ROMA – Un silenzio carico di desiderio, paesaggi sconfinati che diventano specchio dell’anima e un amore tanto potente quanto proibito. A quasi trent’anni dalla pubblicazione del racconto di Annie Proulx e a vent’anni dal successo cinematografico planetario del film di Ang Lee, la storia di Ennis Del Mar e Jack Twist torna a emozionare e a far riflettere. Questa volta, però, lo fa attraverso il linguaggio intimo e potente del teatro. “Brokeback Mountain – A Play with Music” ha debuttato in Italia, portando in scena una delle narrazioni più toccanti e significative della cultura contemporanea. La regia e l’adattamento italiano sono firmati da Giancarlo Nicoletti, che ha raccolto la sfida di trasporre un’opera così iconica per il palcoscenico, in una tournée nazionale che sta facendo tappa al Teatro Quirino di Roma.
Una “Play with Music”: la colonna sonora delle anime
La caratteristica distintiva di questo adattamento, basato sulla versione di Ashley Robinson che ha trionfato a Londra, è la sua natura di “play with music”. Non un musical, ma un’opera di prosa in cui la musica non è semplice accompagnamento, ma diventa un elemento drammaturgico fondamentale, una vera e propria voce narrante che esplora il tumultuoso mondo interiore dei protagonisti. A dare voce a queste emozioni è la straordinaria Malika Ayane, che interpreta dal vivo i brani originali composti da Dan Gillespie Sells. Accompagnata da una band di quattro elementi (Marco Bosco al pianoforte, Giulio Scarpato al basso e contrabbasso, Giacomo Belli alle chitarre), la sua performance è un controcanto evocativo e sentimentale che traccia i contorni di un amore vissuto tra silenzi e sguardi, in un’America rurale, quella del Wyoming del 1963, maschilista e retrograda.
Il Cast: volti e anime di un amore tormentato
Nei panni dei due cowboy, Ennis e Jack, troviamo due giovani e carismatici attori del panorama italiano: Edoardo Purgatori e Filippo Contri. Purgatori interpreta un Ennis Del Mar introverso, tormentato, diviso tra il sentimento insopprimibile per Jack e il desiderio di una vita “normale”, con una famiglia e un lavoro. La sua sofferenza è palpabile, un groviglio di paura e amore che lo consuma. Contri, d’altro canto, dà vita a un Jack Twist più estroverso, sognatore, desideroso di vivere pienamente quel legame, spesso scontrandosi con la prudenza e i timori di Ennis. Un dualismo che rappresenta il cuore pulsante della narrazione.
Accanto a loro, una convincente Mimosa Campironi veste i panni di Alma, la moglie di Ennis, testimone silenziosa e poi consapevole di una verità inconfessabile. Completa il cast Matteo Milani, abile nel destreggiarsi tra i vari personaggi di contorno che popolano questo mondo aspro e giudicante. La scenografia, firmata da Alessandro Chiti, è essenziale e geometrica, alludendo alle montagne del titolo, luoghi che diventano simbolo di libertà e prigione al tempo stesso.
La Trama: un amore che sfida il tempo e le convenzioni
La storia, nota al grande pubblico, è quella di due giovani mandriani assunti per sorvegliare un gregge sulla desolata Brokeback Mountain. In quell’isolamento, lontani da una società che impone rigidi schemi, scoprono un’attrazione reciproca che sfocia in una passione travolgente. Un legame che li lascerà sconcertati ma indissolubilmente legati. Al termine di quell’estate, le loro strade si dividono. Entrambi cercano di rientrare nei binari di una vita convenzionale: si sposano, hanno figli, trovano un lavoro. Ma il sentimento che li unisce non si spegne. Per vent’anni, la loro vita sarà scandita da incontri fugaci, con la scusa di battute di pesca, per rivivere quei momenti di autenticità sulla loro montagna. Una doppia vita logorante, vissuta nella costante paura di essere scoperti e di subire la violenza di una comunità che non perdona la diversità. Il finale, tragico e sospeso, lascia un’eco di dolore e ingiustizia che risuona ancora oggi con incredibile attualità.
Critica e accoglienza: tra applausi e perplessità
Lo spettacolo ha ricevuto un’accoglienza calorosa da parte del pubblico, che ha applaudito l’intensità della storia e la bravura degli interpreti. Tuttavia, alcune recensioni hanno sollevato delle perplessità. Se da un lato viene lodata l’originalità della formula “play with music” e l’innegabile talento di Malika Ayane, dall’altro si evidenzia come la regia di Nicoletti, a tratti, risulti quasi timorosa nell’esplorare fino in fondo la delicatezza e la profondità del rapporto sentimentale, concentrandosi maggiormente su un realismo che rischia di perdere parte della poesia originale. Alcuni critici hanno notato un “eccesso di testosterone” nella rappresentazione dei personaggi maschili, quasi a voler smorzare la portata emotiva della relazione omosessuale, e una certa difficoltà nel restituire in scena la vastità e il lirismo che caratterizzavano sia il racconto della Proulx che il film di Lee. Nonostante ciò, lo spettacolo si conferma un evento di grande importanza, capace di riaccendere il dibattito su temi universali come l’amore, l’identità e la lotta per l’accettazione.
La tournée, dopo il successo di città come Bologna e Milano, prosegue il suo viaggio toccando i principali teatri italiani, confermando come “Brokeback Mountain” sia una storia necessaria, un monito a non dimenticare e una celebrazione del coraggio di amare.
