La Francia saluta una delle sue icone più luminose e complesse, Brigitte Bardot, spentasi domenica all’età di 91 anni nella sua leggendaria residenza La Madrague a Saint-Tropez. La sua dipartita non solo lascia un vuoto incolmabile nel mondo del cinema e dell’attivismo per i diritti degli animali, ma innesca anche un acceso dibattito sulle sue ultime volontà e sull’opportunità di un omaggio nazionale, specchio di una figura tanto amata quanto controversa.
Il mistero della sepoltura: La Madrague o il cimitero marino?
Nelle ore immediatamente successive alla notizia della sua morte, un velo di incertezza ha avvolto il luogo della sua eterna dimora. Per anni, “BB” aveva espresso il desiderio di essere sepolta nel giardino della sua proprietà, La Madrague, acquistata alla fine degli anni ’50 e trasformata in un rifugio per i suoi amatissimi animali. “Preferisco riposare lì piuttosto che nel cimitero di Saint-Tropez dove una folla di stronzi rischierebbe di sciupare la tomba dei miei genitori e dei miei nonni”, aveva dichiarato in un’intervista del 2018. Questa volontà era stata inizialmente confermata anche da persone a lei vicine, come la giornalista e amica Wendy Bouchard.
Tuttavia, il Comune della celebre località della Costa Azzurra ha successivamente comunicato che l’attrice riposerà nel cimitero marino di Saint-Tropez, nella tomba di famiglia accanto ai genitori. Una decisione che ha sorpreso molti, suggerendo un cambiamento nelle sue ultime volontà per ragioni non ancora rese note. La prefettura locale ha confermato di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale per una sepoltura privata presso l’abitazione. La sua tomba, semplice come il suo stile di vita degli ultimi decenni, si troverà non lontano da quella del suo primo marito, il regista Roger Vadim, che la diresse nel film che la consacrò a icona mondiale, “E Dio creò la donna”.
I funerali si terranno mercoledì 7 gennaio nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption a Saint-Tropez. La cerimonia religiosa sarà privata, ma per permettere a residenti e ammiratori di porgere l’ultimo saluto, sarà trasmessa su maxischermi installati sul porto e nella centrale Place des Lices. Seguirà una sepoltura in forma strettamente riservata.
L’omaggio nazionale: una Francia divisa
La figura di Brigitte Bardot, tuttavia, non smette di dividere l’opinione pubblica e la politica francese nemmeno dopo la sua scomparsa. La proposta di un omaggio nazionale, avanzata da esponenti della destra, ha scatenato un’immediata e aspra polemica. A farsi portavoce della richiesta è stato Eric Ciotti, leader del partito di destra radicale Udr, alleato del Rassemblement National, che ha invitato il presidente Emmanuel Macron a organizzare una commemorazione solenne, simile a quella tributata al cantante Johnny Hallyday nel 2017.
La risposta della sinistra non si è fatta attendere. Olivier Faure, segretario del Partito Socialista, ha respinto con fermezza l’ipotesi, ricordando su X (ex Twitter) che “gli omaggi nazionali vengono organizzati per servizi eccezionali resi alla Nazione”. Pur riconoscendo il ruolo di Bardot come “attrice emblematica della Nouvelle Vague” che “ha segnato il cinema francese”, Faure ha sottolineato come l’icona abbia anche “voltato le spalle ai valori repubblicani” e sia stata “pluri-condannata dalla giustizia per razzismo“. Una posizione che riflette la complessità di una personalità che, dopo aver abbandonato il cinema a soli 39 anni per dedicarsi anima e corpo alla causa animale, si è spesso distinta per dichiarazioni controverse e vicinanza a posizioni di estrema destra.
Secondo fonti dell’Eliseo, il presidente Macron avrebbe proposto alla famiglia l’organizzazione di una cerimonia ufficiale, ma i familiari non avrebbero dato seguito all’iniziativa, chiudendo di fatto il dibattito.
Un’eredità di arte, attivismo e controversie
Al di là delle polemiche, Brigitte Bardot lascia un’eredità immensa. Come attrice, ha incarnato un ideale di libertà e sensualità che ha rivoluzionato l’immagine femminile nel dopoguerra, diventando un simbolo universale. Come attivista, attraverso la sua Fondazione, ha condotto battaglie instancabili per la difesa degli animali, un impegno che continuerà anche dopo di lei. La sua vita, segnata da un successo planetario e da un successivo, volontario ritiro dalle scene, rimane una testimonianza potente di una donna libera e indomabile, capace di suscitare amore incondizionato e critiche feroci, oggi come ieri. Saint-Tropez si prepara a salutare la sua “Marianne”, lasciando che il mare di fronte al quale ha scelto di riposare culli per sempre il ricordo di una vera leggenda del Novecento.
