Un invito a rallentare, a sorridere, a lasciarsi sorprendere dalla vita. Questo è il messaggio che Renzo Arbore, icona indiscussa della radio e della televisione italiana, lancia con il suo ultimo lavoro letterario, “Mettetevi Comodi. Vita, peripezie e tutto il resto”. Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti, un’esortazione a prendersi il tempo per ascoltare una storia che ha attraversato e plasmato la cultura popolare del nostro Paese. Realizzato in forma di lunga e appassionata conversazione con il giornalista Andrea Scarpa, storica firma de “Il Messaggero”, il libro, edito da Fuoriscena, è un viaggio avvincente nella memoria di un artista poliedrico, un innovatore che ha saputo rivoluzionare i linguaggi dello spettacolo con intelligenza, ironia e un’inconfondibile eleganza.

Un Mosaico di Ricordi tra Pubblico e Privato

Lungi dall’essere una semplice biografia cronologica, “Mettetevi Comodi” si presenta come un mosaico di ricordi, aneddoti e riflessioni che spaziano dal pubblico al privato, senza filtri né reticenze. Come spiega lo stesso Scarpa, l’idea è nata quasi per caso, dopo che Arbore lesse un precedente libro del giornalista sulla Rai. Nonostante un’iniziale ritrosia (“Ma che devo dire? Ho già fatto tante cose”), Arbore ha accettato la sfida, conquistato dalla proposta di un racconto a doppio binario: da un lato le sue grandi passioni, la musica in primis, dall’altro i suoi “luoghi del cuore”, da Foggia a Napoli, da Roma al mondo intero. Il meccanismo narrativo, ispirato al “vaso di vetro” di Raffaella Carrà, vede Scarpa “pescare” domande e provocazioni, generando un flusso di coscienza continuo e sorprendente, che salta con agilità tra epoche e temi diversi.

Emerge così il ritratto di un uomo che, come recita la prefazione, “ha visto gli Ufo, ha vissuto di musica, ha sondato l’inconsueto”. Un’esistenza straordinaria, quasi picaresca, costellata di avventure incredibili: dalle esperienze da naufrago stile Robinson Crusoe alle consultazioni con un mago, fino all’essere stato sospettato di un omicidio. Aneddoti che si intrecciano con la storia d’Italia, offrendo uno spaccato unico e personale di come è cambiato il Paese negli ultimi sessant’anni.

L’Innovatore Gentile della Radio e della TV

Al centro del racconto c’è, inevitabilmente, la sua carriera di “rivoluzionario gentile” dello spettacolo. Dalle prime fascinazioni per la canzone napoletana, ascoltata nella sua Foggia dai muratori del dopoguerra, all’amore viscerale per il jazz, sviluppato negli anni universitari a Napoli, la musica è sempre stata la colonna sonora e il motore della sua creatività. Una passione che lo ha portato a inventare programmi radiofonici e televisivi che hanno fatto epoca, da “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento”, che svecchiarono l’etere, a “L’Altra Domenica”, “Quelli della Notte” e “Indietro Tutta!”, che hanno scardinato i canoni del varietà tradizionale.

Arbore è stato un precursore su innumerevoli fronti: ha introdotto il talk show, le telefonate in diretta, ha creato un umorismo surreale e intelligente che ha lanciato talenti del calibro di Roberto Benigni e Nino Frassica. Il libro è un florilegio di incontri memorabili con i più grandi protagonisti della cultura italiana: da Federico Fellini a Luciano De Crescenzo, da Gigi Proietti a Monica Vitti. Storie sorprendenti, come quella di un Giulio Andreotti vestito da cowboy a una festa o di Bettino Craxi che gli propose la candidatura a sindaco di Napoli. Persino un cameo di Martin Scorsese nel suo primo film, “Il Pap’occhio” (1980).

Una delle cifre stilistiche di Arbore è sempre stata quella di non replicare mai le formule di successo. Nonostante offerte economiche principesche, come un assegno in bianco da parte di Silvio Berlusconi, ha sempre preferito esplorare nuove strade, chiudendo programmi all’apice del successo per non cedere alla stanchezza della ripetizione. Un’integrità artistica che si è manifestata anche nella straordinaria avventura dell’Orchestra Italiana, con cui ha tenuto oltre 1600 concerti in tutto il mondo per trent’anni, riportando la canzone napoletana classica all’attenzione internazionale.

Le “Sliding Doors” di una Vita

Il libro non tace i momenti bui, le sliding doors che avrebbero potuto cambiare radicalmente il corso della sua esistenza. Con grande onestà, Arbore racconta il rimpianto per non aver messo su famiglia e per non aver compreso fino in fondo che Mariangela Melato era la donna della sua vita. Rivela anche episodi drammatici e poco conosciuti. Come quando, durante la malattia del padre, fu messo in contatto con un medico che si rivelò poi essere un reclutatore della loggia P2 di Licio Gelli. Arbore ammette che, in quel momento di fragilità, per gratitudine avrebbe potuto “fare la più grande sciocchezza della sua vita”.

Ancora più clamoroso è l’episodio che avrebbe potuto accomunare il suo destino a quello di Enzo Tortora. Nel 1973, in seguito alla scomparsa del cameriere di un ristorante di cui era socio, finì nel mirino di un PM. Fu la lucidità del giudice Ferdinando Imposimato a fermare le indagini, evitando un errore giudiziario che si sarebbe rivelato tragico. Due anni dopo, la verità venne a galla: il cameriere era stato vittima di un omicidio passionale.

“Mettetevi Comodi” è, in definitiva, più di un’autobiografia. È un dialogo sincero e appassionante, un invito a riscoprire un pezzo fondamentale della nostra storia culturale attraverso lo sguardo acuto e disincantato di uno dei suoi più grandi protagonisti. Un’opera che, come afferma lo stesso Arbore, non è un esercizio di nostalgia, ma “swing del cervello”, un modo per guardare al passato con l’energia e la curiosità del presente.

Di euterpe

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