallo stesso Erling Haaland.
