ROMA – Il rombo dei motori è pronto a riecheggiare tra le dune e i canyon dell’Arabia Saudita. Scatta sabato 3 gennaio la 47ª edizione della Dakar, primo, attesissimo atto della nuova stagione del motorsport mondiale. Per il settimo anno consecutivo, il rally-raid più celebre e massacrante del pianeta si correrà interamente sul suolo saudita, confermando una partnership che dal 2020 ha aperto un nuovo, affascinante capitolo nella storia di questa competizione leggendaria. L’edizione 2026 si preannuncia come una delle più impegnative degli ultimi anni, con un percorso ad anello che prenderà il via e si concluderà a Yanbu, sulle sponde del Mar Rosso, dopo 13 tappe estenuanti e un prologo iniziale che definirà l’ordine di partenza.
Un Percorso Brutale: Quasi 8.000 km di Sfida Pura
Gli organizzatori dell’ASO hanno disegnato un tracciato che promette di spingere al limite uomini e mezzi. Per la categoria delle auto, il percorso complessivo misura ben 7.994 chilometri, di cui 4.880 di prove speciali cronometrate, il cuore pulsante della gara dove la velocità e la navigazione faranno la differenza. Il resto del tragitto sarà dedicato ai trasferimenti, momenti cruciali per la logistica e per tentare di recuperare energie preziose. La carovana affronterà un anello che, dopo la partenza da Yanbu, si dirigerà verso l’interno toccando località come Ha’il per poi raggiungere la capitale Riyadh per il tradizionale giorno di riposo, previsto per il 10 gennaio. La seconda settimana si preannuncia ancora più selettiva, esplorando territori inediti nel sud-ovest del paese prima di fare ritorno sulla costa.
Una delle principali novità regolamentari del 2026 è l’addio alla discussa tappa “Crono 48 ore”, introdotta nel 2024 e che aveva generato polemiche per la sua eccessiva componente strategica. Al suo posto, il percorso reintroduce il fascino classico delle tappe Marathon, previste in due distinti momenti della gara. Durante queste tappe, i concorrenti non potranno ricevere assistenza esterna al bivacco notturno, dovendo contare unicamente sulle proprie capacità meccaniche e sulla perfetta gestione del mezzo.
Moto: Sanders per il Bis, Honda e gli Outsider all’Assalto
Sulle due ruote, i fari sono puntati sull’australiano Daniel Sanders, che in sella alla sua KTM ufficiale proverà a difendere il titolo meritatamente conquistato nell’edizione 2025. Sanders, che lo scorso anno dominò la gara dall’inizio alla fine, dovrà guardarsi le spalle da una concorrenza quanto mai agguerrita. Il team Red Bull KTM Factory Racing schiera anche l’esperto argentino Luciano Benavides e il giovane talento spagnolo Edgar Canet, promosso dopo la vittoria nella categoria Rally2 del 2025.
La principale rivale si conferma la Honda, con un vero e proprio squadrone di piloti di vertice: lo spagnolo Tosha Schareina (secondo nel 2025), lo statunitense Ricky Brabec, il francese Adrien Van Beveren (terzo lo scorso anno) e l’altro americano Skyler Howes. Attenzione anche ai possibili outsider, come il sudafricano Bradley Cox e lo spagnolo Lorenzo Santolino del team Sherco, pronti a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice.
L’Italia delle due ruote sarà rappresentata da una pattuglia di sette piloti. Le speranze maggiori sono riposte sul toscano Paolo Lucci, portacolori del team RS Moto su Honda, che punta a migliorare il 15° posto del 2023 e a inserirsi nella top-15 assoluta. Con lui, a tenere alto il tricolore, ci saranno anche Tommaso Montanari, Cesare Zacchetti, Tiziano Internò, Manuel Lucchese e i debuttanti Mattia Riva e Andrea Gava.
Auto: Al Rajhi Profeta in Patria, ma la Concorrenza è Stellare
Nella categoria auto, la sfida per la vittoria finale si preannuncia incandescente. Il saudita Yazeed Al Rajhi, a bordo della sua Toyota Hilux del team Overdrive Racing, cercherà di bissare lo storico successo del 2025, il primo per un pilota locale. Ma la concorrenza è di livello assoluto. La Toyota Hilux si conferma la vettura di riferimento, schierata da numerosi team e con una pattuglia di piloti di prim’ordine. Tra questi, spicca il sudafricano Henk Lategan, secondo nel 2025, e il giovane statunitense Seth Quintero, noto per la sua capacità di vincere tappe in ogni categoria.
Grande attesa circonda il debutto sulle quattro ruote di una leggenda delle moto: l’australiano Toby Price. Dopo due trionfi con la KTM, Price tenta la storica impresa di vincere anche con le auto, unendosi a un club esclusivissimo di campioni. Al suo fianco, in un equipaggio da sogno, ci sarà un altro ex-motociclista vincente come Sam Sunderland nel ruolo di navigatore.
Ma i pretendenti al trono non finiscono qui. I “soliti noti” sono pronti a dare battaglia: il francese Sébastien Loeb e il qatariota Nasser Al-Attiyah guidano il “dream team” Dacia, mentre il leggendario Carlos Sainz Sr. è al volante della Ford Raptor, affiancato da Nani Roma e Mattias Ekström, terzo nel 2025. Da non sottovalutare anche il portoghese Joao Ferreira, che quest’anno punta a migliorare l’ottavo posto della passata edizione.
Anche tra le auto ci sarà un tocco di tricolore con l’equipaggio dei fratelli Silvio e Tito Totani, e con i co-piloti Maurizio Gerini e Mirko Brun. Nella categoria Challenger, la bolognese Rebecca Busi affronterà la sua quarta Dakar, mentre tra i camion il veterano Claudio Bellina, alla sua 19ª partecipazione, guiderà il truck di Italtrans Racing Team.
