Un invito a rallentare, a sorridere, a lasciarsi sorprendere dalla vita. Questo è il messaggio che Renzo Arbore, icona indiscussa della cultura e dello spettacolo italiano, lancia con il suo ultimo lavoro letterario, “Mettetevi Comodi”, un libro-intervista edito da Fuoriscena e firmato a quattro mani con il giornalista Andrea Scarpa. Un’opera che non è una semplice biografia, ma un vero e proprio “swing del cervello”, un viaggio affascinante e non cronologico nella memoria di un artista poliedrico che ha attraversato oltre sessant’anni di storia italiana, lasciando un’impronta indelebile.
Nato a Foggia il 24 giugno 1937, Lorenzo “Renzo” Giovanni Arbore è stato molto più di un semplice showman. È stato cantautore, clarinettista, regista, attore, ma soprattutto un innovatore, un pioniere che ha saputo rivoluzionare i linguaggi della radio e della televisione con intelligenza, ironia e una creatività senza confini. Dai tempi di “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento” in radio, programmi cult realizzati con l’inseparabile Gianni Boncompagni, fino ai successi televisivi come “L’Altra Domenica”, “Quelli della Notte” e “Indietro Tutta!”, Arbore ha sempre rifiutato le formule consolidate, cercando costantemente nuove strade per un intrattenimento colto e popolare al tempo stesso.
Un dialogo senza filtri tra pubblico e privato
Il libro nasce da una serie di incontri tra Arbore e Andrea Scarpa, storica firma de “Il Messaggero”, avvenuti tra aprile e agosto. L’idea, come spiega lo stesso Scarpa, è stata quella di superare la classica intervista biografica, lavorando su un doppio binario: da un lato le grandi passioni di Arbore, dall’altro i suoi “luoghi del cuore”, da Foggia a Napoli, da Roma al mondo intero. Il risultato è un dialogo “senza trucco e senza parrucco”, come scherza Arbore, in cui si mescolano il pubblico e il privato, le “follie ben riuscite” e i momenti di riflessione più intima.
La struttura narrativa si ispira al “vaso di vetro” di Raffaella Carrà: Scarpa pesca domande come fossero bigliettini, creando un’alternanza continua di argomenti che spaziano dagli esordi musicali nella Foggia del dopoguerra, affascinato dalle melodie napoletane cantate dai muratori, fino all’amore per il jazz suonato per gli americani. Un percorso che lo ha portato a diventare uno straordinario talent scout, scoprendo e lanciando artisti del calibro di Roberto Benigni, Nino Frassica, Marisa Laurito, Milly Carlucci e molti altri.
Aneddoti straordinari e incontri memorabili
Le pagine di “Mettetevi Comodi” sono costellate di episodi sorprendenti e incontri con alcune delle più grandi personalità della cultura italiana del Novecento. Si va dall’amicizia con Federico Fellini e Luciano De Crescenzo, a storie incredibili come quella di un Giulio Andreotti vestito da cowboy a una festa dell’ambasciatore americano, o della proposta di Bettino Craxi di candidarlo a sindaco di Napoli, a cui Arbore rispose ironicamente vestendosi da donna.
Spicca anche il cameo di un giovane Martin Scorsese, all’epoca marito di Isabella Rossellini, nel suo primo film cult, “Il Pap’occhio” (1980). Questi racconti non sono solo testimonianze di una vita eccezionale, ma dipingono anche un affresco vivido e ironico di un’Italia in profonda trasformazione.
L’innovatore che non replicava mai il successo
Una delle cifre stilistiche di Renzo Arbore è stata la sua costante avversione per la replica delle formule di successo. Nonostante offerte economiche principesche, non ha mai voluto realizzare un “bis” dei suoi programmi. “Indietro Tutta!”, considerato da lui stesso il programma perfetto, fu un successo clamoroso, ma Arbore decise di chiuderlo con due mesi di anticipo, avvertendo i primi segni di stanchezza nella formula. Una scelta coraggiosa che ne testimonia l’integrità artistica e la continua ricerca di novità.
Questa spinta innovatrice si è manifestata anche nella musica. Nel 1991 ha fondato L’Orchestra Italiana, un ensemble di quindici grandi solisti con cui ha riportato in auge la canzone napoletana classica, contaminandola con sonorità jazz, swing e blues. Un’impresa che lo ha portato a tenere circa 1600 concerti in tutto il mondo, diventando un ambasciatore della cultura musicale italiana.
Le “sliding doors” di una vita
Il libro non nasconde i momenti più bui e le riflessioni più personali. Arbore parla con onestà del rimpianto di non aver messo su famiglia e di non aver compreso appieno l’importanza del suo legame con l’attrice Mariangela Melato, definita “la donna della sua vita”.
Emergono anche due episodi particolarmente delicati, due “sliding doors” che avrebbero potuto cambiare drasticamente il corso della sua esistenza. Il primo riguarda la malattia del padre e l’incontro con un medico che, pur aiutandolo, si rivelò essere un reclutatore della loggia massonica P2 di Licio Gelli. Arbore ammette che, in quel momento di fragilità, per gratitudine avrebbe potuto commettere “la più grande sciocchezza” della sua vita.
Il secondo, ancora più inquietante, lo vide sfiorare un’accusa infamante che avrebbe potuto ricalcare il tragico caso di Enzo Tortora. Nel 1973, a seguito della scomparsa di un cameriere da un ristorante di cui era socio, finì nel mirino di un pm. Fu l’intervento del giudice Ferdinando Imposimato a fermare le indagini, che si rivelarono infondate. Due anni dopo, si scoprì la verità: il cameriere era stato vittima di un omicidio passionale.
“Mettetevi Comodi” è dunque molto più di un libro. È il ritratto a tutto tondo di un uomo che ha fatto dell’ironia, della cultura e della curiosità la sua cifra stilistica, un artista che, come suggerisce il titolo, invita tutti noi a prenderci un momento per assaporare la vita con più leggerezza e intelligenza.
