Firenze – Finalmente un grido di gioia, potente e liberatorio, si alza dal prato dell’Artemio Franchi. La Fiorentina, dopo un’attesa lunga sedici giornate, rompe il digiuno e conquista la sua prima, agognatissima vittoria in campionato. A farne le spese è un’Udinese irriconoscibile, travolta con un perentorio 5-1 in una serata che potrebbe rappresentare la svolta per la stagione della squadra di Paolo Vanoli. Un successo che, sebbene non smuova i viola dall’ultimo posto in classifica, riaccende l’entusiasmo e riduce il distacco dalla zona salvezza, ora distante cinque punti.
La Svolta del Match: l’Espulsione di Okoye
La cronaca di una vittoria annunciata inizia a scriversi dopo appena sette minuti di gioco. Un lancio in profondità per Moise Kean innesca l’uscita a valanga del portiere dell’Udinese, Maduka Okoye. Il tocco di mano fuori dalla propria area di rigore è netto, così come l’inevitabile cartellino rosso estratto dall’arbitro Mariani. L’episodio, giudicato corretto dalla critica arbitrale per aver negato una chiara occasione da gol, cambia radicalmente il volto e l’inerzia della partita, costringendo i friulani a giocare in inferiorità numerica per oltre ottanta minuti. Il tecnico ospite Runjaic è costretto a sacrificare il difensore Kabasele per inserire il secondo portiere Sava.
Dominio Viola nel Primo Tempo: Mandragora, Gudmundsson e Ndour a Segno
Con l’uomo in più, la Fiorentina prende in mano le redini del gioco e assedia la metà campo avversaria. La superiorità numerica si traduce presto in un vantaggio tangibile. Al 21′, Rolando Mandragora sblocca il risultato con una precisa punizione rasoterra, complice una leggera deviazione, che non lascia scampo a Sava. Per il centrocampista si tratta del quinto gol stagionale, record personale in Serie A. I viola, spinti da un pubblico che trasforma la contestazione iniziale in applausi scroscianti, non si accontentano. Albert Gudmundsson, dopo aver colpito un palo, trova il meritato raddoppio al 42′ con una splendida conclusione mancina dal limite dell’area su assist di Fagioli. Prima dell’intervallo, c’è gloria anche per il giovane Cher Ndour, che al 45’+5′ svetta di testa su un cross millimetrico, sempre di Fagioli, e sigla il 3-0 che manda le squadre al riposo.
Kean Show nella Ripresa, Solet non Basta
La ripresa segue lo stesso copione del primo tempo. La Fiorentina continua a dominare e al 56′ arriva il poker. Fabiano Parisi colpisce il palo con un tiro dalla distanza, ma sulla ribattuta il più lesto di tutti è Moise Kean, che a porta sguarnita non può sbagliare. L’Udinese ha un sussulto d’orgoglio al 66′ con Oumar Solet, che accorcia le distanze con un pregevole sinistro dal limite dell’area. È però solo un’illusione, perché appena due minuti più tardi, al 68′, Moise Kean si ripete: lanciato in profondità da Dodô, l’attaccante viola brucia la difesa avversaria e batte Sava in uscita, fissando il punteggio sul definitivo 5-1 e consacrandosi uomo partita.
Analisi e Prospettive: Una Vittoria per la Speranza
Questa vittoria roboante rappresenta una boccata d’ossigeno purissimo per la Fiorentina. Nonostante la classifica veda i gigliati ancora in ultima posizione con 9 punti, il successo contro l’Udinese ha un valore che va oltre i tre punti. È una dimostrazione di forza, carattere e qualità ritrovate. La squadra di Vanoli, che ha sorpreso con un inedito 4-3-3, ha mostrato un gioco fluido e a tratti spettacolare, sfruttando al massimo la superiorità numerica. Per l’Udinese, invece, una serata da dimenticare in fretta. L’espulsione di Okoye ha certamente condizionato la gara, ma la squadra è apparsa fragile e disattenta, subendo una sconfitta pesante che la lascia a metà classifica con 21 punti. Per la Fiorentina, la strada verso la salvezza è ancora lunga e in salita, ma da oggi comincia un nuovo campionato, con una consapevolezza e una fiducia finalmente ritrovate.
