Come un aedo moderno che canta le gesta di un popolo, l’Italia si accinge a narrare la sua anima più profonda attraverso un’opera monumentale di memoria digitale. È stato presentato oggi, nella prestigiosa cornice della Camera dei Deputati, lo stato di attuazione del primo “Censimento del Patrimonio Culturale Immateriale”, un’iniziativa senza precedenti volta a salvaguardare e valorizzare l’inestimabile tesoro di tradizioni, riti, feste, dialetti e saperi che costituiscono le radici più autentiche della nazione. Un progetto ambizioso, promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli) in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), sotto l’alta supervisione del Ministero della Cultura.
Il cuore pulsante di questa impresa è la piattaforma digitale radiciculturali.it, un portale concepito non come un freddo archivio, ma come una finestra vibrante su un mondo di gesti antichi, sapori tramandati e racconti sussurrati di generazione in generazione. Un vero e proprio viaggio interattivo alla scoperta di quell’Italia “minore” che, lontana dai grandi circuiti turistici, custodisce l’essenza stessa dell’identità collettiva del Paese.
Un’Arca Digitale per la Memoria Collettiva
I numeri presentati alla Camera testimoniano la vastità e la ricchezza di questo patrimonio: ad oggi, la piattaforma include oltre 30.000 elementi già validati da un comitato di esperti secondo un rigoroso metodo scientifico, mentre altre 12.000 schede sono in fase di approvazione. Un lavoro capillare che coinvolge attivamente circa 3.000 musei ed ecomusei e si avvale del contributo prezioso di oltre 2.600 esperti, studiosi e volontari. Sono state inoltre create 6 reti tematiche e raccolti più di 5.000 contenuti multimediali che arricchiscono la narrazione di immagini e suoni.
“Stiamo realizzando una piattaforma di mappatura ricca di vita, di storia e di identità”, ha dichiarato con passione Antonino La Spina, presidente di Unpli. “Un’opera di grande rilievo perché custodisce, digitalizzandolo, il nostro immenso patrimonio culturale tra i più fragili. Un bene che spesso si basa su ricordi ed esperienze di persone anche molto anziane o che non ci sono più. Il censimento evita di perderne memoria, facendogli anche acquisire nuovo valore per le comunità e diventando un volano anche per il turismo”. La Spina ha sottolineato come questo progetto sia un’impresa “senza fine”, destinata ad arricchirsi costantemente, proprio come il patrimonio che si prefigge di raccontare.
Il Ruolo Centrale dei Territori e delle Comunità
L’iniziativa trova la sua forza nella sinergia tra istituzioni nazionali e realtà locali. Come ha spiegato Roberto Pella, vicepresidente vicario dell’Anci, in collegamento da Bruxelles, il progetto “contribuisce a mettere al centro i Comuni e le comunità locali, custodi del patrimonio diffuso italiano”. Grazie a un emendamento parlamentare che ha reso possibile il contributo diretto dei territori, i Comuni e le Pro Loco sono diventati protagonisti attivi di un processo di conoscenza, tutela e valorizzazione che rafforza il legame identitario e promuove lo sviluppo locale.
Pella ha inoltre evidenziato la felice coincidenza temporale dell’evento, che si colloca nella stessa settimana in cui l’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, un’ulteriore testimonianza della ricchezza ineguagliabile della cultura del Bel Paese.
Cultura come Motore di Sviluppo e Coesione Sociale
L’importanza del progetto è stata ribadita anche dalle più alte cariche istituzionali. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un messaggio video, ha sottolineato come le tradizioni popolari, i linguaggi e i saperi tramandati costituiscano una “grande ricchezza” che conferisce coesione e senso di appartenenza alle comunità. Sulla stessa linea, la Ministra per il Turismo Daniela Santanchè ha evidenziato il valore strategico del patrimonio “immateriale” come risorsa per il turismo.
“Il progetto contribuisce in maniera importante non solo a promuovere l’Italia dei borghi, ma anche alla destagionalizzazione della nostra offerta turistica”, ha affermato la Ministra. I dati, ha aggiunto, mostrano già una crescita delle presenze turistiche nei mesi di spalla, un risultato direttamente collegato alla ricchezza di tradizioni che le Pro Loco, come custodi di questa eredità, aiutano a mantenere vive e a trasmettere alle nuove generazioni.
Un Viaggio Continuo nelle Radici d’Italia
Il censimento promosso da Unpli si inserisce in un quadro di crescente attenzione internazionale verso il patrimonio culturale immateriale, come sancito dalla Convenzione UNESCO del 2003. L’Italia, con questa iniziativa, si pone all’avanguardia nella salvaguardia di quella cultura viva, fatta di pratiche, espressioni e conoscenze che si evolvono costantemente. Il portale radiciculturali.it non è solo una vetrina, ma un invito a partecipare, a contribuire, a riscoprire e a condividere le infinite storie che compongono il mosaico della cultura italiana. Un viaggio affascinante e necessario per non dimenticare chi siamo e per costruire, su solide radici, il nostro futuro.
