ROMA – “I miei sogni ad oggi si sono realizzati tutti e mai lo avrei pensato, ma ce ne sono sempre di nuovi, altrimenti vuol dire che hai chiuso. Bisogna lavorare sempre duro”. Sono parole che risuonano come un manifesto, quelle pronunciate da Claudio Ranieri a margine della XX edizione del “Premio ASI Sport & Cultura”. In una cornice prestigiosa come il Salone d’Onore del CONI, l’attuale consulente dei Friedkin e icona del calcio italiano ha ricevuto il premio “Italiani nel Mondo”, un riconoscimento alla sua straordinaria carriera che lo ha visto trionfare in Inghilterra con il Leicester e lasciare un’impronta indelebile in ogni piazza in cui ha lavorato.
Un Cuore Giallorosso e il Ricordo di una Cavalcata Emozionante
Inevitabile, per un uomo visceralmente legato alla Capitale, un pensiero alla sua Roma. Ranieri ha ricordato con emozione la quasi rimonta Champions della passata stagione, sottolineando il ruolo fondamentale di due componenti: la squadra e il suo pubblico. “Lo scorso anno ho avuto la fortuna di avere dei ragazzi d’oro e abbiamo avuto sempre minimo 60mila tifosi che ci soffiavano dietro”, ha dichiarato, rievocando l’atmosfera magica dell’Olimpico. Un’onda di passione che ha spinto la squadra oltre i propri limiti, un concetto che Ranieri aveva ben chiaro fin dal suo arrivo: “L’avevo detto quando sono arrivato: da solo non ce la faccio, ho bisogno dell’aiuto di tutti. E i tifosi ci sono stati dietro, ci hanno spinto e sostenuto”. Un legame indissolubile, quello tra Sir Claudio e la sua gente, che affonda le radici in un passato da tifoso in Curva Sud, un sogno di bambino poi diventato realtà.
Tuttavia, con la professionalità che lo contraddistingue, interrogato sulla partita serale dei giallorossi, ha preferito glissare: “È una gara importante, non fatemi dire altro”. Un modo per non interferire e rispettare i ruoli, in un contesto celebrativo diverso dal campo di gioco.
L’Analisi Lucida sul Calciomercato: “L’Inghilterra fa da padrone”
Dalla passione per il campo all’analisi lucida delle dinamiche economiche che governano il calcio moderno. Ranieri ha offerto una prospettiva chiara sulle difficoltà del calciomercato per i club italiani, schiacciati dalla strapotere finanziario della Premier League. “Quando ci dicono comprate qualcuno… poi il Chelsea spende 50-70 milioni per ragazzi di 16-17 anni, per questo trovare giocatori non è facile”, ha commentato. Una riflessione amara ma realistica, che evidenzia come la capacità di spesa dei club inglesi renda la competizione impari. “In Inghilterra hanno i soldi e la fanno da padrone”, ha aggiunto senza mezzi termini.
Questa situazione, secondo l’esperto tecnico, complica enormemente il lavoro di scouting e la costruzione delle squadre: “Andare a trovare giocatori e avere idee non è facile. Si può sbagliare, ma bisogna avere la coscienza a posto per fare il meglio per la propria squadra”. Un richiamo all’importanza delle idee e della programmazione per cercare di colmare un gap economico sempre più evidente.
Una Giornata di Celebrazioni al CONI
La cerimonia del “Premio ASI Sport & Cultura” ha visto la partecipazione delle massime cariche dello sport italiano, dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio a quello della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò. L’evento, giunto alla sua ventesima edizione, celebra non solo le imprese agonistiche ma anche i gesti, i progetti e le idee che valorizzano la funzione sociale e formativa dello sport. Oltre a Ranieri, sono stati premiati altri grandi nomi come il CT dell’Italvolley maschile Ferdinando De Giorgi e la leggenda della ginnastica Yuri Chechi, a testimonianza della ricchezza e della varietà del panorama sportivo nazionale.
