Una vittoria dal sapore amaro, un trionfo intriso di lacrime e dedicato a un amico che non c’è più. Tommaso Giacomel ha vissuto a Oberhof, in Germania, una delle giornate più intense e commoventi della sua carriera. Il biatleta di Vipiteno ha conquistato la 10 km Sprint, terza vittoria stagionale in Coppa del Mondo, ma il suo primo pensiero, il suo sguardo rivolto al cielo, è stato per Sivert Bakken, il giovane collega norvegese scomparso nel sonno il 23 dicembre durante un ritiro in Trentino, a Passo Lavazé.

Un’amicizia profonda legava l’azzurro al norvegese, un legame che andava oltre la competizione sportiva. “Caro Sivert, continueremo a inseguire il nostro sogno insieme”, aveva scritto Giacomel sui social il giorno della tragica notizia. E oggi, in terra tedesca, ha mantenuto la promessa nel modo che gli riesce meglio: sciando veloce e sparando con precisione, onorando la memoria dell’amico con una prestazione impeccabile.

Una gara perfetta nel segno di Sivert

La vigilia della gara era carica di tensione e di emozioni. Giacomel aveva dichiarato di voler dare “il massimo per renderlo orgoglioso”, convinto che fosse ciò che Bakken avrebbe voluto. E così è stato. L’atleta delle Fiamme Gialle, 25 anni, ha dominato la gara dal primo all’ultimo metro. Veloce sugli sci e preciso al poligono nonostante un errore nella sessione a terra, ha tagliato il traguardo con il tempo di 25:01.7, lasciandosi andare a un pianto liberatorio, un misto di gioia per l’impresa sportiva e di dolore per la perdita incolmabile.

Prima della partenza, Giacomel si è unito al team norvegese in un toccante minuto di raccoglimento per commemorare Bakken. Un gesto di vicinanza e di condivisione del dolore che ha testimoniato ancora una volta la grande umanità dell’atleta italiano e i valori di fratellanza che animano il mondo del biathlon. In segno di rispetto, il pettorale numero 1, simbolicamente assegnato a Bakken, non è stato indossato da nessun atleta in gara.

La conquista della vetta e le parole di un campione

Questo successo non ha solo un valore simbolico. Grazie ai punti conquistati e all’assenza del leader Johan-Olav Botn, Giacomel ha raggiunto la vetta della classifica di specialità della Sprint con 234 punti. Si è lasciato alle spalle lo stesso Botn, fermo a 200, e il francese Eric Perrot. Un risultato straordinario che proietta l’azzurro tra i grandi protagonisti della stagione e lo colloca al secondo posto nella classifica generale di Coppa del Mondo, a soli 39 punti dal leader norvegese.

“Credo sia uno dei giorni più controversi della mia vita”, ha confessato Giacomel a caldo, con la voce rotta dall’emozione. “Uno dei più tristi ed uno dei più belli a livello sportivo. Vincere una gara di Coppa del Mondo dovrebbe dare tanta gioia, ma non ho nulla di cui essere felice oggi, se non per la mia performance che è stata buona”. Le sue parole, cariche di sincerità, rivelano la profondità del suo stato d’animo: “Ho tante sensazioni nella testa, tristezza e rabbia. È difficile spiegare come mi sento, quando viene a mancare qualcuno molto speciale, si stravolge un po’ il quotidiano. Ma bisogna tornare a fare il proprio lavoro nel miglior modo possibile e credo di averlo fatto nei giorni scorsi, anche se è stato difficile. È il mio lavoro, ma non è divertente al momento”.

Il biathlon si stringe nel ricordo di Bakken

La scomparsa di Sivert Guttorm Bakken a soli 27 anni ha scosso profondamente l’intero circo bianco. Trovato senza vita nella sua stanza d’albergo a Passo Lavazé il 23 dicembre, le circostanze della sua morte sono ancora oggetto di indagine, con l’attenzione degli inquirenti focalizzata su una maschera per l’allenamento in altitudine trovata con lui. La dedica di Giacomel, le lacrime dei compagni di squadra norvegesi, il minuto di silenzio, sono stati il tributo di un mondo che, pur nella competizione, sa riconoscere i legami umani e condividere il dolore. La vittoria di Tommaso Giacomel a Oberhof non sarà ricordata solo per la perfezione tecnica del gesto atletico, ma soprattutto per il suo enorme valore umano: un omaggio commovente a un amico, un sogno che continua a vivere nel cuore e sugli sci di chi resta.

Di nike

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