Algeri – Un’amara sorpresa ha accolto gli algerini al loro risveglio nel primo giorno del 2026. Le stazioni di servizio in diverse regioni del Paese, in particolare nell’est come Costantina, Mila e Jijel, hanno applicato da subito nuovi listini per i carburanti, segnando un rincaro improvviso e non annunciato che ha immediatamente acceso il dibattito pubblico e generato un’ondata di malcontento. La mossa, del tutto inattesa, si scontra palesemente con le disposizioni della legge finanziaria 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale appena la sera precedente, la quale non conteneva alcun riferimento a possibili aumenti.
I Dettagli degli Aumenti
L’adeguamento dei prezzi alla pompa ha interessato tutti i principali tipi di carburante, colpendo direttamente il potere d’acquisto dei cittadini e i costi operativi delle imprese. Nel dettaglio, i nuovi prezzi sono i seguenti:
- Il litro di gasolio (Mazout) è passato da 29,01 dinari (circa 0,19 euro) a 31 dinari (circa 0,21 euro).
- Il prezzo della benzina senza piombo è salito da 45,62 dinari (circa 0,30 euro) a 47 dinari (circa 0,31 euro) al litro.
- Il Gas di Petrolio Liquefatto (GPL-c o Sirghaz), noto per essere il carburante più economico e diffuso nel Paese, ha subito l’incremento percentuale più significativo, passando da 9 dinari (circa 0,06 euro) a 12 dinari (circa 0,08 euro) al litro.
L’ultimo aumento di questa portata risaliva al giugno 2020, introdotto con una legge di bilancio complementare in risposta al crollo dei prezzi del petrolio causato dalla pandemia di Covid-19.
Un Fulmine a Ciel Sereno: La Contraddizione con la Legge Finanziaria
Ciò che rende questo rincaro particolarmente indigesto per l’opinione pubblica è la sua apparente illegittimità. La legge finanziaria per il 2026, approvata e pubblicata, non solo non menzionava alcun aumento, ma i suoi articoli 54, 55 e 56 specificavano esplicitamente il mantenimento “senza cambiamenti” delle tasse e dei diritti sui prodotti petroliferi. Questa discrepanza ha alimentato un forte senso di frustrazione e sfiducia verso le istituzioni.
Una nota, attribuita all’Autorità di Regolazione degli Idrocarburi (ARH) e circolata viralmente sui social media, sembra essere all’origine della disposizione applicata dai distributori. Tuttavia, al momento, l’ARH non ha rilasciato alcuna comunicazione ufficiale, né una conferma né una smentita, lasciando cittadini e operatori in un limbo di incertezza. Mustapha Zebdi, presidente dell’Organizzazione algerina per la protezione dei consumatori (APOCE), ha criticato aspramente la totale mancanza di comunicazione da parte delle autorità competenti, sottolineando il diritto fondamentale del consumatore a essere informato preventivamente su misure che impattano così direttamente sul costo della vita.
Il Contesto Economico e le Strategie Future
Questo aumento si inserisce in un quadro economico e strategico complesso per l’Algeria. Il governo, guidato dal presidente Abdelmadjid Tebboune, ha recentemente annunciato una svolta significativa nella politica energetica: il divieto di importazione di gasolio a partire proprio dal 2026. Questa decisione mira a rafforzare la produzione interna e la capacità di raffinazione nazionale, riducendo la dipendenza dall’estero. Tuttavia, la coincidenza di questo annuncio con l’aumento dei prezzi solleva interrogativi su come il governo intenda gestire la transizione e mitigare l’impatto sociale di tali misure.
L’economia algerina, membro dell’OPEC, rimane fortemente dipendente dagli idrocarburi. Sebbene la legge di bilancio 2026 preveda una crescita economica del 4,1% e punti a una diversificazione economica per rafforzare i settori non petroliferi, la stabilità sociale del Paese si è storicamente basata su una politica di sussidi e prezzi calmierati, resa possibile dalle rendite energetiche. L’aumento a sorpresa potrebbe quindi essere interpretato come un segnale della necessità per lo Stato di reperire nuove entrate o di ridurre la spesa per i sussidi, in un contesto di volatilità del mercato energetico globale.
Reazioni e Prospettive
L’indignazione sui social media è stata immediata e diffusa, con i cittadini che lamentano una decisione presa “di soppiatto” e senza alcuna giustificazione pubblica. L’incertezza regna sovrana, e si attendono chiarimenti urgenti da parte del governo o delle autorità di regolazione per comprendere la logica dietro questa misura e le sue implicazioni a lungo termine. La sfida per le autorità algerine sarà quella di bilanciare le esigenze di bilancio e la strategia di sovranità energetica con la necessità di mantenere la pace sociale e proteggere il potere d’acquisto delle famiglie, già eroso dall’inflazione. La gestione di questa crisi di comunicazione sarà cruciale per ripristinare la fiducia e delineare un percorso chiaro per il futuro energetico ed economico del Paese.
