Milano – Il conto alla rovescia per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è entrato nella sua fase più critica e gli occhi sono puntati su uno degli impianti simbolo, l’Arena Santa Giulia, destinata a ospitare le gare di hockey su ghiaccio. A margine dell’evento “Milano Wellness City 2030”, il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, ha fatto il punto della situazione, cercando di bilanciare ottimismo e realismo. “Credo che dappertutto ci sia qualcosa da sistemare. A 23 giorni dal via ci sono tanti dettagli da puntualizzare, è un dato di fatto”, ha dichiarato Malagò, utilizzando una metafora calzante: “Se volessi organizzare il tuo matrimonio tra 23 giorni, probabilmente ci sarebbero tanti dettagli che andrebbero puntualizzati”.

Un test event di “grandissimo successo”

Il cuore del messaggio di Malagò risiede nel successo dei recenti test event, in particolare le Final Four di Coppa Italia e del campionato italiano di Serie A di hockey. “I test event di Santa Giulia sono stati un grandissimo successo, con atleti, tifosi e federazioni entusiaste”, ha sottolineato con forza. Un riscontro positivo è giunto anche da oltreoceano: la prestigiosa National Hockey League (NHL) e la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) si sono dette “confidenti e felici di ciò che hanno visto”. Anche Andrea Varnier, CEO di Milano Cortina 2026, ha espresso soddisfazione, pur riconoscendo che “c’è ancora molto lavoro da fare”. Durante i tre giorni di gare, l’arena ha accolto oltre 22.000 spettatori, un segnale incoraggiante della passione del pubblico.

Nonostante l’esito positivo, durante l’evento inaugurale si è verificato un piccolo inconveniente: un buco formatosi nel ghiaccio ha richiesto una breve interruzione della prima partita. Un episodio definito non insolito per una pista nuova, ma che ha comunque alimentato alcuni dubbi sulla completa affidabilità dell’impianto.

La qualità del ghiaccio: un elemento imprescindibile e certificato

Al di là delle finiture e degli aspetti logistici, la vera sfida, come rimarcato da Malagò, era un’altra. “Il grande tema era garantire in tempo una competizione sportiva di alto livello e una certa qualità del ghiaccio, elemento imprescindibile. Tutto questo è stato certificato”. Questa certificazione rappresenta il pilastro su cui si fonda la fiducia del comitato organizzatore. La NHL e l’associazione dei giocatori (NHLPA) hanno definito il test un “buon banco di prova” che ha fornito “indicazioni importanti sullo stato attuale” dei lavori, assicurando che continueranno a monitorare la situazione.

L’arena, progettata dall’architetto di fama mondiale David Chipperfield, una volta a regime potrà ospitare fino a 16.000 spettatori e si svilupperà su una superficie di 77.000 metri quadrati. Un progetto ambizioso, di proprietà privata di CTS Eventim, che dopo i Giochi diventerà un’arena polifunzionale per concerti ed eventi sportivi, destinata a lasciare un’eredità duratura alla città di Milano.

Cantiere ancora aperto: cosa resta da fare

Malagò non ha nascosto che la corsa contro il tempo è ancora in atto. “Non sarebbe serio e corretto dire che è tutto pronto e impacchettato, se non altro perché bisogna completare gli aspetti relativi alle pulizie di cantiere”. All’esterno, infatti, i lavori proseguono per completare parcheggi, vie d’accesso e segnaletica. All’interno, sono necessari interventi sulle tribune, il completamento degli spogliatoi e la sistemazione di dettagli tecnici come tubi e cavi a vista. Una situazione che, secondo il presidente della Fondazione, rientra nella norma per un grande evento di questa portata.

Il completamento del PalaItalia, il cui costo si aggira intorno ai 240-280 milioni di euro, ha richiesto anche un intervento del governo per coprire degli extra-costi. Nonostante le difficoltà, il sindaco di Milano, Beppe Sala, si è detto fiducioso sul rispetto dei tempi.

Le altre opere e le polemiche

Mentre l’attenzione è concentrata su Santa Giulia, lo stato di avanzamento delle altre opere olimpiche sembra procedere positivamente. Il Villaggio Olimpico nell’ex scalo di Porta Romana è quasi ultimato e anche i padiglioni della Fiera di Rho, destinati all’hockey femminile, sono stati allestiti. Sul fronte dei trasporti, la metropolitana M4 è già operativa e sono in fase di completamento gli ammodernamenti di altre linee.

Nelle stesse ore, Malagò ha dovuto affrontare anche altre polemiche, in particolare quelle relative alla scelta dei tedofori per la fiamma olimpica, che secondo alcuni ex atleti avrebbe privilegiato personaggi dello spettacolo a discapito di medaglie d’oro. “Noi italiani saliamo facilmente sul podio del creare polemiche”, ha commentato, assicurando che nessun campione verrà escluso. Ha inoltre risposto alle critiche sui costi dei biglietti per i parenti degli atleti, definendolo un problema “esistito in tutte le Olimpiadi”.

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi, la macchina organizzativa di Milano-Cortina 2026 lavora senza sosta. La rassicurazione di Malagò sull’Arena Santa Giulia placa parzialmente le ansie, ma la sfida contro il tempo per consegnare un impianto impeccabile rimane aperta. Il successo dei test event è un’iniezione di fiducia fondamentale, ma saranno le prossime tre settimane a decretare la vittoria in questa complessa partita organizzativa.

Di nike

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