MILANO – Non solo gol ed emozioni, ma anche un concentrato di tensione e polemiche. Il big match della 20ª giornata di Serie A tra Inter e Napoli a San Siro, terminato con un pirotecnico 2-2, sarà ricordato soprattutto per la furiosa reazione di Antonio Conte, allenatore del Napoli, espulso per proteste al 71′ minuto. Un episodio che ha infiammato il finale di gara e ha tenuto banco nel post-partita, caratterizzato dal silenzio stampa del tecnico salentino e dalle parole del suo vice, Cristian Stellini, chiamato a gettare acqua sul fuoco.
LA CRONACA DI UNA SERATA ELETTRICA
La partita, cruciale per le zone alte della classifica, è stata un’altalena di emozioni. L’Inter si è portata in vantaggio per ben due volte, prima con Dimarco e poi con un calcio di rigore di Calhanoglu, ma il Napoli ha dimostrato un carattere indomito, riacciuffando il pareggio in entrambe le occasioni grazie a una straordinaria doppietta di Scott McTominay. Il risultato finale, un 2-2 che impedisce la fuga della capolista, è figlio di una gara combattuta e spettacolare.
L’EPISODIO CHIAVE: IL RIGORE E LA FURIA DI CONTE
La svolta della serata arriva intorno al 70′ minuto. Sul punteggio di 1-1, l’arbitro Daniele Doveri, richiamato dal VAR, assegna un calcio di rigore all’Inter per un pestone in area di Rrahmani su Mkhitaryan. La decisione scatena l’ira irrefrenabile di Antonio Conte. L’allenatore del Napoli esplode in proteste plateali, calciando un pallone e una bottiglietta a bordo campo. Le telecamere immortalano il suo labiale inequivocabile rivolto al quarto uomo e alla terna arbitrale: “Vergognatevi, vergognatevi!”. L’espulsione è immediata e inevitabile. Conte, furente, lascia il terreno di gioco per poi assistere agli ultimi, concitati minuti di gara da dietro la balaustra, continuando a dare indicazioni ai suoi.
IL SILENZIO DI CONTE, LA VOCE DI STELLINI
Nel post-partita, come già accaduto in altre occasioni dopo un’espulsione, Antonio Conte ha scelto la via del silenzio, disertando le consuete interviste con le televisioni. A presentarsi davanti ai microfoni è stato il suo fidato secondo, Cristian Stellini, che ha tentato di smorzare i toni e di contestualizzare la reazione del suo allenatore.
“Il mister già altre volte dopo un’espulsione ha deciso di non venire a parlare,” ha spiegato Stellini. “Speriamo che non succeda ancora, perché significherebbe che non viene espulso. E questo ci rende tutti più felici”. Il vice-allenatore ha poi precisato la natura dello sfogo di Conte: “La reazione era legata al gol subito, non all’episodio nello specifico. È stato un momento di frustrazione per lo svantaggio in un momento delicato della partita”.
Stellini ha volutamente evitato di commentare la decisione arbitrale, sottolineando la complessità della settimana precedente, segnata da altre polemiche arbitrali nella gara contro il Verona. “Non mi soffermerei sull’episodio del rigore. Dovremmo riavvolgere il nastro e non vogliamo farlo,” ha dichiarato, spostando l’attenzione sulla prestazione della squadra. “C’è grande soddisfazione per la reazione. Rimontare due volte l’Inter a San Siro non è mai facile, la squadra ha ampiamente meritato il pareggio e ha dimostrato di valere il titolo vinto l’anno scorso”.
UN PRECEDENTE NON ISOLATO E IL CONTESTO DELLE POLEMICHE
L’episodio di San Siro non è un fulmine a ciel sereno. Il rapporto tra Antonio Conte e la classe arbitrale è storicamente caratterizzato da momenti di alta tensione. La sua carriera, sia in Italia che all’estero, è costellata di proteste veementi e sfuriate che sono diventate, nel tempo, parte del suo personaggio. Questa espulsione si inserisce in un clima già surriscaldato, alimentato nelle settimane precedenti da schermaglie a distanza con l’allenatore dell’Inter, Chivu, e da un generale malcontento del club partenopeo per alcune decisioni arbitrali recenti. Lo stesso presidente De Laurentiis, via social, ha elogiato la squadra sottolineando le numerose assenze che hanno condizionato la stagione.
Il pareggio di San Siro lascia dunque invariate le distanze in vetta, ma lascia in eredità uno strascico di polemiche che animerà il dibattito sportivo per tutta la settimana, in attesa delle decisioni del Giudice Sportivo sulla squalifica di Antonio Conte.
