Milano – Un 3-0 severo, che non rispecchia del tutto l’andamento della gara, almeno secondo la panchina dell’Hellas Verona. Al termine della sfida di San Siro valida per la 17ª giornata di Serie A, è il vice allenatore Alberto Bertolini a presentarsi ai microfoni per commentare la sconfitta contro il Milan. Le sue parole, pacate ma decise, tracciano un’analisi lucida di una partita a due volti, condizionata da un episodio chiave che ha cambiato l’inerzia del match.
Primo tempo di compattezza, poi l’episodio chiave
“Abbiamo fatto la partita che avevamo preparato: un primo tempo di compattezza dove il Milan ha avuto poche occasioni”, ha esordito Bertolini. In effetti, per quasi tutta la prima frazione, il Verona è riuscito a imbrigliare la manovra dei rossoneri, chiudendo bene gli spazi e concedendo poco agli attaccanti avversari. Una strategia che sembrava poter dare i suoi frutti, se non fosse stato per il gol di Pulisic arrivato in pieno recupero (45’+1), sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una rete che ha rotto l’equilibrio proprio a ridosso dell’intervallo.
La ripresa si è aperta con l’episodio che ha scatenato le maggiori proteste da parte scaligera. Al 48′, l’arbitro Michael Fabbri ha concesso un calcio di rigore al Milan per una trattenuta in area su Christopher Nkunku, poi trasformato dallo stesso attaccante francese per il 2-0. Un penalty che Bertolini non esita a definire un “rigorino”. “Pur rispettando le decisioni dell’arbitro, sicuramente di episodi così ce ne sono parecchi, di queste mezze trattenute. Mi è sembrato un po’ un rigorino. È ovvio che ha inciso, ha indirizzato la partita”, ha dichiarato il vice allenatore. Una valutazione condivisa in conferenza stampa, dove ha ribadito come l’episodio abbia reso tutto “più complicato”.
Dieci minuti di sbandamento e il colpo del ko
Il rigore subito ha avuto un impatto psicologico evidente sulla squadra gialloblù. “Abbiamo avuto quei 10 minuti dove siamo stati un po’ sballottati dal punto di vista mentale”, ha ammesso Bertolini. E proprio in quel frangente è arrivato il terzo gol del Milan, ancora con Nkunku, abile a ribadire in rete una respinta di Montipò su un tiro di Modric al 53′. Un uno-due micidiale che ha di fatto chiuso la partita, spegnendo le velleità di rimonta di un Verona che, fino a quel momento, era rimasto in partita.
Nonostante il passivo, Bertolini riconosce la necessità di guardare avanti, pur con l’amaro in bocca per come è maturato il risultato. “Per fare punti a San Siro serve la perfezione”, ha sottolineato, evidenziando come la squadra abbia eseguito una “buona fase di non possesso”, ma peccando in fase offensiva: “non essendo incisivi davanti e creando poco”. Un’analisi confermata anche dai dati del match, che hanno visto il Verona faticare a creare pericoli concreti dalle parti di Maignan.
La visione di Allegri e il momento del Milan
Dall’altra parte, l’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri, ha espresso soddisfazione per una vittoria “importante” contro una “squadra scorbutica”. Il tecnico rossonero ha elogiato la prestazione dei suoi, pur notando un calo nella gestione della palla dopo il 3-0. Allegri ha inoltre sottolineato la crescita di Nkunku, autore della sua prima doppietta in rossonero, definendolo un “ragazzo sensibile che ci teneva a far bene” e che “dopo il rigore si è sbloccato”. Con questa vittoria, il Milan ha chiuso il 2025 consolidando la propria posizione in alta classifica, in attesa delle prossime sfide.
La partita di San Siro lascia dunque due letture opposte: la gioia del Milan per tre punti fondamentali e l’amarezza del Verona per una sconfitta condizionata da un episodio arbitrale ritenuto dubbio e decisivo ai fini del risultato finale.
